La visione di Lockheed Martin per la sicurezza nel XXI secolo
In un contesto sempre più complesso e incerto dal punto di vista della sicurezza, è più importante che mai che gli Stati dispongano delle capacità necessarie per proteggere ciò che conta di più. È questo l’obiettivo al centro della visione di Lockheed Martin per la Sicurezza nel XXI Secolo. Attraverso questa visione, la Società punta a fornire capacità pensate per ogni tipo di missione, interoperabili e netcentriche, in grado di offrire un nuovo standard di protezione interconnessa.
Italia: uno dei primi utilizzatori dell’F-35
l’F-35 Lightning II è un fattore determinante per la Sicurezza nel XXI Secolo. L’Aeronautica militare italiana ha in servizio la più grande flotta di F-35 nell’Unione Europea ed è stata il primo partner europeo a dichiarare la Capacità Operativa Iniziale (IOC). L’F-35 garantisce all’Italia un ruolo chiave per il rafforzamento dell’interoperabilità a livello nazionale e tra i paesi alleati, grazie alla capacità di mettere in connessione gli F-35 delle flotte alleate e di favorire l’integrazione tra velivoli di quarta e quinta generazione.
Una delle capacità maggiormente distintive dell’F-35 è l’incomparabile consapevolezza situazionale resa possibile dai radar e dai sensori avanzati presenti a bordo. Grazie al network di connessioni della sua piattaforma, l’F-35 può fungere da interfaccia per lo scambio di informazioni e di comunicazioni, condividendo il quadro operativo con mezzi terrestri, marittimi e aerei, potenziando così l’efficacia di tutte le forze in campo.
Il nodo centrale per la Sicurezza del XXI Secolo
L’F-35 ha dimostrato la centralità del suo ruolo nella visione di Lockheed Martin per la Sicurezza nel XXI Secolo in occasione delle diverse esercitazioni a cui ha preso parte negli ultimi anni. Durante un’esercitazione, ad esempio, un lanciarazzi HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) a bordo di un mezzo anfibio è stato messo in connessione con un F-35. Utilizzando e integrando i dati dell’F-35, l’HIMARS è riuscito a distruggere un obiettivo a terra a una distanza di 70 chilometri.
E’ solo uno degli esempi che mostrano come Lockheed Martin sta mettendo in campo capacità focalizzate sul futuro integrando sistemi nuovi e già esistenti con tecnologie di rete avanzate ad architettura aperta. Sfruttando tecnologie quali l’intelligenza artificiale (IA), l’autonomia e soluzioni informatiche resilienti, Lockheed Martin è in grado di garantire agli utilizzatori un raggio di azione più esteso, velocità, agilità, resilienza e il vantaggio di un processo decisionale rapido.
Il supporto all’industria italiana
Il coinvolgimento dell’industria italiana è fondamentale per il successo dell’F-35: continuerà infatti a supportare il programma per oltre 30 anni, attraverso la produzione di parti strategiche, l’assemblaggio finale dei velivoli e un ruolo chiave nel sistema di manutenzione continua dell’F-35 a livello globale.
L’Italia ha investito in maniera significativa nelle infrastrutture industriali e operative del programma F-35, tra cui le strutture all’avanguardia della base aerea di Amendola e gli impianti di produzione di Cameri. Il polo trivalente di Cameri ricopre un ruolo centrale nel programma, e continuerà a svolgerlo nei prossimi decenni, per la produzione delle ali, l’assemblaggio finale e il check-out (FACO) e le attività di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento (MROU). Il primo F-35 assemblato a Cameri ha effettuato il primo volo nel 2015.
Focus sulla missione
In uno scenario che cambia continuamente, rimane una sola costante: anticipare le minacce -mettendo in connessione sistemi e persone perché possano prendere decisioni informate in modo più rapido – è essenziale per un mondo più sicuro e protetto. Attraverso la sua visione per la Sicurezza nel XXI Secolo, Lockheed Martin sta portando innovazione all’interno del settore e garantendo soluzioni integrate e su misura per ogni missione, che hanno come obiettivo ultimo la deterrenza.













