M-346 comanda droni Baykar: Leonardo lancia il primo “War Case” a metà 2026
Il CEO di Leonardo Roberto Cingolani ha annunciato un test senza precedenti: l’M-346 come “nave madre” che comanda due caccia senza pilota Baykar in volo simultaneo. La dimostrazione avverrà entro metà 2026 come parte della roadmap del “Michelangelo Dome” presentata nel Piano Industriale 2026-2030. È il primo “War Case” italiano nel campo dei Collaborative Combat Aircraft. Una partnership italo-turca inedita che posiziona Leonardo all’avanguardia nella difesa aerea multidominio.
L’annuncio di Cingolani
Presentando il Piano Industriale a Roma il 12 marzo 2026, Cingolani ha dichiarato: “A metà del 2026 dimostreremo il primo War Case”. Il test prevede un volo in cui l’M-346 comanda direttamente due fighter non pilotati prodotti in collaborazione con Baykar Technology. “Saranno operati direttamente dall’aereo madre”, ha precisato il CEO. La prima campagna di prove in volo in forma riservata è prevista tra aprile e maggio, seguita da una fase pubblica. Nessun dettaglio è stato divulgato su località e profili di missione. Il programma rientra nello sviluppo delle operazioni congiunte uomo-macchina, con l’obiettivo di impiegare droni per compiti operativi ad alto rischio.
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L’M-346 come piattaforma CCA
L’M-346 è un addestratore a getto transonico bimotore con comandi di volo fly-by-wire a ridondanza quadrupla. La configurazione digitale avanzata lo rende ideale come nodo di coordinamento per sistemi senza equipaggio. Nella variante Block 20 integra un computer di missione aggiornato, radar AESA e interfacce per la gestione di droni gregari. Il concetto di “nave madre” mantiene il pilota umano nel circuito decisionale mentre i droni eseguono compiti operativi rischiosi. Il velivolo biposto consente addestramento specifico degli operatori CCA direttamente in missione. Interesse crescente arriva da nazioni con budget limitato che vedono nell’M-346 una soluzione economicamente accessibile per il combattimento avanzato. La piattaforma si collega alla visione strategica del GCAP per l’integrazione con caccia di sesta generazione.
Per approfondire la produzione di caccia italiani, leggi l’articolo di Kelvin273 su Leonardo Cameri e F-35. Aggiornamenti tecnici su Leonardo ufficiale.
Il partner turco: Baykar e il Kizilelma
La partnership è con Baykar Technology, azienda turca che nel primo trimestre 2026 ha consegnato i primi esemplari di serie del Bayraktar Kizilelma alle Forze Armate turche. Il Kizilelma è il primo caccia unmanned turco con capacità aria-aria, sistema radar, guida missilistica oltre-visuale e sistemi elettro-ottici integrati. A fine 2025 due prototipi Kizilelma hanno eseguito volo in formazione ravvicinata autonomo con algoritmi di “smart fleet autonomy”. Il velivolo utilizza ridondanza tripla nel controllo con computer di missione, di navigazione e software in parallelo. L’integrazione con l’M-346 italiano come piattaforma C2 rappresenta un salto qualitativo per entrambi i sistemi. Questa collaborazione italo-turca dimostra la crescente convergenza industriale tra Paesi NATO nell’era dei sistemi unmanned.
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Il Michelangelo Dome
Il test M-346-Baykar rientra nel progetto “Michelangelo Dome”, la visione di difesa multidominio di Leonardo. Il sistema opera in un contesto in cui piattaforme aeree pilotate e non pilotate integrano la rete di C2, sensori ed effettori. L’obiettivo finale è la neutralizzazione di minacce aeree avanzate attraverso swarm cooperativi controllati da un operatore umano. Il Michelangelo Dome si posiziona come risposta italiana al programma CCA americano e si integra con la prospettiva GCAP. Il Piano Industriale 2026-2030 prevede investimenti crescenti in questo segmento con timeline chiare. La dimostrazione di metà 2026 sarà un banco di prova cruciale per gli ordini militari italiani ed esteri futuri.










