Golden Dome sale a 185 miliardi: Lockheed, RTX e Northrop guidano il C2
Il Golden Dome ha raggiunto un nuovo traguardo industriale e finanziario. Il Pentagono ha alzato il costo stimato del programma a 185 miliardi di dollari, con un incremento di 10 miliardi. Tre colossi della difesa sono entrati come prime contractor: Lockheed Martin, RTX (Raytheon) e Northrop Grumman. Il programma accelera ora sulle capacità spaziali critiche che i radar tradizionali non riescono a coprire.defensescoop+5
Il ruolo chiave del C2
Il generale Michael Guetlein, direttore del programma, ha definito il livello di comando e controllo il “segreto” del Golden Dome. Il sistema C2 deve integrare sensori terrestri, aerei e spaziali in un’unica rete operativa. Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman si sono aggiunti a un consorzio di nove aziende. Il gruppo si aggiorna ogni giovedì sera con Guetlein ed ha il potere di escludere membri poco performanti. Nessuna singola azienda guida il programma: è una governance collettiva. La struttura industriale è stata progettata per garantire flessibilità e velocità decisionale. Per approfondire la strategia difensiva USA, consulta il sito ufficiale del Pentagono. Kelvin273 ha già trattato il Golden Dome in precedenti articoli nella sezione difesa usa.defensescoop+4
I tre programmi accelerati
I 10 miliardi aggiuntivi finanziano tre tecnologie specifiche. Il primo è l’HBTSS (Hypersonic and Ballistic Tracking Space Sensor), sistema spaziale per tracciare missili ipersonici e balistici. Il secondo è il Space Force Data Transport Layer, una rete dati spaziale dedicata. Il terzo è il SB-AMTI (Space-Based Air Moving Target Indicators), piattaforma aerea per bersagli manovranti. Questi sistemi devono mantenere la “custodia” dei veicoli ipersonici che i radar a terra faticano a seguire. Il completamento dell’architettura obiettivo è previsto entro il 2035. Per confronti con lo scudo italiano, leggi l’articolo sul piano Dome di Crosetto su Kelvin273. Analisi dettagliate su Breaking Defense.defensescoop+7
L’architettura spaziale del Golden Dome
Il Golden Dome punta su intercettori basati nello spazio per neutralizzare i missili nella fase di boost. Questo approccio permette intercettazioni al massimo della distanza dal territorio USA. Il radar LRDR sta completando test di calibrazione, tracciando oggetti grandi quanto una pallina da baseball a 2.500 miglia. Il sistema spaziale è inteso come strato superiore che si integra con Aegis, THAAD e Patriot già in servizio. Il Congresso ha approvato una prima tranche da 25 miliardi nel “One Big Beautiful Bill Act”. La scala del programma supera qualsiasi precedente sistema di difesa missilistica occidentale. Per ulteriori informazioni visita Reuters Aerospace & Defense.reuters+4youtube+1
Implicazioni per l’Europa e l’Italia
Il costo e la complessità del Golden Dome fissano il parametro di riferimento per qualsiasi ambizione difensiva europea. La scelta italiana di sviluppare il Dome nazionale per 4,4 miliardi si colloca in una fascia radicalmente diversa per scala e ambizione. Tuttavia le tecnologie di sensore, comando e controllo sviluppate negli USA potranno essere integrate nei sistemi NATO. La cooperazione industriale transatlantica diventa una leva essenziale per l’Europa. Per l’Italia, Lockheed Martin e RTX sono già partner nel programma F-35. Il confronto dimostra quanto sia urgente investire nell’integrazione dei sistemi difensivi europei.










