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Tag Archivio per: ProgrammaArtemis

Rassegna Stampa

Artemis II rinviata ad aprile: anomalia di elio ferma il ritorno alla Luna

Artemis II non decollerà a marzo: la NASA ha confermato il rinvio ad aprile 2026 dopo la scoperta di un’anomalia nel sistema dell’elio dello Space Launch System. Il nuovo amministratore NASA Jared Isaacman ha comunicato su X che “un’interruzione del flusso di elio verso il secondo stadio dello SLS esclude la finestra di lancio prevista a marzo”. Il razzo SLS è stato riportato al Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center per riparazioni. La prima finestra utile per il lancio è ora fissata per il 1° aprile 2026 alle 22:24 ora italiana.

Il problema tecnico

L’anomalia è emersa nelle ore successive al secondo Wet Dress Rehearsal completato con successo. Il flusso di elio verso il secondo stadio dello SLS, lo stadio che deve spingere la capsula Orion verso la Luna, ha registrato un’interruzione inattesa. Artemis II ha subito la cancellazione della finestra marzo, che contava solo cinque giorni utili per il lancio. Il 26 febbraio 2026 la NASA ha individuato i componenti responsabili: una guarnizione sul raccordo rapido della tubazione o una valvola di non ritorno. Gli ingegneri hanno effettuato le riparazioni nel VAB prima di riportare il razzo sulla rampa 39B per le opportunità di aprile. Non è la prima volta che Artemis II subisce un rinvio: la missione era già stata posticipata a inizio 2026 a causa di problemi allo scudo termico della capsula Orion emersi durante Artemis I. Per approfondire la storia delle missioni lunari NASA, leggi l’articolo di Kelvin273 sulla sonda Lucy.

 

Dettagli tecnici completi su Discover Magazine.

La missione e l’equipaggio

Artemis II è la prima missione con equipaggio del programma Artemis, che segnerà il ritorno dell’uomo attorno alla Luna dopo Apollo 17 del 1972. A bordo ci saranno quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la missione specialist Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen. La missione non prevede un atterraggio: l’equipaggio compirà un sorvolo lunare su un’orbita libera in 10 giorni totali di missione. Il secondo stadio dello SLS, denominato Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS), è quello coinvolto nell’anomalia dell’elio. L’ICPS è cruciale perché fornisce la spinta che porta Orion sulla traiettoria trans-lunare. Il lancio avviene dalla rampa 39B del Kennedy Space Center in Florida. La missione Artemis III, che prevede il primo allunaggio con equipaggio con Starship di SpaceX, è stata posticipata alla metà del 2027.

 

Per approfondire le infrastrutture spaziali che supportano le missioni Artemis, leggi l’articolo di Kelvin273 sui pannelli ROSA di Redwire per Axiom Station. Analisi complete su Forbes.

Il contesto dei ritardi

I ritardi di Artemis II riflettono la complessità tecnica senza precedenti del programma Artemis. Lo SLS è il razzo più potente mai costruito dalla NASA, più potente persino del Saturn V dell’era Apollo. La pressione per rispettare le scadenze è enorme, con il programma Artemis che rappresenta il principale vettore della strategia lunare americana. Jared Isaacman, subentrato a Bill Nelson alla guida della NASA, ha adottato un approccio pubblico e diretto nella gestione delle comunicazioni sui problemi tecnici. La prima finestra di aprile è il 1° aprile: il lancio avverrebbe durante la “Luna Rosa” di aprile, con la luna piena visibile nell’area di Orlando alle 19:36 EDT. Se anche la finestra di aprile dovesse sfumare, la successiva opportunità si aprirebbe a fine aprile.

 

Per approfondire il quadro delle missioni lunari commerciali correlate, visita NASA Artemis ufficiale

18 Giugno 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/Luna-pronta-la-missione-Artemis-II-20-3-2026-alanews.avif 800 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-06-18 10:18:012026-03-27 19:22:11Artemis II rinviata ad aprile: anomalia di elio ferma il ritorno alla Luna
Rassegna Stampa

MAPP: il rover robot compagno astronauti Artemis III sulla Luna

Il rover MAPP accompagnerà gli astronauti di Artemis III sulla Luna come primo robot autonomo a operare accanto a esseri umani sul satellite. Il Mobile Autonomous Prospecting Platform è realizzato da Lunar Outpost del Colorado. Durante la missione aiuterà gli astronauti a comprendere meglio l’ambiente lunare e i pericoli della polvere. Il piccolo robot a quattro ruote rappresenta un passo verso la presenza umana sostenibile nello spazio.​

La sfida della polvere lunare

La polvere lunare costituisce un problema serio per l’esplorazione dal 1972. L’astronauta Gene Cernan dell’Apollo 17 riconobbe che rappresenta una sfida per missioni di lunga durata. La polvere si attacca a tutto ciò che tocca ed è estremamente abrasiva. Il rover MAPP trasporta il sistema DUSTER costruito dall’Università del Colorado. Il modulo include uno strumento per misurare carica, velocità, dimensione e flusso delle particelle sollevate dalla superficie. Un secondo strumento determina la densità media degli elettroni sopra la superficie lunare. I risultati forniranno informazioni sull’impatto dell’umanità sulla superficie lunare. Per comprendere l’ambiente spaziale estremo, leggi l’articolo sugli effetti della microgravità sugli astronauti ISS. Maggiori dettagli su NASA JPL.​

Caratteristiche tecniche del rover

La configurazione standard di MAPP pesa 5-10 kg e trasporta carichi fino a 15 kg. Le dimensioni sono 45 x 38 x 40 cm con trazione su quattro ruote e sospensioni articolate. Pannelli solari con accumulo a batterie garantiscono l’autonomia energetica. La velocità massima è 10 cm/s con comunicazioni in banda S e X. La navigazione autonoma utilizza odometria visivo-inerziale con telecamere stereo. Lunar Outpost ha collaborato con General Motors per batterie avanzate derivate da veicoli elettrici. Il rover può sopravvivere facoltativamente alla notte lunare di 14 giorni terrestri. Per confronti con tecnologie spaziali commerciali, consulta l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire. Approfondimenti su NASA Spaceflight.​

Missioni precedenti e future

Il primo MAPP è atterrato sulla Luna nel marzo 2025 con la missione Lunar Voyage 1. Il lander si è ribaltato intrappolando il rover nel garage di rilascio. Nonostante l’incidente, MAPP ha raccolto dati sulla polvere lunare e confermato la prontezza operativa. La seconda missione Lunar Voyage 2 è programmata per il 2026 con IM-3 di Intuitive Machines. Il rover per Artemis IV sarà la quinta missione lunare di Lunar Outpost. L’Australia contribuirà con “Roo-ver” entro fine decennio come missione flagship nazionale. Per approfondire le missioni lunari NASA visita CollectSpace.​

Partnership con Juventus e LEGO

Lunar Outpost ha collaborato con LEGO per creare una versione in mattoncini del rover. Il set LEGO Technic Lunar Outpost Moon Rover permette di costruire tre configurazioni diverse. La partnership con la Juventus è stata annunciata nel marzo 2025. Il club torinese è diventato la prima squadra di calcio a raggiungere simbolicamente la Luna. L’obiettivo è far conoscere MAPP al grande pubblico prima del ritorno umano sulla Luna. Queste collaborazioni dimostrano l’interesse culturale crescente per l’esplorazione spaziale commerciale. Per ulteriori dettagli visita Lunar Outpost YouTube

10 Marzo 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/c5d709_822545fe903f477cb643b85570b53ab4mv2.avif 414 620 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-03-10 16:59:392025-12-19 17:13:20MAPP: il rover robot compagno astronauti Artemis III sulla Luna
Rassegna Stampa

NASA e nuova corsa alla Luna: la sfida con la Cina accelera

La Luna è tornata al centro della strategia spaziale americana. Il punto non è solo “tornare”, ma farlo con tempi e obiettivi chiari. In parallelo, la competizione con la Cina rende ogni rinvio un costo politico e industriale.​

Perché la Luna conta oggi

La NASA descrive Artemis come una campagna per esplorare la Luna e preparare tecnologie e competenze utili anche oltre l’orbita lunare. Questo significa testare veicoli, procedure e infrastrutture in uno scenario più vicino della destinazione finale, ma già molto impegnativo. Inoltre, la Luna è un banco di prova per la permanenza umana, la logistica e l’autonomia operativa.​

Cina e “nuova corsa”

Diversi studi e analisi parlano di “nuova corsa alla Luna” tra Stati Uniti e Cina, con implicazioni tecnologiche e geopolitiche che vanno oltre la sola esplorazione. Il confronto riguarda capacità di lancio, robotica, rientro di campioni e, soprattutto, credibilità internazionale. La competizione spinge a ridurre i tempi e ad aumentare la continuità delle missioni.​

Il fattore industria privata

Una parte decisiva della corsa moderna è l’ecosistema industriale. Il settore privato accelera sviluppo e cicli di innovazione, mentre le agenzie pubbliche devono garantire sicurezza, standard e sostenibilità di lungo periodo. L’equilibrio tra velocità e affidabilità diventa quindi il vero vantaggio competitivo.​

Cosa significa per Europa e Italia

Per l’Europa, restare agganciata ai programmi lunari vuol dire non perdere peso nelle scelte su standard, interoperabilità e filiere. Anche la dimensione “umana” conta: salute, microgravità e radiazioni restano un vincolo operativo, come ricordano analisi recenti pubblicate su Kelvin273. E l’evoluzione delle infrastrutture in orbita bassa, tra moduli commerciali e nuove stazioni, si intreccia con la catena tecnologica che supporta anche il futuro Gateway lunare.​

Link utili (esterni)

  • Programma Artemis (NASA): https://www.nasa.gov/humans-in-space/artemis/​

  • Immagini Artemis I (NASA): https://www.nasa.gov/humans-in-space/view-the-best-images-from-nasas-artemis-i-mission/​

  • Analisi “nuova corsa alla Luna” (paper): https://ojs.unito.it/index.php/orizzontecina/article/download/6635/5933/22062​

Link interni Kelvin273 (News)

  • https://kelvin273.it/it/2025/04/10/effetti-microgravita-astronauti-iss-williams-wilmore/​

  • https://kelvin273.it/it/2025/10/13/redwire-pannelli-solari-rosa-axiom-station/

22 Dicembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/artemis_i_orion_opf.webp 768 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-12-22 15:33:192025-12-19 17:22:17NASA e nuova corsa alla Luna: la sfida con la Cina accelera
Aereospazio, Rassegna Stampa

Rifornimento in orbita: l’innovazione chiave dello Space 2.0

L’esplorazione spaziale sta attraversando una trasformazione radicale con l’avvento dello Space 2.0. Questa nuova era combina missioni lunari con equipaggio e commercializzazione dell’orbita terrestre bassa. Il rifornimento in orbita rappresenta la tecnologia chiave per abilitare missioni sostenibili.

La rivoluzione del rifornimento orbitale

Il rifornimento in orbita (OOR) prevede il trasferimento di propellente tra veicoli spaziali. La NASA ha investito decenni di ricerca in questa tecnologia. SpaceX sviluppa sistemi per rifornire la Starship HLS destinata alle missioni Artemis.

L’architettura prevede cisterne Starship in orbita rifornite da 10-20 lanci consecutivi. Queste fungeranno da depositi per altri veicoli spaziali. La tecnologia potrebbe aprirsi anche a clienti terzi. Come illustrato nell’articolo su Artemis e il ritorno sulla Luna, questi sviluppi sono fondamentali per il programma NASA.

Space 2.0 e sostenibilità orbitale

Lo Space 2.0 si caratterizza per l’approccio commerciale e sostenibile all’esplorazione. La riutilizzabilità dei razzi ha ridotto drasticamente i costi di lancio. Il recupero dei booster rappresenta un cambiamento di paradigma.

Attualmente i satelliti sono progettati come tecnologia monouso. Durano mediamente 4-8 anni prima di diventare detriti spaziali. Il rifornimento in orbita estende la vita operativa dei satelliti. Questa innovazione è cruciale per evitare l’accumulo di rifiuti spaziali.

Il problema dei detriti spaziali

Dall’epoca dello Sputnik sono stati effettuati circa 6.960 lanci. Questi hanno posizionato 22.310 satelliti in orbita. Si sono verificati oltre 650 eventi di rottura o collisione.

L’orbita terrestre bassa è sempre più affollata di detriti. Le megacostellazioni come Starlink con oltre 7.600 satelliti aggravano il problema. Project Kuiper di Blue Origin aggiungerà migliaia di nuovi satelliti. Come discusso nell’articolo sui satelliti in orbita bassa, il mercato è in forte espansione.

Progetti commerciali di rifornimento

Orbit Fab sviluppa la prima stazione di servizio spaziale commerciale. L’azienda ha creato l’interfaccia RAFTI per il rifornimento rapido. Fornirà idrazina in orbita geostazionaria dal 2025.

Astroscale ha sviluppato il sistema APS-R per rifornimenti multipli. Utilizza un serbatoio di stoccaggio in orbita di parcheggio. Un satellite fa la spola rifornendo veicoli operativi. Il progetto è finanziato con 25,5 milioni dalla Space Force. Per approfondire il tema della sostenibilità orbitale, consultare questo articolo di Orbit Fab.

La Cina pioniera nel rifornimento GEO

Nel luglio 2025, i satelliti cinesi Shijian-21 e Shijian-25 si sono agganciati in orbita geostazionaria. Rappresenta il primo tentativo di rifornimento ad alta quota. La manovra è avvenuta a oltre 35.000 km di altitudine.

SJ-25 è stato lanciato per verificare tecnologie di rifornimento e servizio. SJ-21 aveva precedentemente rimosso un satellite inattivo. Le operazioni dimostrano capacità avanzate nei servizi orbitali. Maggiori dettagli sulla missione cinese sono disponibili qui.

Artemis e il rifornimento lunare

Il programma Artemis riporterà astronauti sulla Luna. SpaceX fornirà il lander Starship HLS per Artemis III. La missione è prevista non prima del 2027.

Starship HLS richiede rifornimento in orbita terrestre prima di raggiungere la Luna. La procedura non è mai stata testata completamente. Rappresenta il tallone d’Achille della missione secondo alcuni esperti. La NASA ha ridotto i siti di allunaggio da 13 a 9 in attesa di sviluppi. Ulteriori informazioni sul lander lunare sono disponibili sul sito NASA.

Verso un futuro spaziale sostenibile

Lo Space 2.0 richiede impegno verso la sostenibilità nello spazio. Le navette devono essere progettate per uso multiplo. Il rifornimento in orbita massimizza il carico utile trasportabile.

Starship potrebbe trasportare fino a 150 tonnellate sulla Luna con il rifornimento. Questo cambia il paradigma della progettazione delle missioni. L’innovazione tecnologica e la visione strategica stanno trasformando l’esplorazione spaziale. Il futuro dello Space 2.0 dipende dalla capacità di rendere sostenibili le operazioni orbitali.

20 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/10/dorbit-satellite.jpg 720 1280 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-20 19:15:522025-10-03 19:21:20Rifornimento in orbita: l’innovazione chiave dello Space 2.0
Aereospazio, Rassegna Stampa

Luna: perché gli USA rischiano di arrivare dopo la Cina con Artemis

Perché il sorpasso è possibile

Gli Stati Uniti hanno vinto la prima corsa del 1969, ma oggi sulla Luna potrebbero arrivare dopo la Cina se il programma Artemis rallenta ancora, dicono esperti ascoltati dal Senato USA il 3 settembre .
La nuova competizione è strategica: chi sbarca per primo potrà impostare regole su risorse, governance e partnership, con impatti geopolitici duraturi sulla Luna e oltre .

Cosa dicono gli esperti

In audizione, l’ex amministratore NASA Jim Bridenstine ha avvertito che, senza cambiamenti, è “altamente improbabile” battere la timeline cinese verso la Luna, citando rischi architetturali e operativi di Artemis .
Le testimonianze hanno richiamato ritardi, incertezza di bilancio e impegni altalenanti come fattori che possono spingere partner e fornitori verso tecnologie cinesi in rapido avanzamento sulla Luna .

I ritardi di Artemis

NASA ha rinviato Artemis II, il primo volo con astronauti attorno alla Luna, da settembre 2025 ad aprile 2026, e colloca Artemis III, il primo allunaggio, al 2027, date che molti analisti ritengono a rischio slittamento .
L’architettura HLS fa leva su Starship di SpaceX per l’allunaggio: serviranno numerosi rifornimenti in orbita per il lander lunare, una complessità che, secondo le audizioni, accresce il rischio di non arrivare primi sulla Luna .
Nel 2023 NASA ha anche selezionato Blue Origin come secondo fornitore HLS per mitigare rischi e accelerare la capacità di sbarco sulla Luna .

Il ritmo cinese

La Cina punta a far atterrare taikonauti sulla Luna prima del 2030 e ha mostrato progressi recenti: test del sistema di aborto a giugno, static fire del Long March 10 ad agosto e dimostrazione di un lander .
Pechino promuove l’ILRS per una base lunare entro il 2035 e, secondo i media cinesi citati dagli esperti, consolida alleanze e chiarezza d’intenti, un vantaggio competitivo sulla Luna .

Standard e alleanze

Gli Accordi Artemis superano i 50 firmatari e mirano a regole trasparenti per attività e risorse sulla Luna e nello spazio cislunare, mentre la Cina costruisce adesioni a ILRS per la propria architettura .
Come ricordato in audizione, chi stabilirà per primo una presenza sulla Luna detterà le regole del gioco su risorse, governance e collaborazioni, condizionando assetti economici e diplomatici globali .

La posizione della NASA

L’amministratore ad interim Sean Duffy respinge l’idea di perdere la corsa alla Luna e promette che gli Stati Uniti arriveranno per primi, pur ammettendo la necessità di bilanciare sicurezza e progresso .
Servono disciplina di programma e certezze di bilancio per rispettare la finestra 2026–2027 e consolidare l’ecosistema industriale e internazionale di Artemis sulla Luna .

Link utili e risorse

  • Approfondimento sul rischio di perdere la corsa alla Luna secondo gli esperti del Senato USA

  • Dichiarazioni di Sean Duffy sulla determinazione NASA a vincere la corsa alla Luna

  • Galleria ufficiale NASA di immagini Artemis I, utile come media “Luna” per il tuo articolo

17 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/prelaunch_with_full_moon_ksc-20220614-ph-csh01_0068.webp 1152 768 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-17 17:28:222025-09-17 18:37:42Luna: perché gli USA rischiano di arrivare dopo la Cina con Artemis
Aereospazio, Rassegna Stampa

USA: 10 miliardi per il ritorno sulla Luna con Artemis 4 e 5

Con la firma della legge federale denominata “One Big Beautiful Bill Act”, gli Stati Uniti rilanciano con forza il loro programma spaziale. Il Congresso, su impulso dell’amministrazione Trump, ha infatti approvato uno stanziamento di ben 10 miliardi di dollari destinati alle attività della NASA sulla Luna e, in prospettiva, su Marte e in orbita terrestre.

La fetta principale dei nuovi fondi riguarda il ritorno umano sul nostro satellite, con 4,1 miliardi di dollari riservati alle missioni Artemis 4 e 5. Questi soldi serviranno principalmente allo sviluppo, al trasporto e all’operatività dello Space Launch System (SLS), il massiccio razzo che dovrà riportare astronauti americani oltre l’orbita terrestre. Il disegno di legge obbliga a destinare non meno di 1,025 miliardi ogni anno al SLS tra il 2026 e il 2029, garantendo la sostenibilità delle spedizioni Artemis a medio termine.

La capsula Orion, fondamentale per portare equipaggi nello spazio profondo, riceverà un finanziamento di 20 milioni di dollari. Questa nave sarà utilizzata in particolare per Artemis 4, ma la progettazione punta al riutilizzo per le missioni successive, ottimizzando le risorse investite.

Un altro pilastro della nuova strategia statunitense è la realizzazione del Lunar Gateway, la stazione orbitante attualmente in costruzione grazie alla collaborazione internazionale di partner come l’ESA, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti. A questo avamposto orbitale vengono destinati 2,6 miliardi, con almeno 750 milioni stanziati nei soli anni fiscali 2026-2028. Aziende come Northrop Grumman (per il modulo HALO) e Thales Alenia Space (per I-Hab) hanno ruoli industriali strategici. Maxar Technologies si occuperà invece dell’elemento di propulsione (PPE), e il lancio combinato dei moduli principali su Falcon Heavy SpaceX è previsto per dicembre 2027.

Nella visione della NASA, la presenza duratura in orbita lunare tramite Gateway rappresenta la premessa per missioni ancora più ambiziose verso Marte. In questa direzione, la legge include anche 700 milioni di dollari per sviluppare un nuovo orbiter per le telecomunicazioni marziane, indispensabile sia per la missione Mars Sample Return, sia per future spedizioni robotiche e umane.

Altri 1,25 miliardi sono invece assegnati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per garantirne l’operatività almeno fino al 2030, anche mediante la realizzazione di un veicolo di deorbitazione, commissionato da NASA a SpaceX con un apposito contratto da 325 milioni firmato nel giugno 2024.

L’approvazione di questo pacchetto di finanziamenti va in controtendenza rispetto alla proposta della Casa Bianca di tagliare del 25% il budget della NASA dal 2026. Il voto bipartisan del Senato ha quindi congelato la linea restrittiva dell’amministrazione, assicurando la continuità dei programmi Artemis, Gateway e ISS.

Queste decisioni tengono in forte considerazione anche il peso della cooperazione internazionale: partner europei e giapponesi alimentano la filiera del Gateway, e l’industria italiana consolida la propria leadership grazie alle attività di Thales Alenia Space. Il rilancio americano, quindi, rafforza lo scenario di un vero ritorno umano e strategico sulla Luna entro la fine del decennio

6 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-human_landing_system_2024_surface_astronauts_0.jpg 1050 1866 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-06 13:43:322025-07-26 15:36:32USA: 10 miliardi per il ritorno sulla Luna con Artemis 4 e 5
Rassegna Stampa

Resilience di ispace: nuova sfida lunare tra scienza e innovazione

Il lander Resilience, dell’azienda privata giapponese ispace, comincerà nelle prossime ore le manovre di discesa e atterraggio sulla regione lunare del Mare Frigoris, una vasta spianata basaltica situata sul versante visibile del satellite, non lontana dal polo nord. Resilience è all’acme della missione Hakuto-R Mission 2, iniziata a metà gennaio scorso lasciando la Terra a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX insieme a un altro lander privato, Blue Ghost della Firefly Aerospace, con cui ha condiviso il vano di carico.
Diversamente da questo però, già allunato con successo i primi giorni di marzo scorso, Resilience ha scelto di raggiungere la Luna utilizzando una rotta più lunga e articolata, che si percorre per minimizzare il consumo energetico, e di spendere del tempo in orbita lunare prima dell’atterraggio, utile a svolgere alcune ricerche scientifiche.

Ispace è al secondo tentativo di conquista della Luna. Nell’aprile 2023 aveva già raggiunto il satellite con la prima missione Hakuto-R, ma aveva perso i contatti con il lander durante le fasi cruciali dell’atterraggio. Se stavolta andrà tutto come previsto e Resilience si poserà sul suolo lunare senza problemi, si potrà procedere con le fasi successive, nelle quali sono previste circa due settimane di attività scientifica per conto di partner commerciali e istituzionali, e soprattutto il rilascio del rover Tenacious.
Questo mini-robot, progettato e assemblato dalla sussidiaria europea della ispace, è stato in parte finanziato con i fondi di LuxImpulse, un programma di ricerca scientifica gestito dall’Agenzia Spaziale del Lussemburgo (Lsa) e implementato dall’Esa.
Con i suoi spostamenti Tenacious amplierà la zona esplorativa, caratterizzata dalla bassa presenza di asperità e grandi rocce che faciliteranno i movimenti. Il rover potrà spostarsi in sicurezza e libertà per raccogliere campioni di regolite da diversi punti, che poi fotograferà con la fotocamera ad alta risoluzione di cui è dotato. Le foto verranno poi spedite a Terra per essere analizzate nell’àmbito delle ricerche utili al programma Artemis per il ritorno umano sulla Luna.
Insieme a Tenacious, che è il ‘passeggero’ principale nella missione, Resilience porta con sé un sistema in grado di coltivare autonomamente alghe destinate alla produzione di cibo, un elettrolizzatore per l’acqua e un misuratore delle radiazioni provenienti dallo spazio profondo.
Oltre agli esperimenti e le misurazioni, a bordo ci sono anche testimonianze della civiltà umana inserite in un memory disk fornito dall’Unesco, che include informazioni sulla diversità culturale e linguistica dell’umanità e oltre cento foto di quadri realizzati da pittori di diversa estrazione ed epoca. Infine, è presente un modellino di un cottage realizzato dall’artista svedese Mikael Genberg.

L’intera missione Hakuto-R Mission 2  si svolge con il contributo fondamentale dell’Agenzia Spaziale Europea, il cui compito è quello di mantenere e gestire le comunicazioni tra Resilience e il controllo missione Esoc (European Space Operations Centre) situato a Darmstadt, Germania. Per mantenere un contatto fisso, l’Esa si sta avvalendo del suo network di stazioni di comunicazione chiamato Estrack: tre antenne da 35 metri situate in Spagna, Argentina e Australia, alle quali è stata affiancata un’ulteriore parabola da 15 metri installata nella Guiana Francese. Un ulteriore contributo, sempre a favore delle comunicazioni, proviene infine dalla stazione commerciale di Goonhilly, in Inghilterra. L’attività di Estrack diventerà particolarmente delicata durante le manovre di atterraggio, in cui dovrà seguire l’avvicinamento alla superficie e soprattutto leggerà la telemetria per confermare il successo dell’avvenuto atterraggio. Successivamente, seguirà e gestirà anche gli spostamenti del rover Tenacious.

fonte globalscience.it

15 Luglio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/resilience.webp 675 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-07-15 11:21:152025-06-21 11:53:02Resilience di ispace: nuova sfida lunare tra scienza e innovazione
Rassegna Stampa

Collaborazione Italia-USA nello spazio: l’ascesa dell’Italia come potenza spaziale

Gli Usa non sottovalutino lo Spazio italiano. Questo è quanto emerge da oltreoceano, dove un giornale americano parla di quanto il comparto spaziale italiano possa essere un attore di particolare rilevanza

In occasione dell’Allunaggio, anche dagli Usa guardano allo spazio italiano. Sono passati 54 anni da quell’ormai lontano 20 luglio 1969 che ha visto l’Apollo 11 protagonista della missione che ha portato per la prima volta (e per ora ancora l’unica) l’essere umano a fare un passo storico sul suolo lunare. Da allora, il settore spaziale è cambiato profondamente e negli ultimi anni ha visto una crescita senza precedenti, dalla Space economy alla Space diplomacy, fino all’industria di settore in continua espansione. A crescere sono stati gli Stati Uniti e la Russia, i primi pionieri dell’orbita, ma insieme a loro sono sempre più numerosi i Paesi che vogliono cavalcare il settore spaziale, compresa l’Italia. In un articolo appena pubblicato sul quotidiano americano The National Interest, si parla infatti di come la logica geopolitica dello sviluppo del nostro Paese come attore spaziale sia di particolare rilevanza per gli Usa. Come riporta l’analisi, da quando a Washington hanno designato lo spazio come un dominio operativo, l’interesse per il piano extraterrestre da parte del mondo politico, militare e industriale americano è aumentato in modo significativo. E in tale scenario per far fronte alle sfide, anche militari, poste dalle capacità spaziali militari di Mosca e Pechino, Washington necessita che anche i suoi alleati rafforzino le proprie capacità spaziali: l’Italia è pronta a giocare la sua parte.

Occhi puntati su continuità e partenariati

A caratterizzare lo spazio italiano, secondo quanto riportato dal quotidiano oltreoceano, sono la continuità, i partenariati e gli aspetti legati alla geopolitica, soprattutto la nuova proiezione nel continente africano (come ha sottolineato anche la recente visita del presidente Mattarella alla base spaziale di Malindi). Le recenti missioni negli Usa dei ministri Guido Crosetto, Antonio Tajani e Adolfo Urso hanno evidenziato l’importanza dell’industria spaziale e la volontà di intensificare la partnership con gli Stati Uniti, e nella stessa direzione andrà anche il prossimo viaggio della premier Giorgia Meloni a Washington che tra i molti temi sul tavolo, dedicherà grande attenzione al settore spaziale. La politica del nuovo governo in riferimento alle questioni spaziali pare aver seguito un importante filo di continuità rispetto al precedente governo Draghi, che nel libro bianco “Italia digitale” aveva rappresentato lo spazio come un settore solido per l’Italia. Come riporta l’articolo, l’Italia è infatti tra le nove nazioni che stanziano un budget annuale di 1 miliardo di euro per i loro settori spaziali, oltre ad essere il sesto Paese al mondo a livello di investimenti spaziali in rapporto al Pil e il terzo contributore dell’Esa. Risultati possibili grazie a un tessuto di aziende che coprono l’intera catena del valore spaziale, e tra queste ben l’80% sono Pmi. Le collaborazioni italiane includono anche la partecipazione alla Stazione spaziale internazionale (Iss) e al programma Artemis. Con l’ultima visita di Urso negli Usa, occasione in cui ha incontrato una delegazione di rappresentanti delle principali aziende spaziali americane, si voleva proseguire nella direzione della cooperazione basata su un approccio B2B (business-to-business), che superi i confini governativi e si estenda al mondo industriale. Con l’obiettivo di stimolare l’interazione e la collaborazione tra le imprese, andando oltre il semplice dialogo istituzionale. Questo approccio rappresenta un passo strategico significativo verso un partenariato bilaterale completo.

A bordo di Artemis c’è anche l’Italia

Partita lo scorso 16 novembre, la missione Artemis 1 ha riaperto la strada alla colonizzazione della Luna. Rispetto ad Apollo, programma prettamente statunitense, Artemis vede invece un forte contributo internazionale e italiano, con il nostro Paese che è stato il primo a firmare gli Artemis Accords a ottobre del 2020. Il programma Artemis impiega, infatti, i moduli del Lunar Gateway, il Modulo di servizio europeo (Esm) e servizi di telecomunicazione di produzione italiana. Thales Alenia Space Italia, per esempio, produce i 3 moduli del Lunar Gateway, HALO, modulo abitativo e logistico, che abilita l’ambiente di vita “iniziale” della nascente stazione, I-HAB (International Habitat), la casa europea degli astronauti nell’orbita lunare e il modulo Esprit (European system providing refueling, infrastructure and telecommunications). Inoltre, l’azienda produce la struttura di base dell’Esm, la parte cruciale della navicella Orion che porterà gli astronauti in orbita Lunare, e che fornisce l’elettricità e la propulsione, fino ai sottosistemi critici sviluppati per tutti e sei i moduli, che garantiranno le condizioni vitali e la sicurezza dell’equipaggio durante l’intera missione, come ad esempio il sistema per la protezione dai micrometeoriti e il controllo termico. Leonardo, invece, fornisce i pannelli fotovoltaici (Pva) che compongono le quattro “ali” del modulo di servizio e le unità di controllo e distribuzione dell’alimentazione (Pcdu) per i moduli Esm da 1 a 6, utili al controllo e alla distribuzione di energia al veicolo spaziale. Su Artemis 1 ha volato inoltre il cubesat dell’Asi, Argomoon, realizzato dall’azienda torinese Argotec, per fornire immagini direttamente dallo spazio ed è stato l’unico satellite europeo a partire con la missione.

di Gaia Ravazzolo da Formiche.net

 

5 Settembre 2023/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-949615220.webp 1440 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2023-09-05 13:18:342023-08-29 13:28:20Collaborazione Italia-USA nello spazio: l’ascesa dell’Italia come potenza spaziale
Rassegna Stampa

Artemis e la scoperta del vulcanismo lunare: il nuovo strumento della NASA per esplorare il suolo della Luna

Caposaldo della nuova esplorazione lunare di questo decennio è sicuramente il Programma Artemis, con il quale la NASA e i suoi partner internazionali puntano a costruire un avamposto permanente sul nostro satellite. Prima di ciò c’è però ancora tanto da scoprire e studiare sulla Luna, e molte delle prossime missioni lunari avranno ancora come obiettivo primario la ricerca scientifica. Recentemente la NASA ha selezionato un nuovo payload scientifico per le missioni Artemis. Studierà il suolo vulcanico lunare, stabilendo l’età e la composizione dei terreni modificati dall’attività vulcanica sul lato a noi visibile della Luna.

La suite di strumenti di questo carico utile si chiama DIMPLE (Dating an Irregular Mare Patch with a Lunar Explorer). DIMPLE analizzerà l’Ina Irregular Mare Patch, un’area collinare larga circa 500 metri scoperta nel 1971 dalle immagini orbitali dell’Apollo 15. Studiando questa conformazione geologica, gli scienziati sperano di ottenere informazioni importanti sullo stato geochimico della Luna nel tempo, sulla sua evoluzione e sulla storia dell’intero Sistema Solare.

Indagando sui terreni lunari

Negli anni successivi sono diventati circa 70 gli Irregular Mare Patches scoperti dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Ina rimane il più grande finora identificato, altro motivo per la scelta di questo particolare sito per DIMPLE. Grazie alla sua strumentazione, contribuirà a determinare se le macchie di mare irregolari si sono formate da processi vulcanici recenti o antichi.

Irregular Mare Patch
L’Irregular Mare Patch nel Mare Tranquillitatis occidentale, vicino al cratere Sosigenes, fotografato dal Lunar Reconnaissance Orbiter. Credits: NASA/GSFC/Arizona State University

La missione si avvarrà di un rover, uno strumento di raccolta e uno spettrometro in grado di determinare la composizione del materiale lunare, per analizzare l’età e la composizione dei campioni raccolti dalla superficie. DIMPLE sarà in grado di raccogliere e analizzare da tre a più di 25 campioni, per saperne di più sull’attività vulcanica che ha modellato questa regione.

Se l’attività vulcanica risulta essere geologicamente recente, il mantello lunare si rivelerà essere più caldo di quanto si pensasse. Questo si verificherà, per esempio, se gli elementi radioattivi hanno contribuito a eruzioni su piccola scala che sono continuate più tardi nell’evoluzione lunare rispetto alle nostre previsioni. Se, invece, le eruzioni che hanno creato Ina si rivelassero più antiche, ciò porterebbe a rivalutare l’età e l’evoluzione dei crateri sulla Luna, con implicazioni per la comprensione della storia della Terra (e degli altri pianeti).

Perché DIMPLE?

DIMPLE è il risultato del terzo bando annuale della NASA a presentare proposte per PRISM (Payloads and Research Investigations on the Surface of the Moon), che invia ricerche scientifiche sulla Luna attraverso l’iniziativa CLPS, Commercial Lunar Payload Services.

Questo bando è stato il primo a consentire ai proponenti di scegliere e giustificare un particolare sito di atterraggio per condurre indagini scientifiche lunari ad alta priorità. Riguardo la selezione di questo carico utile in particolare, Nicola Fox, amministratore associato per la scienza presso la NASA, ha affermato:

DIMPLE andrà ad arricchire il crescente patrimonio di conoscenze sulla Luna, che a sua volta ci aiuta a comprendere le origini della Terra e degli altri pianeti del Sistema Solare. Inoltre, più conosciamo il nostro vicino, più possiamo sostenere l’esplorazione umana a lungo termine della Luna e, un giorno, di Marte.

Il limite di costo per DIMPLE è di 50 milioni di dollari, e la consegna è prevista non prima del secondo trimestre del 2027. La NASA prevede di emettere un ordine di attività CLPS nel 2024 per determinare i servizi di lancio che consegneranno DIMPLE sulla Luna.

 

Articolo di Marisole Maglio da Astrospace

29 Agosto 2023/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2023/08/Superluna-Roberto-Vaccaro-750x375-1.png 375 750 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2023-08-29 13:14:522023-08-29 13:16:45Artemis e la scoperta del vulcanismo lunare: il nuovo strumento della NASA per esplorare il suolo della Luna
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