USA lancia Drone Dominance Program: 340.000 droni entro il 2028
Il Pentagono ha lanciato il Drone Dominance Program con un investimento da un miliardo di dollari. L’obiettivo è acquisire oltre 340.000 droni tattici monouso entro il 2028. Questa iniziativa segna l’ingresso degli Stati Uniti nella logica della produzione di massa di sistemi unmanned a basso costo. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha firmato il memorandum che ridefinisce il modo in cui i piccoli droni vengono gestiti nelle forze armate.
Droni come munizioni consumabili
La novità più radicale del programma riguarda la classificazione dei droni come “consumabili”, paragonabili a munizioni o granate. Questo cambio di paradigma permette ai comandanti di livello più basso di procurarsi autonomamente sistemi unmanned di piccole dimensioni. Non servono più filiere burocratiche lente e stratificate per autorizzarne l’impiego. I prezzi indicati vanno da 5.000 dollari iniziali a un target di 2.300 dollari a fine programma. Questo suggerisce principalmente droni FPV e piccoli quadricotteri, simili a quelli utilizzati quotidianamente in Ucraina. Per approfondire le dinamiche della cooperazione europea su sistemi d’arma avanzati, leggi l’intervista a Lorenzo Mariani di MBDA. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale del Pentagono.
Le quattro fasi competitive
Il programma si articola in quattro fasi scandite da competizioni operative chiamate “Gauntlet”. In questi eventi, i droni dei vari fornitori vengono testati da operatori militari in scenari realistici. Ogni fase si conclude con la consegna di sistemi pronti all’uso. Il Pentagono prevede di ordinare 30.000 droni con consegne entro luglio 2026. Nel 2027 la quota supererà i 200.000 sistemi. I volumi acquistati aumenteranno progressivamente mentre il costo unitario diminuirà. I fornitori non selezionati in una fase potranno partecipare alle successive, incoraggiati a migliorare i sistemi. Dopo la prima fase, fino a dodici aziende riceveranno ordini minimi da almeno mille droni ciascuna.
Rischio totale sui fornitori
Il rischio di sviluppo e produzione rimarrà totalmente a carico dei fornitori. Il Pentagono pagherà esclusivamente per unità consegnate, ispezionate e accettate. Non ci saranno anticipi né contratti di rimborso costi. Questo approccio punta a costruire un’industria domestica capace di produrre droni su vasta scala. La sicurezza della supply chain diventa prioritaria per garantire componenti affidabili. L’esempio dell’ABE 1.01 dell’101ª Divisione Aviotrasportata dimostra l’efficacia dei sistemi modulari assemblabili in 20 minuti. Per confronti con programmi industriali italiani, consulta l’articolo sull’F-35 di Leonardo a Cameri. Analisi dettagliate sono disponibili su Defense Scoop.
Cultura operativa integrata
Il programma rappresenta un tentativo concreto di colmare la lentezza del sistema americano nell’acquisizione di droni tattici economici. L’impatto operativo di questi sistemi è ormai evidente nei recenti teatri di guerra. L’obiettivo finale è creare una cultura operativa in cui i droni diventino parte integrante della dottrina militare quotidiana. Le lezioni apprese dall’Ucraina hanno accelerato questa trasformazione strategica. Per ulteriori approfondimenti strategici visita Breaking Defense.










