USA: 10 miliardi per il ritorno sulla Luna con Artemis 4 e 5
Con la firma della legge federale denominata “One Big Beautiful Bill Act”, gli Stati Uniti rilanciano con forza il loro programma spaziale. Il Congresso, su impulso dell’amministrazione Trump, ha infatti approvato uno stanziamento di ben 10 miliardi di dollari destinati alle attività della NASA sulla Luna e, in prospettiva, su Marte e in orbita terrestre.
La fetta principale dei nuovi fondi riguarda il ritorno umano sul nostro satellite, con 4,1 miliardi di dollari riservati alle missioni Artemis 4 e 5. Questi soldi serviranno principalmente allo sviluppo, al trasporto e all’operatività dello Space Launch System (SLS), il massiccio razzo che dovrà riportare astronauti americani oltre l’orbita terrestre. Il disegno di legge obbliga a destinare non meno di 1,025 miliardi ogni anno al SLS tra il 2026 e il 2029, garantendo la sostenibilità delle spedizioni Artemis a medio termine.
La capsula Orion, fondamentale per portare equipaggi nello spazio profondo, riceverà un finanziamento di 20 milioni di dollari. Questa nave sarà utilizzata in particolare per Artemis 4, ma la progettazione punta al riutilizzo per le missioni successive, ottimizzando le risorse investite.
Un altro pilastro della nuova strategia statunitense è la realizzazione del Lunar Gateway, la stazione orbitante attualmente in costruzione grazie alla collaborazione internazionale di partner come l’ESA, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti. A questo avamposto orbitale vengono destinati 2,6 miliardi, con almeno 750 milioni stanziati nei soli anni fiscali 2026-2028. Aziende come Northrop Grumman (per il modulo HALO) e Thales Alenia Space (per I-Hab) hanno ruoli industriali strategici. Maxar Technologies si occuperà invece dell’elemento di propulsione (PPE), e il lancio combinato dei moduli principali su Falcon Heavy SpaceX è previsto per dicembre 2027.
Nella visione della NASA, la presenza duratura in orbita lunare tramite Gateway rappresenta la premessa per missioni ancora più ambiziose verso Marte. In questa direzione, la legge include anche 700 milioni di dollari per sviluppare un nuovo orbiter per le telecomunicazioni marziane, indispensabile sia per la missione Mars Sample Return, sia per future spedizioni robotiche e umane.
Altri 1,25 miliardi sono invece assegnati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per garantirne l’operatività almeno fino al 2030, anche mediante la realizzazione di un veicolo di deorbitazione, commissionato da NASA a SpaceX con un apposito contratto da 325 milioni firmato nel giugno 2024.
L’approvazione di questo pacchetto di finanziamenti va in controtendenza rispetto alla proposta della Casa Bianca di tagliare del 25% il budget della NASA dal 2026. Il voto bipartisan del Senato ha quindi congelato la linea restrittiva dell’amministrazione, assicurando la continuità dei programmi Artemis, Gateway e ISS.
Queste decisioni tengono in forte considerazione anche il peso della cooperazione internazionale: partner europei e giapponesi alimentano la filiera del Gateway, e l’industria italiana consolida la propria leadership grazie alle attività di Thales Alenia Space. Il rilancio americano, quindi, rafforza lo scenario di un vero ritorno umano e strategico sulla Luna entro la fine del decennio










