Kelvin273
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti

Tag Archivio per: Spazio

Rassegna Stampa

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

SpaceX ha scelto Starmind come nome della sua nuova megacostellazione satellitare dedicata all’intelligenza artificiale.
Non si tratta di un sistema per connettività Internet come Starlink, ma di una rete di satelliti concepiti come veri e propri data center orbitali,
pensati per eseguire calcoli AI e servizi di edge computing direttamente nello spazio.

Dal progetto “Orbital Data Center” al nome Starmind

Il nome Starmind è stato confermato da Elon Musk a fine giugno, dopo che SpaceX e xAI avevano depositato la domanda di marchio per il progetto.
L’iniziativa era stata inizialmente descritta alla FCC come sistema
“Orbital Data Center”, una costellazione di satelliti destinata a fornire capacità di calcolo AI in orbita terrestre bassa, sfruttando energia solare quasi costante.

Analisi come quelle di

Starmind, la costellazione SpaceX per data center AI in orbita

evidenziano come il progetto preveda fino a un milione di satelliti non geostazionari,
distribuiti tra circa 500 e 2.000 km di quota, con orbite inclinate e orbite eliosincrone organizzate in gusci orbitali.
I satelliti sarebbero collegati tra loro da link laser ad alta velocità per scambiarsi dati e operare come una rete di calcolo distribuita nello spazio.

Un milione di satelliti AI per superare i limiti dei data center terrestri

Diversi approfondimenti internazionali, come

la costellazione AI Orbital Data Center

e l’analisi su

Starmind e il cloud orbitale
,
sottolineano come la visione di Musk sia quella di spostare parte della potenza di calcolo AI fuori dalla Terra.
L’idea è superare i limiti energetici e infrastrutturali dei data center terrestri,
usando satelliti alimentati da energia solare continua, con costi operativi e di raffreddamento molto inferiori.

Secondo queste fonti, Starmind potrebbe arrivare a contare circa un milione di satelliti AI, cento volte l’attuale costellazione Starlink.
I primi prototipi AI1 sarebbero previsti per il lancio dal 2027, con produzione in serie in una nuova mega-fabbrica di satelliti.
Starship, a sua volta, diventerebbe il vettore capace di portare in orbita decine di satelliti AI per lancio, trasformando ogni missione in un “carico” di rack di server orbitali.

Starmind vs Starlink: connettività e calcolo

La differenza fondamentale tra Starmind e Starlink è la funzione.
Starlink nasce per fornire connettività Internet globale, agendo come una “pipeline” di dati tra Terra e satelliti.
Starmind, invece, mira a elaborare i dati direttamente in orbita:
i satelliti diventano essi stessi data center, eseguendo modelli di AI, inferenza e servizi di calcolo, e inviando a Terra solo i risultati.

Questa architettura potrebbe permettere di ridurre la quantità di dati che devono attraversare le reti terrestri, diminuire latenza per alcune applicazioni e
creare un livello di calcolo globale distribuito nello spazio.
Per Kelvin273, il progetto Starmind si inserisce nel quadro più ampio della crescita del

mercato dei satelliti in orbita bassa
,
che secondo alcune analisi è destinato a raggiungere oltre 20 miliardi di euro entro il 2030.

LEO, frequenze e partita regolatoria

Un progetto che punta a un milione di satelliti in orbita bassa LEO solleva anche questioni regolatorie e di gestione dello spettro radio.
Le discussioni tra SpaceX, Globalstar e FCC sulle bande di frequenza,
raccontate nell’approfondimento Kelvin273

Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la sfida sulle frequenze con la FCC
,
mostrano quanto sia delicato oggi il tema dell’assegnazione dello spettro per costellazioni LEO sempre più dense.

Starmind si colloca dunque in un ecosistema in cui la Space Economy non è più solo tele-comunicazioni e osservazione della Terra, ma anche calcolo distribuito,
gestione di enormi volumi di dati e concorrenza tra grandi attori globali per risorse orbitali e radio.
Per l’Europa e per l’Italia, che stanno costruendo propri poli satellitari e servizi in orbita, capire l’impatto di una costellazione AI come Starmind è cruciale per pianificare regolazione, infrastrutture e alleanze industriali.

28 Agosto 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images-3.jpg 414 738 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-08-28 17:06:372026-07-04 17:10:15Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
Rassegna Stampa

Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea

Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea

L’Europa compie un passo decisivo nello spazio con la nascita di un grande polo industriale dei satelliti che vede insieme Leonardo, Airbus e Thales.
L’obiettivo è creare un “campione europeo” capace di competere su scala globale con operatori come SpaceX, rafforzando autonomia strategica, capacità industriale e competitività dell’Unione Europea nel mercato spaziale.

Operazione Bromo: una joint venture da 10 miliardi

Il progetto, noto come Operazione Bromo, nasce dal memorandum d’intesa tra i tre gruppi, illustrato nei comunicati ufficiali di

Leonardo

e

Airbus
.
La nuova società metterà a fattor comune le attività spaziali dei tre gruppi, dalla produzione di satelliti ai sistemi e servizi orbitale, con un perimetro stimato intorno ai 10 miliardi di euro.

Secondo le ricostruzioni di stampa e analisi di mercato,

l’accordo tra Airbus, Leonardo e Thales

prevede un azionariato bilanciato: Airbus al 35%, Leonardo e Thales al 32,5% ciascuna, con sede a Tolosa e circa 25mila persone coinvolte in Europa.
Il polo nasce per creare massa critica e dare all’UE un attore in grado di competere con costellazioni come Starlink e con i player americani e cinesi.

Scope, EROSS e i servizi in orbita

L’alleanza si inserisce anche nel programma europeo ISOS (In-Space Operations and Services), in cui la Commissione ha scelto Leonardo per sviluppare il satellite

Scope
,
dedicato a ispezione, riposizionamento e rifornimento di satelliti.
In parallelo, Thales Alenia Space è impegnata sul satellite EROSS-SC, completando la capacità europea sui servizi in orbita.

Queste iniziative convergono con altri progetti italiani come la missione

In Orbit Servicing
,
che coinvolge Thales Alenia Space, Leonardo, Avio e D-Orbit in una dimostrazione di servizi di rifornimento e riparazione in orbita bassa.
Per Kelvin273, è la conferma che la filiera italiana sta diventando un nodo essenziale dell’ecosistema europeo dei servizi in orbita e delle costellazioni LEO.

Cyber defence e asse italo-spagnolo

La costruzione del polo satellitare europeo si intreccia con l’asse Italia–Spagna nel campo della difesa e del cyber.
Leonardo ha firmato un memorandum d’intesa con Indra Group per rafforzare la collaborazione in

cyber defence
,
puntando su soluzioni avanzate, addestramento dedicato e gestione congiunta di servizi per clienti pubblici e privati.

Questo accordo si aggiunge alla cooperazione tra Indra ed ELT Group in ambito multi-dominio, raccontata su Kelvin273 nell’articolo

ELT Group, Indra e Leonardo: l’asse italo-spagnolo per la difesa europea
.
Spazio, difesa e cyber vengono così visti come domini inscindibili, da presidiare con alleanze industriali e tecnologie sovrane.

Competitività europea e sfida a SpaceX

L’alleanza tra Airbus, Leonardo e Thales nasce anche per rispondere alla crescente concentrazione del mercato spaziale intorno a pochi attori globali.
Testate europee hanno descritto il progetto come un tentativo di

sfidare Starlink di Elon Musk
,
garantendo all’Europa capacità proprie di produzione e gestione di grandi costellazioni satellitari.

Per Kelvin273, questo polo satellitare europeo rappresenta un tassello chiave del piano Readiness 2030 della Commissione UE, che punta a mobilitare centinaia di miliardi per rafforzare difesa, spazio e resilienza industriale.
L’alleanza Airbus–Leonardo–Thales consolida la posizione dell’Italia nella Space Economy e rafforza l’intero ecosistema europeo, dal segmento satelliti fino ai servizi in orbita e alla cyber defence.

21 Agosto 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images-2.jpg 452 678 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-08-21 17:00:502026-07-04 17:05:32Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea
Rassegna Stampa

MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita

MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita

L’Europa e l’Italia stanno entrando in una nuova fase della Space Economy, in cui piccoli satelliti autonomi diventano protagonisti di servizi orbitale avanzati.
In questo contesto nasce MAVERIC, un progetto italiano dedicato alle operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita, che punta a combinare sensori radar, visione artificiale e intelligenza artificiale per gestire in modo intelligente manovre di ispezione, rendez-vous e controllo del traffico spaziale.

Che cos’è MAVERIC e perché è importante

Il progetto MAVERIC si inserisce nella strategia nazionale sui servizi in orbita e sull’uso di micro e nanosatelliti per missioni complesse.
L’obiettivo è sviluppare capacità autonome di navigazione, identificazione e tracciamento di veicoli spaziali, usando un mix di sensori e algoritmi di AI.
In pratica, MAVERIC mira a permettere a piccoli satelliti di “vedere”, riconoscere e seguire altri oggetti in orbita, con poco intervento da Terra.

Questa direzione è coerente con altre iniziative italiane sui servizi in orbita, come la missione

In Orbit Servicing
,
guidata da Thales Alenia Space con Leonardo, Avio, D-Orbit e Telespazio.
In quel caso, un veicolo robotico dotato di braccio di Leonardo deve rifornire, riparare e riposizionare satelliti in orbita bassa, rendendo lo spazio più sostenibile.
MAVERIC si colloca nello stesso filone: tecnologie abilitanti per operazioni autonome su piattaforme di piccole dimensioni.

Piccoli satelliti autonomi e nuove applicazioni

Il concetto di piccoli satelliti autonomi, come quelli coinvolti in MAVERIC, è al centro del boom globale dei satelliti LEO.
Analisi di mercato indicano che il

mercato dei satelliti in orbita bassa

crescerà fino a oltre 20 miliardi di euro entro il 2030, con microsatelliti e CubeSat che dominano l’offerta.
In questo scenario, avere piattaforme capaci di operare in modo autonomo, ispezionare altri satelliti e gestire manovre di prossimità diventa un fattore competitivo chiave.

Il quadro italiano include anche programmi come

SROC (Space Rider Observer Cube)
,
un CubeSat sviluppato nell’ambito ESA per ispezione e docking con lo Space Rider, e attività di ricerca su sistemi di cattura e docking autonomi, come il progetto GRACC.
Tutte queste iniziative convergono verso un obiettivo comune: fare in modo che piccoli satelliti siano in grado di svolgere operazioni complesse, dall’ispezione alla rimozione di detriti, in modo autonomo e sicuro.

MAVERIC nel contesto della Space Economy italiana

L’avvio di MAVERIC si inserisce in una più ampia strategia di rafforzamento dell’industria spaziale italiana, che comprende programmi come le costellazioni HEO del progetto Iride, le

missioni HERMES Pathfinder

e il progetto

Space Factory 4.0
.
Quest’ultimo punta a creare una rete di fabbriche interconnesse per la produzione di minisatelliti, coinvolgendo attori come Thales Alenia Space, Sitael, Argotec e CESI.

Su Kelvin273, il tema si collega naturalmente agli sviluppi sul rifornimento in orbita e sulle tecnologie Space 2.0, raccontati nell’articolo

Rifornimento in orbita: l’innovazione chiave dello Space 2.0
.
MAVERIC e le altre iniziative italiane sui servizi in orbita mostrano come l’Italia stia costruendo una filiera spaziale completa: produzione di minisatelliti, costellazioni per osservazione, robotica per servicing, intelligenza artificiale per operazioni autonome.

In sintesi, MAVERIC rappresenta un passo importante verso piccoli satelliti capaci di prendere decisioni autonomamente, gestire interazioni complesse con altri veicoli e contribuire a un ambiente spaziale più sicuro e sostenibile.
È una tessera di un mosaico che comprende LEO in forte crescita, nuove missioni di servicing e produzioni spaziali avanzate, in cui l’Italia vuole essere protagonista.

7 Agosto 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images-1.jpg 484 627 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-08-07 16:55:562026-07-04 17:00:42MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita
Rassegna Stampa

SpaceX Starfall: la capsula che porta la microgravità nell’industria dei farmaci e dei materiali

SpaceX ha inaugurato una nuova fase della Space Economy con la missione dimostrativa Starfall Demo, il primo lancio di una capsula di rientro pensata per portare campioni in orbita e riportarli sulla Terra. Il volo è stato effettuato con un Falcon 9 da Cape Canaveral e ha permesso di testare profilo di missione, rientro e recupero in mare. Starfall punta a trasformare l’orbita terrestre in un laboratorio per la produzione di farmaci e materiali avanzati, in un percorso che si intreccia con il ritorno sulla Luna e con lo sviluppo di nuove infrastrutture spaziali.

La capsula Starfall ha forma a disco, con dimensioni compatte e una capacità di carico fino a una tonnellata di payload. Non è progettata per trasportare equipaggio, ma esclusivamente merci e campioni, per ridurre i costi e semplificare le operazioni. Grazie a scudo termico, sistemi di controllo a gas freddo e paracadute, Starfall può rientrare in atmosfera e ammarare nel Pacifico, dove viene recuperata insieme ai materiali prodotti in orbita. Questa architettura apre la strada a una rete di veicoli di rientro dedicati alla produzione in microgravità e alle consegne dallo spazio.

Il cuore del progetto è la ricerca farmaceutica nello spazio, che sfrutta la microgravità per studiare cristalli di proteine, strutture molecolari e processi di aggregazione impossibili o molto complessi da riprodurre sulla Terra. In condizioni di assenza di peso, i materiali possono crescere in modo più ordinato, offrendo nuove opportunità per medicinali, materiali avanzati, semiconduttori e dispositivi ottici. Starfall diventa così un laboratorio volante che parte, resta in orbita per gli esperimenti e torna con i risultati pronti per essere analizzati nei laboratori terrestri.

Oltre alla produzione, il progetto punta a sviluppare un servizio di consegne dallo spazio per carichi critici ad alto valore. Una capsula riutilizzabile che può riportare rapidamente a Terra componenti, campioni o materiali lavorati in orbita apre scenari nuovi per la logistica spaziale, integrando i lanci di satelliti e le missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale. Starfall è pensata per missioni frequenti, con rientri mirati e punti di recupero definiti, e rappresenta un tassello chiave per rendere la produzione in microgravità più accessibile alle aziende.

Per Kelvin273, Starfall si inserisce nel quadro più ampio della Space Economy americana. La capsula nasce mentre gli Stati Uniti investono miliardi nel programma Artemis 4 e 5, dedicato al ritorno sulla Luna e alla creazione di nuove stazioni di ricerca e nodi logistici in orbita lunare. In parallelo, la crescita del mercato dei satelliti in orbita bassa fornisce la rete di comunicazione e osservazione necessaria per supportare capsule di rientro, infrastrutture di produzione e servizi commerciali in spazio vicino. In questo scenario, la Luna non è solo un obiettivo di esplorazione, ma un elemento di una catena industriale che parte dalla Terra, attraversa l’orbita bassa e integra veicoli come Starfall, portando la ricerca e l’industria in microgravità sempre più vicino al mercato.

17 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images.jpg 393 700 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-17 16:30:362026-07-04 16:43:50SpaceX Starfall: la capsula che porta la microgravità nell’industria dei farmaci e dei materiali
Rassegna Stampa

Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni

Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni

Il Presidente Trump ha rivelato dettagli cruciali sul Golden Dome, il rivoluzionario scudo antimissile spaziale americano. Il sistema costerà 175 miliardi di dollari e diventerà operativo entro tre anni. Il programma rappresenta un salto tecnologico nella difesa continentale USA attraverso intercettori basati nello spazio.

Architettura Spaziale Rivoluzionaria

Il Golden Dome si basa su Space Based Interceptors (SBI) per neutralizzare missili ostili durante la fase boost. Questa strategia permette intercettazioni a distanza massima dal territorio americano. Il Generale Chance Saltzman conferma l’obiettivo: “Vogliamo che compiano la loro missione il più lontano possibile dalla Patria”.

La Missile Defense Agency collabora con la US Space Force per sviluppare le capacità orbitali. L’evento di consultazione industriale previsto ad Huntsville è stato rinviato per permettere maggiore preparazione alle aziende coinvolte.

Leadership e Finanziamenti

Trump ha nominato il Generale Michael Guetlein, Vice-Capo delle Operazioni Spaziali, per dirigere il Golden Dome. La scelta sottolinea l’importanza strategica dello spazio nel programma. Guetlein porta esperienza diretta nelle operazioni spaziali militari.

Il Congresso ha approvato una prima tranche di 25 miliardi nel “One Big Beautiful Bill Act”. Questi fondi iniziali permetteranno l’avvio immediato delle attività di sviluppo e testing.

Tecnologie e Tempistiche

Il sistema utilizzerà tecnologie esistenti per rispettare la scadenza triennale. L’approccio accelerato richiede integrazione di soluzioni mature piuttosto che sviluppi ex-novo. L’intercettazione boost-phase rappresenta la sfida tecnica principale del progetto.

Le consultazioni industriali definiscono specifiche tecniche e capacità operative. Le aziende aerospaziali dovranno dimostrare competenze avanzate nella realizzazione di intercettori spaziali.

Implicazioni Strategiche

Il Golden Dome trasforma la dottrina difensiva americana estendendo il perimetro di sicurezza nello spazio. La capacità di intercettazione precoce neutralizza minacce ipersoniche e balistiche avanzate. Il sistema ridefinisce l’equilibrio strategico globale nella competizione militare spaziale.

L’investimento massiccio dimostra la priorità americana per la supremazia spaziale. Il programma accelera la militarizzazione dello spazio e stimola l’industria aerospaziale nazionale verso nuove frontiere tecnologiche.

Link esterni:

  • Analisi completa RID sul Golden Dome

  • Programmi difesa antimissile US Space Force

  • Space Based Interceptors development Defense News

Link interni Kelvin273:

  • Tecnologie spaziali militari avanzate

  • Programmi difesa spaziale internazionali

4 Novembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/Golden_dome_illustration.png 981 1384 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-11-04 18:32:042025-09-17 18:37:12Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni
Aereospazio, Rassegna Stampa

Star: il ruolo di Starlink in Ucraina con l’ok di Trump

Introduzione: la frase chiave nel contesto

Star è oggi fulcro delle strategie di comunicazione in Ucraina, grazie al recente via libera degli Stati Uniti guidati da Trump. Il servizio Starlink, voluto da Elon Musk, non rappresenta solo una tecnologia, ma un vero e proprio asset per la sicurezza e la capacità operativa delle forze ucraine.

Starlink: la spina dorsale della resistenza ucraina

L’approvazione dell’estensione dei servizi Star è stata decisa nel luglio scorso, quando l’amministrazione Trump ha stretto un accordo con gli alleati europei: questi ultimi finanzieranno sia l’acquisto di sistemi militari come i Patriot che l’impiego di Starlink per le comunicazioni sicure delle truppe a Kiev. Il costo totale per l’upgrade dei servizi Star è di 150 milioni di dollari, appaltato a Starlink Services, una società controllata da SpaceX.

L’importanza dei terminali Star dopo l’invasione

Dopo l’invasione russa del febbraio 2022, l’Ucraina ha chiesto immediatamente a Musk l’invio di terminali Star. Da allora Star è la chiave delle comunicazioni civili e militari, soprattutto dove Mosca tenta di bloccare internet. SpaceX ha investito moltissimo per rafforzare la resilienza del sistema contro i cyberattacchi russi.

Regole, limiti e rischi nell’uso di Starlink

Starlink ha imposto limiti all’uso della tecnologia per scopi offensivi, vietando formalmente l’impiego per il pilotaggio remoto dei droni d’attacco ucraini. Tuttavia, le truppe sfruttano Star per garantire il coordinamento militare in tutta la linea del fronte, come confermato da fonti ufficiali di Kiev e da testimonianze raccolte sul campo.

Scopri di più sulle implicazioni tecnologiche nell’articolo su Globalstar e SpaceX, nuovo accordo con la FCC e approfondisci il ruolo della space economy europea.

Nuove sfide e possibili alternative a Starlink

L’Europa, preoccupata dalla dipendenza strategica, sta valutando alternative come la costellazione OneWeb di Eutelsat, mentre Bruxelles è pronta a sostenere nuovi contratti per aumentare la sicurezza delle comunicazioni ucraine. Tuttavia, ad oggi, Star resta insostituibile per velocità, copertura e scalabilità tecnica.

Leggi anche: Officina Stellare e nuovi contratti per l’Europa.

Star: simbolo di resilienza e diplomazia tecnologica

Star compare al centro dei ringraziamenti pubblici di Zelensky verso Musk, mentre gli alleati occidentali rafforzano la collaborazione finanziaria per sostenere la resistenza ucraina. La frase chiave “Star” è presente in ogni sviluppo della vicenda, e senza questa tecnologia la posizione ucraina sarebbe molto più debole di fronte alle interruzioni digitali orchestrate dalla Russia

Approfondisci:

  • Approfondisci le trattative fra UE e Starlink su Agenda Digitale.

  • Leggi di più sulle performance dei satelliti su Spaceconomy360.

  • Scopri il quadro geopolitico nell’analisi di ISPI.

1 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/2022-05-03T002516Z_1147569926_HP1EI5301607C_RTRMADP_3_FASHION-MET-GALA-1024x680-1.jpg 680 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-01 10:37:112025-09-17 18:37:36Star: il ruolo di Starlink in Ucraina con l’ok di Trump
Rassegna Stampa

Raggi X nello spazio: diagnosi mediche e sicurezza per gli astronauti

Raggi X nello spazio: diagnosi mediche e sicurezza per gli astronauti

Le missioni verso la Luna e Marte pongono una nuova sfida per la salute degli astronauti: la diagnosi rapida ed efficace di traumi, come le fratture, grazie a sistemi portatili a raggi X. La frase chiave “raggi” è al centro di questa rivoluzione tecnologica. Recentemente, la NASA ha avviato test su questi sistemi che, per la prima volta nella storia, consentono esami diagnostici in microgravità, garantendo maggiore sicurezza durante le spedizioni spaziali.

Diagnostica avanzata nello spazio profondo

Gli scienziati del Glenn Research Center hanno selezionato più di 200 dispositivi a raggi X disponibili sul mercato, valutandone dimensioni, peso e qualità dell’immagine. I sistemi scelti – MinXray, Remedi e Fujifilm – saranno testati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale tra il 2026 e il 2027 per verificarne efficacia e sicurezza. L’intento è disporre di strumenti affidabili che garantiscano diagnosi immediate, senza dipendere dall’assistenza terrestre.

Collaborazioni e ricadute terrestri della tecnologia a raggi X

La NASA collabora con partner di eccellenza: il Cuyahoga Community College si occupa del miglior posizionamento del paziente, mentre la University Hospitals confronta le performance delle nuove apparecchiature con quelle ospedaliere per garantire altissima qualità delle immagini. Simili tecnologie sono già adottate in ambienti estremi sulla Terra, come villaggi remoti e basi ai confini del mondo, dimostrando la versatilità dei raggi X portatili.

La prima radiografia nello spazio e nuove prospettive

Un risultato storico è stato raggiunto nella missione Fram2 di SpaceX, in cui è stata realizzata la prima radiografia della mano di un astronauta in assenza di gravità, celebrando la tradizione scientifica iniziata da Röntgen. Questi test, insieme alle potenzialità di diagnosi su apparecchiature e tute spaziali, preparano l’umanità a missioni su Marte e oltre, dove i raggi saranno strumenti fondamentali di sicurezza. Ulteriori dettagli e approfondimenti su innovazioni nel settore sono disponibili negli articoli correlati come “La tecnologia a raggi X per la salute e la sicurezza degli astronauti” e “Un nuovo traguardo: la prima radiografia umana nello spazio”

Articoli suggeriti

  • Verso articoli correlati: Radiografia in orbita, astronauti ai raggi X, Unità radiografica portatile di Fujifilm, Mobile X-Ray System per medicina d’urgenza.

  • Interni news Kelvin: Test portatili NASA su tute spaziali e Diagnostica avanzata per missioni spaziali.

24 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/iss-astronauti-1280x768-1.jpeg 768 1280 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-24 17:28:402025-09-17 18:37:36Raggi X nello spazio: diagnosi mediche e sicurezza per gli astronauti
Rassegna Stampa

Overview Effect: vedere la Terra dallo spazio cambia la percezione del mondo

Perché il mondo sarebbe migliore se tutti lo vedessimo dallo spazio almeno una volta: cos’è l’Overview Effect

 

La missione di Blue Origin con Katy Perry e «lady Bezos» Lauren Sanchez lascia dietro di sé un’ondata di polemiche. Ma c’è un altro punto di vista

Effetto overview e quella sensazione di «tuttuno» quando si osserva la Terra dall'alto

La «Missione NS-31» di Blue Origin che ha portato un equipaggio di sei donne nello Spazio, ha generato un’ondata di polemiche che non ha risparmiato né Jeff Bezos né Katy Perry. Tra i commenti più aspri quelli di Emily Ratajkowski e di altre voci, celebri e meno, che hanno criticato la presunta strumentalizzazione dell’empowerment femminile per meri fini di marketing. Un punto di vista non facilmente contestabile. A bordo della New Shepard il sestetto ha goduto del privilegio di poter osservare la Terra dallo spazio, almeno per alcuni minuti degli 11 complessivi di volo. Un breve viaggio che si traduce in una vera e propria dimostrazione di forza della compagnia di Bezos per il turismo spaziale. Ma che piaccia o no, è stato un momento storico, sicché era dal 1963 che un equipaggio di sole donne non valicasse il confine della Linea di Kàrmàn, posta convenzionalmente a 100km dal livello medio del mare per segnare il confine con lo Spazio. All’epoca, a trovarsi a gravità zero, la cosmonauta russa Valentina Tereshkova, come ha raccontato Cristina Marrone anche nel podcast Giorno per giorno del Corriere.

Gli attacchi

Gli attacchi non riguardano solo le motivazioni dietro alla selezione dell’equipaggio – che ha visto per altro la presenza dell’attivista Amanda Nguyễn, la prima donna vietnamita a volare nello spazio – ma anche il comportamento di Katy Perry, rea di aver mostrato la tracklist del suo prossimo tour. Tuttavia, le polemiche legate alla Perry partivano già da prima del volo spaziale, considerato «uno schiaffo» verso chi sta a Terra. Uno schiaffo da almeno 150.000 dollari  (questo il costo della sola prenotazione del viaggio). Che è comunque meno di uno stipendio di uno sportivo o di una Ferrari «base», se proprio vogliamo fare del qualunquismo. A criticare in modo aspro la Perry e Bezos la top model, nota anche per le sue posizioni a favore della sostenibilità Emily Ratajkowski, che ha detto: «Questa missione è roba da fine dei tempi. È una parodia di se stessa. Parlano di amore per Madre Terra mentre usano risorse enormi per un volo spaziale finanziato da una compagnia che contribuisce in modo massiccio alla distruzione del pianeta». Sarà, ma proviamo a concentrarci sulle cose belle della missione.

 

L’overview effect, ovvero l’effetto overview

La Perry, che per l’occasione ha cantato What a wonderful world e che piaccia o no è stata consegnata ai libri di storia, ha affermato circa questa missione: «È stata l’esperienza più significativa della mia vita dopo la maternità. Ti senti piccola, eppure collegata a tutto. È qualcosa che ti cambia. E spero che cambi anche la percezione di cosa possono fare le donne». Potranno sembrare frasi di circostanza, ma in realtà dietro c’è qualcosa (forse) di più profondo, ovvero l’Overview Effect, o effetto overview. Un termine inventato dallo scrittore e filosofo classe ’46, Frank White, che nel suo libroThe Overview Effect: Space Exploration and Human Evolution del 1987, racconta l’impatto psicologico che gli astronauti hanno vissuto nel corso delle missioni spaziali. Si tratta nello specifico di un «cambiamento di prospettiva» da parte di chi ha avuto l’opportunità di osservare il pianeta Terra dallo Spazio.

NASA-Apollo8-Dec24-Earthrise

NASA-Apollo8-Dec24-Earthrise

Tra gli astronauti folgorati da quella posizione di privilegio, troviamo William Anders, membro dell’equipaggio dell’Apollo 8, che scattò nel 1968 la foto qui sopra. L’astronauta successivamente dichiarò: «Abbiamo fatto tutto quel viaggio per esplorare la Luna, ma la scoperta più importante è stata la Terra». Edgar Mitchell, sull’Apollo 14 nel 1971 e dopo aver passeggiato sul nostro satellite naturale, riferì nel 2008 alla Bbc che «Guardando la Terra dallo spazio, ho provato un senso di unità con tutto ciò che esiste. È stato un momento di estasi». E ancora: Ron Garan, ad un Tex Talk del 2011, affermò che «Dallo spazio, la Terra appare come un organismo vivente senza confini. È impossibile non sentirsi parte di un tutto». Ancora, nel 2015 l’astronauta Nicole Scott: «Dallo spazio, la Terra appare come un organismo vivente senza confini. È impossibile non sentirsi parte di un tutto». Thomas Pesquet, dell’Esa a Le Monde nel 2017: «Dallo spazio, si vedono chiaramente gli effetti dell’attività umana sul pianeta. È un promemoria potente della nostra responsabilità».

Fonte Corriere Della Sera

19 Maggio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/05/6659710-immagini-pianeta-terra-vista-dallo-spazio-con-raggi-solari-dal-bordo-del-mondo-immagini-concettuali-di-scienza-e-astronomia-dallo-spazio-esterno-e-stelle-nello-spazio-rendering-3d-gratuito-foto-scaled.jpg 1536 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-05-19 11:38:572025-05-10 11:57:46Overview Effect: vedere la Terra dallo spazio cambia la percezione del mondo
Rassegna Stampa

Spazio, il nuovo paradigma pubblico-privato nell’era Trump 2.0

Negli Stati Uniti sta prendendo forma un nuovo paradigma strategico in ambito spaziale, fondato sull’integrazione sistemica tra capacità militari e soluzioni commerciali. La Space Force, recependo gli input politici di Washington, sta così accelerando l’affidamento di compiti strategici a soggetti privati, in un contesto in cui la rapidità, la scalabilità e la flessibilità commerciale diventano asset operativi tanto quanto i sistemi stessi. Un cambio di mentalità che potrebbe ridefinire la tradizionale dicotomia tra pubblico e privato e che impone riflessioni anche per l’Italia e per l’Europa

Nel lessico strategico, lo spazio non è più soltanto un dominio tecnologico. È, ormai da tempo, una dimensione politica, economica e militare a tutti gli effetti. Ma è con l’avvento della seconda amministrazione Trump che gli Stati Uniti sembrano voler ridefinire in maniera sistemica la postura nazionale nello spazio, imprimendo una direzione nuova ed elaborando una Spacepower Strategy meno centrata sulla supremazia tecnologica in senso tradizionale e più orientata a un modello ibrido, capace di coniugare innovazione privata, flessibilità commerciale e capacità di deterrenza orbitale.

In questo quadro, la seconda amministrazione Trump ha iniziato a imprimere un’accelerazione netta sul fronte spaziale, ravvisabile nei minori vincoli procedurali, nella centralità dell’industria privata e nella spinta alla trasformazione dello spazio in un dominio operativo pienamente integrato con la postura militare Usa.

È in questo contesto che va letta la recente accelerazione portata avanti dalla Space Force nel recepire le nuove linee guida promosse dall’amministrazione. Secondo quanto si può dedurre dalle mosse più recenti dell’ufficio per le acquisizioni della Space Force, l’obiettivo sarebbe quello di rendere sistemico il ricorso ai fornitori privati per servizi che fino a pochi anni fa erano esclusivo appannaggio della filiera militare, dalle comunicazioni alla sorveglianza, fino alle capacità di lancio. Una vera e propria rivoluzione nella mentalità del procurement tradizionale, traducibile in tre principi-guida: meno burocrazia, più rapidità operativa e maggiore permeabilità tra comparti civili e militari.

Si tratta di una svolta dottrinale che riflette l’approccio della seconda amministrazione Trump: minore centralizzazione pubblica, maggiore leva su capacità già esistenti nel mercato e riduzione dei vincoli normativi nei contratti per lo spazio. Un cambio di paradigma netto rispetto all’amministrazione Biden, più cauta nella formalizzazione dei rapporti pubblico-privati.

Parallelamente, il settore industriale sta rispondendo con iniziative all’altezza della nuova ambizione strategica. Boeing, uno dei contractor storici della difesa statunitense, ha manifestato l’intenzione di contribuire allo sviluppo di alcuni degli asset che potrebbero comporre la futura architettura del programma Golden Dome, lo scudo spaziale multi-strato che il Pentagono pianifica di mettere in servizio nei prossimi anni. L’azienda ha proposto l’impiego di piattaforme esistenti, come lo spazioplano X-37B, una piattaforma riutilizzabile e capace di effettuare manovre orbitali. Già protagonista di missioni sperimentali classificate, il suo impiego potenziale nell’architettura di Golden Dome potrebbe vederne l’utilizzo, ad esempio, per il rilascio rapido di piccoli satelliti in orbita, nonché per l’impiego di lethal measures nei confronti di altri assetti orbitanti.

Quella a cui stiamo assistendo non è una corsa allo spazio in senso classico, ma una ristrutturazione del complesso ecosistema pubblico-privato che da sempre ha costituito il motore della superiorità tecnologica Usa. L’elemento chiave, in questo caso, è la capacità di disegnare un’infrastruttura che sia al tempo stesso scalabile, interoperabile e sostenibile nel lungo periodo. Una linea, questa, coerente con la nuova postura americana, che privilegia flessibilità e prontezza rispetto alle usuali rigidità dottrinali. Resta da capire se – e soprattutto come – questo modello riuscirà a consolidarsi nel tempo, anche alla luce delle scelte che l’amministrazione Trump vorrà formalizzare nei prossimi National Security Memoranda sullo spazio, che potrebbero cristallizzare questa traiettoria in una vera dottrina orbitale nazionale.

In tutto ciò, l’Italia (e l’Europa in generale), osservano con attenzione. Perché la traiettoria americana rappresenta sì un modello potenzialmente imitabile, ma anche una sfida industriale e strategica. L’adozione di sistemi dual-use, la valorizzazione del know-how commerciale e la velocizzazione dei processi di acquisizione tramite l’impiego di soluzioni off-the-shelf sono infatti temi che toccano da vicino anche il nostro sistema Paese.

 

Fonte Formiche.net

12 Maggio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/05/231229-F-AF999-8083-scaled.jpeg 1440 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-05-12 11:34:032025-05-10 11:38:12Spazio, il nuovo paradigma pubblico-privato nell’era Trump 2.0
Rassegna Stampa

New Glenn di Bezos e Starship di Musk: la sfida dei super razzi verso il futuro spaziale

Sulle rampe di lancio americane sono pronti a partire due grandi vettori spaziali ideati per contribuire ad un cambiamento del futuro cosmico. Entrambi sono il frutto dei due più grandi protagonisti della nuova scena spaziale privata: Jeff Bezos fondatore di Amazon e Elon Musk fondatore di Tesla. Entrambi hanno creato pure due società spaziali; rispettivamente Blue Origin e l’ormai nota SpaceX. Società concentrate ora sullo sviluppo di potenti lanciatori capaci di determinare, appunto, un radicale cambiamento nelle possibilità e nel mercato.

Previsto nelle prime ore di domenica mattina, poi rimandato a lunedì mattina, dalla rampa 36 dell’US Air Force di Cape Canaveral decollerà il razzo New Glenn di Bezos, un gigante bistadio alto 98 metri, come un palazzo di trenta piani e un diametro di sette metri. Il primo stadio è recuperabile e la promessa è di poterlo riutilizzare almeno 25 volte su una piattaforma oceanica battezzata Jacklyn, il nome della madre di Bezos. Può portare in orbita bassa intorno alla Terra 45 tonnellate o sette tonnellate verso la Luna. Un aspetto importante oltre il riutilizzo, sono i propulsori a metano e ossigeno liquidi (BE-4) che la stessa Blue Origin ha disegnato e costruito. Si tratta di una nuova generazione di propulsori più green perché sostituiscono il tradizionale cherosene con metano bruciato assieme all’ossigeno, inquinando meno. Sono molto potenti (la spinta è di 240 tonnellate e il primo stadio ne ha sette fornendo una spinta totale di 1700 tonnellate. Il secondo stadio ha due propulsori BE-3U (ciascuno generatore di una spinta di 71 tonnellate) anch’esso prodotto da Bezos e funzionante a idrogeno e ossigeno liquidi, quindi ancora più puliti. La produzione dei motori è a Huntsville in Alabama, nota come Rocket City perché qui al centro Marshall della Nasa è stato costruito il Saturn-V col quale gli astronauti sono volati sulla Luna. Questi motori a metano sono anche utilizzati da un altro nuovo razzo americano, il Vulcan della United Launch Alliance che ha già effettuato una missione di collaudo.

 

Lo sviluppo del New Glenn così battezzato in onore al primo astronauta americano John Glenn, è durato dieci anni con un investimento di 2,5 miliardi di dollari (e 500 milioni garantiti dal Pentagono). In questo primo volo andrà su un’orbita a media altezza (tra 2.400 e 19.300 chilometri all’apogeo) collaudando il sistema Blue Ring Patfinder (DarkSky-1), un veicolo dedicato a trasportare satelliti su varie orbite. Nell’occasione, però, rimarrà agganciato al secondo stadio. Con Il New Glenn Bezos intende portare in orbita i satelliti della sua costellazione Kuiper concorrente a Starlink di Musk ma anche elementi di stazioni spaziali private che sta costruendo con altre società e compiere voli verso la Luna. Il New Glenn è il concorrente del Falcon Heavy di Elon Musk in una sfida ardua perché lo vende ad un prezzo molto inferiore.

Intanto Musk è alle prese con il settimo lancio del suo Starship (alto 122 metri) dalla base di Boca Chica in Texas, previsto lunedì 13 gennaio e progettato per sbarcare sulla Luna, portare grandi carichi e proiettarsi verso Marte. Come abbiamo visto nelle passate sei missioni è uno vettore straordinario sia nella concezione che nella tecnologia. Utilizza dei propulsori a metano (Raptor) che nella terza versione raggiungono i 280 tonnellate di spinta. Il primo stadio ne ha 33 e sei il secondo stadio. Quando entrerà in servizio regolarmente tutto sarà riutilizzabile.

Per il secondo stadio, l’astronave vera e propria, è una versione un po’ modificata rispetto ai veicoli del passato con interventi in alcuni punti della struttura e del sistema di protezione termica e soprattutto nel sistema di guida e controllo più “intelligente”. Questo modello sarà utilizzato anche nei prossimi test.

Durante il settimo volo suborbitale ci saranno due importanti novità: la prima è la riaccensione di un propulsore di Starship durante la traiettoria e poi il test di espulsione di dieci simulacri di satelliti Starlink della nuova generazione che Musk costruirà. Inoltre trenta telecamere trasmetteranno e controlleranno le diverse fasi del volo. Infine ci sarà sempre un ammaraggio ma questa volta ben più controllato e, se andrà bene, nel prossimo volo si ipotizza anche il suo atterraggio su piattaforma e il primo recupero. Sulla rampa di lancio, infine, sono stati installati nuovi radar per aiutare con maggior sicurezza il rientro del primo stadio tra le due braccia meccaniche. La nuova missione, dunque, rappresenta un passo avanti significativo rispetto al passato nell’intento di arrivare più rapidamente alla certificazione del vettore e dell’astronave con la quale gli astronauti dovrebbero sbarcare sulla Luna tra un paio d’anni.

Quando Starship entrerà in servizio, avendo la capacità di portare in orbita attorno alla Terra 150 tonnellate, provocherà un taglio ancora più significativo nei costi di lancio e quindi un effetto sul mercato più pesante rispetto ad oggi già rivoluzionato dall’arrivo dei Falcon-9.

18 Gennaio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/01/67894989de9f32.87806702.webp 1440 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-01-18 16:37:452025-01-18 16:38:15New Glenn di Bezos e Starship di Musk: la sfida dei super razzi verso il futuro spaziale
Pagina 1 di 3123
Search Search

Articoli recenti

  • Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
  • Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea
  • MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita
  • SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa
  • https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/

Commenti recenti

    Archivi

    • Agosto 2026
    • Luglio 2026
    • Giugno 2026
    • Maggio 2026
    • Aprile 2026
    • Marzo 2026
    • Febbraio 2026
    • Gennaio 2026
    • Dicembre 2025
    • Novembre 2025
    • Ottobre 2025
    • Settembre 2025
    • Agosto 2025
    • Luglio 2025
    • Giugno 2025
    • Maggio 2025
    • Aprile 2025
    • Febbraio 2025
    • Gennaio 2025
    • Dicembre 2024
    • Settembre 2024
    • Luglio 2024
    • Maggio 2024
    • Aprile 2024
    • Marzo 2024
    • Febbraio 2024
    • Gennaio 2024
    • Dicembre 2023
    • Novembre 2023
    • Ottobre 2023
    • Settembre 2023
    • Agosto 2023
    • Luglio 2023
    • Giugno 2023
    • Maggio 2023

    Categorie

    • Aereospazio
    • Rassegna Stampa

    Kelvin 273

    Siamo specializzati nell’analisi strategica, sviluppo di soluzioni su misura, valutazione gestionale, crescita del bussiness e in generali delle operazioni nei settori dello spazio, aereospazio e difesa.

    L’Ufficio

    Via Carlo Poerio 86 | 80122 – Naples (Italia)
    Phone 081 18287110 – +393481178673
    E-mail info@kelvin273.it

    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto