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Tag Archivio per: tecnologia militare

Rassegna Stampa

SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa

SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa

In un momento decisivo per la difesa europea, Leonardo si trova al centro di tre assi strategici: i fondi SAFE dell’Unione Europea, il programma
GCAP per il caccia di sesta generazione e il progetto Michelangelo Dome, la nuova architettura integrata di sicurezza.
Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, ha confermato che il percorso avviato dall’azienda su questi fronti è pienamente operativo e che il gruppo vuole consolidare il proprio ruolo di pilastro industriale per spazio e difesa.

Michelangelo Dome: il “dome” di sicurezza integrata

Il progetto Michelangelo Dome, presentato originariamente sotto la guida di Roberto Cingolani, è un sistema avanzato di difesa integrata pensato per proteggere
infrastrutture critiche, aree urbane sensibili e asset nazionali ed europei.
Come spiega la stessa Leonardo nella presentazione ufficiale di

Michelangelo – The Security Dome
,
non si tratta di un singolo sistema, ma di un’architettura completa che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali, piattaforme di cyber defence, sistemi di comando e controllo, intelligenza artificiale ed effettori coordinati.

Mariani ha confermato integralmente il progetto, come riportato da diverse analisi di mercato che sottolineano come

Michelangelo Dome

rappresenti un tassello fondamentale nel rafforzamento delle capacità di difesa aerea integrata basata su algoritmi di AI.
Per Kelvin273, questo dome di sicurezza si inserisce nel più ampio trend di sistemi multidominio che collegano terra, mare, aria, spazio e cyber in un’unica rete di protezione.

Fondi SAFE: opportunità e rischio di tempo

Il regolamento europeo SAFE nasce per sostenere la base industriale della difesa con risorse dedicate e tempi certi.
Mariani ha ricordato che Roma ha chiesto quasi 15 miliardi di euro e che la definizione della spesa per la difesa dovrà arrivare al massimo entro settembre, pena la riallocazione dei fondi a livello europeo.
I fondi SAFE possono rappresentare un’accelerazione per programmi già avviati e un’occasione per anticipare iniziative su spazio, cyber e difesa terrestre.

Tuttavia, l’amministratore delegato ha avvertito che un blocco degli investimenti per 3-4 anni, mentre Francia e Germania continuassero a investire ai ritmi attuali, renderebbe l’Italia “completamente suddita” dell’industria tedesca e francese entro fine decennio.
Il tema è centrale anche per la filiera italiana, come evidenziato dal dibattito sulla difesa europea e dai dossier trattati nella sezione

Difesa

di Kelvin273, dove più volte è stato sottolineato il rischio di perdere competitività industriale se l’Italia rallenta mentre gli altri Paesi accelerano.

GCAP e il ruolo di Leonardo nel caccia di sesta generazione

Un’altra asse portante della strategia è il programma GCAP, la collaborazione tra Italia, Regno Unito e Giappone per il caccia di sesta generazione.
Mariani ha spiegato che grandi programmi come il GCAP non sono a rischio a causa dei fondi SAFE e che l’azienda considera queste iniziative prioritarie per il futuro della difesa aerea.
Leonardo è uno degli attori chiave nella definizione delle capacità di piattaforma, sensori e sistemi cooperativi uomo–macchina.

Il tema dei caccia avanzati e dei sistemi collaborativi è al centro anche del dibattito sul programma FCAS europeo, affrontato nell’articolo di Kelvin273

Francia e Germania ai ferri corti sul programma FCAS
,
dove emergono le tensioni tra Parigi e Berlino sul futuro del caccia di sesta generazione europeo.
GCAP, Dome e FCAS delineano insieme un quadro in cui l’Europa deve scegliere come armonizzare progetti nazionali e alleanze multilaterali per evitare frammentazione.

Bromo, spazio e rafforzamento della leadership

Oltre a SAFE, GCAP e Michelangelo Dome, Mariani ha ricordato le tempistiche del progetto Bromo, legato ai satelliti e all’alleanza sullo spazio tra Leonardo, Thales e Airbus.
L’ingresso di Airbus nel patto spaziale rafforza l’asse industriale europeo e proietta Leonardo al centro delle future costellazioni dedicate a comunicazioni, osservazione e sicurezza.
Questo percorso si collega al rafforzamento della leadership di Leonardo nella difesa terrestre, sostenuto anche dall’acquisizione di Iveco Defence Vehicles e ASTRA Veicoli Industriali.

La stessa Leonardo ha sottolineato come queste acquisizioni e progetti, descritti nel comunicato su

rafforzamento della leadership nella difesa terrestre
,
siano parte di una strategia più ampia per diventare player globale della sicurezza, in un contesto sempre più guidato dalla trasformazione digitale.
SAFE, GCAP, Michelangelo Dome, Bromo e le acquisizioni nel terrestre definiscono la rotta di Mariani in Leonardo: una traiettoria che tiene insieme difesa, spazio e cyber come domini inscindibili.

31 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/Multidomain-2.webp 630 1120 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-31 16:51:142026-07-04 16:55:28SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa
Rassegna Stampa

https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/

Nel pieno del conflitto tra Stati Uniti e Iran, un pilota di F‑15E Strike Eagle abbattuto nei cieli iraniani ha riferito di aver visto qualcosa che potrebbe rappresentare una nuova frontiera della guerra aerea: uno sciame di droni disposti in una formazione che ricordava una gigantesca “medusa”. Nei momenti precedenti all’eiezione, il pilota avrebbe descritto “diversi droni interconnessi che si muovevano come un tutt’uno, con velivoli più piccoli sotto quelli più grandi, come gambe”, una scena definita “roba aliena” dagli stessi ambienti militari.

Secondo ricostruzioni basate su fonti di intelligence, questo sciame avrebbe volato in formazione stazionaria, muovendosi come un unico organismo, con un “corpo” centrale di droni più grandi e una serie di elementi più piccoli disposti sotto, come tentacoli. Una seconda fonte ha parlato addirittura di un “campo minato di droni” sospeso in aria, a indicare una possibile funzione di interdizione o saturazione dello spazio aereo. Se confermato, questo episodio suggerirebbe che l’Iran stia sperimentando tecnologie avanzate di coordinamento tra droni, in grado di trasformare uno sciame in una vera e propria arma collettiva.

Alcune analisi internazionali hanno evidenziato come questa “medusa” di droni possa essere compatibile con concetti di rete mesh di droni, cioè sistemi in cui molti velivoli senza pilota sono collegati tra loro e agiscono come una singola entità tattica. In uno scenario del genere, i droni più grandi potrebbero svolgere funzioni di sensori, comando e comunicazione, mentre quelli più piccoli agirebbero come elementi d’attacco o jammer, creando un volume aereo ostile estremamente difficile da ingaggiare e da neutralizzare. È un modello di guerra a sciami su cui lavorano da anni anche potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Per Washington, capire se il caccia F‑15E sia stato abbattuto da un missile terrestre tradizionale o da uno sciame di droni rappresenta una questione cruciale. Il Pentagono e la comunità di intelligence stanno cercando di ricostruire gli ultimi secondi di volo per determinare la reale causa della perdita del velivolo e valutare le capacità effettive dell’Iran in questo nuovo dominio. Se la testimonianza del pilota dovesse trovare conferma, potrebbe significare che Teheran ha avuto accesso a tecnologie avanzate di controllo distribuito e mesh networking per droni, forse con trasferimento di know‑how da partner come Russia o Cina.

Per Kelvin273, questo caso si inserisce nel contesto più ampio dell’evoluzione della guerra aerea e dei sistemi di difesa avanzata. Da un lato, gli Stati Uniti stanno investendo su nuovi caccia come il programma FCAS europeo e sulle missioni lunari del programma Artemis, che ridefiniscono la postura militare e tecnologica occidentale. Dall’altro, paesi come l’Iran cercano di sfruttare soluzioni asimmetriche, come sciami di droni e sistemi anti‑accesso, per compensare il gap tecnologico con l’Occidente. La forma “medusa” descritta dal pilota diventa simbolo di questa nuova fase: una guerra aerea in cui il cielo non è più popolato solo da singoli velivoli, ma da organismi collettivi di droni interconnessi.

 

24 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/260321154522ianna.jpg 1350 2400 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-24 16:44:252026-07-04 16:50:17https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/
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Fincantieri costruirà 4 navi anfibie LSM per la Marina USA: accordo storico

Fincantieri si è aggiudicata un contratto con la US Navy per la costruzione di quattro navi da sbarco della classe LSM (Medium Landing Ship) nei cantieri Marinette Marine del Wisconsin. La scelta della Marina americana è stata confermata a febbraio 2026 e il contratto sarà formalizzato entro la metà dell’anno. Fincantieri lavorerà in partnership con Bollinger Shipyards, già titolare del contratto per l’ingegneria e le forniture a lungo termine del programma LSM. L’accordo segna una svolta strategica dopo lo stop al programma delle fregate Constellation.

Dal Constellation all’LSM: la svolta

Il percorso che porta Fincantieri all’LSM è stato accidentato. A novembre 2025, la US Navy aveva cancellato quattro delle sei fregate Constellation commissionate, rivedendo l’intero programma. L’accordo di ristrutturazione prevedeva per Fincantieri nuovi ordini in segmenti strategici come operazioni anfibie, navi rompighiaccio e missioni speciali. I cantieri Marinette Marine in Wisconsin continuano la costruzione delle prime due fregate Constellation già avanzate, mentre si avviano i lavori sulle LSM. Il CEO Pierroberto Folgiero aveva anticipato la svolta nel piano industriale 2026-2030, preannunciando “importanti novità dagli USA entro il primo semestre”. Il piano prevede commesse per la difesa navale fino a 5 miliardi di euro nei prossimi sei mesi. Il titolo Fincantieri ha registrato una forte domanda al recente aumento di capitale, coperto cinque volte l’offerta.

Per approfondire la cooperazione italo-americana nella difesa, consulta la sezione difesa USA di Kelvin273. Analisi approfondita su Analisi Difesa.

Cosa sono le navi LSM

Le Medium Landing Ship sono navi da guerra anfibie progettate per sbarcare truppe e mezzi del Corpo dei Marines su coste ostili. Sono unità di medie dimensioni, più agili e numerose rispetto alle grandi navi anfibie LHA/LHD, concepite per operare in flotte distribuite. Il programma prevede complessivamente 35 navi nel contratto base. Fincantieri costruirà le prime quattro; un Vessel Construction Manager (VCM) sarà selezionato entro metà 2026 per sovrintendere al programma complessivo e scegliere il cantiere per le successive tre unità. La US Navy ha emesso una richiesta di proposte per il VCM, che fungerà da buffer tra la Marina e i cantieri. Il concetto riflette la nuova strategia navale americana orientata alla distribuzione e alla resilienza. La piattaforma si inserisce nella visione della “Golden Fleet” voluta dalla nuova amministrazione Trump per rivoluzionare le capacità navali USA.

Per approfondire la difesa europea e le sue sinergie industriali, leggi l’intervista a Lorenzo Mariani di MBDA su Kelvin273. Ulteriori dettagli su Defense News.

Il ruolo strategico dei cantieri USA di Fincantieri

Fincantieri Marinette Marine è uno dei più importanti cantieri navali militari degli Stati Uniti. Situato a Marinette, Wisconsin, costruisce da anni navi da combattimento per la US Navy, comprese le Littoral Combat Ships. La commessa LSM rilancia i cantieri dopo le incertezze legate alla cancellazione parziale del Constellation. Fincantieri si posiziona così come partner strutturale del programma di rinascita navale americano. L’accordo consolida anche le relazioni diplomatiche ed industriali tra Italia e USA in un momento di forte attenzione alle alleanze NATO. Per Fincantieri, la presenza negli USA rappresenta un asset strategico unico tra i costruttori navali europei.

 

2Approfondimenti su Shipping Italy

2 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/U.S._Navy_Accelerates_35-Ship_Medium_Landing_Ship-768x496-1.webp 496 768 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-02 10:27:362026-03-27 19:32:20Fincantieri costruirà 4 navi anfibie LSM per la Marina USA: accordo storico
Rassegna Stampa

Baykar K2: il drone kamikaze da 800 kg con AI e 2.000 km di autonomia

Il 14 marzo 2026 Baykar Technology ha svelato il K2, la munizione loitering più grande e avanzata mai prodotta dalla società turca. Con un peso massimo al decollo di 800 kg, una testata da 200 kg e un raggio d’azione superiore a 2.000 chilometri, il K2 si colloca in una categoria completamente nuova rispetto ai droni kamikaze convenzionali. La presentazione è avvenuta attraverso un video suggestivo accompagnato dal Valzer n. 2 di Šostakovič. Il sistema è progettato per operare in sciami autonomi guidati dall’intelligenza artificiale.

Caratteristiche tecniche

Il K2 ha un peso massimo al decollo di 800 kg, il più elevato nella categoria delle loitering munitions. La testata da 200 kg è dimensionata per distruggere infrastrutture strategiche, bunker e navi. L’autonomia di volo supera le 13 ore con velocità di crociera oltre i 200 km/h. Il raggio operativo dichiarato supera i 2.000 chilometri, il che lo rende adatto a missioni di attacco in profondità. Il decollo avviene da piste corte non preparate, requisito strategico fondamentale per operazioni in ambienti contestati. Il sistema integra datalink satellitare per operazioni oltre la linea visiva. La velocità e il carico utile lo posizionano sopra qualsiasi munizione loitering attualmente in servizio in Europa.

Per approfondire l’impiego dei droni nella difesa europea, leggi l’articolo di Kelvin273 sull’acquisizione Eurofighter Typhoon. Specifiche complete su Quadricottero.com.

Intelligenza artificiale e guerra in sciame

Il sistema K2 è progettato per operare in sciami coordinati attraverso intelligenza artificiale. La navigazione si basa su AI vision, indipendente dal GPS, resistente alla guerra elettronica e al jamming. I sistemi di targeting e ingaggio sono completamente autonomi una volta attivata la missione. Secondo Baykar, il K2 è immune ai sistemi di disturbo dei segnali e rimane operativo anche in caso di perdita del datalink. Questa caratteristica lo rende particolarmente insidioso per le difese convenzionali. La capacità di sciame permette di saturare contemporaneamente le difese aeree nemiche con traiettorie coordinate. La filosofia operativa si sovrappone a quella del programma CCA americano, ma applicata alle munizioni d’attacco.

Per comprendere la risposta occidentale ai droni avanzati, consulta la sezione difesa europea di Kelvin273. Approfondimenti su Army Recognition.

Il contesto strategico

Baykar è già il principale fornitore di droni militari a livello mondiale grazie al successo del Bayraktar TB2. Il K2 sposta l’asticella da drone da ricognizione/attacco leggero a sistema d’arma strategico pesante. Il raggio di 2.000 km copre l’intero teatro europeo orientale da basi in Turchia. Il lancio del K2 coincide con la partnership operativa con Leonardo per il progetto M-346 che controlla droni Kizilelma, segnalando la costruzione di un ecosistema drone integrato. La Turchia si afferma così come potenza tecnologica autonoma nel settore UAV militare, capace di competere con USA, Israele e Cina.

Per approfondire la cooperazione italo-turca sui droni, leggi l’articolo sull’M-346 e Baykar su Kelvin273. Analisi strategiche su Military Magazine Poland.

14 Maggio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/260316_baykar_k2_GRB.png 450 800 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-05-14 10:44:412026-03-27 19:41:15Baykar K2: il drone kamikaze da 800 kg con AI e 2.000 km di autonomia
Aereospazio

M-346 comanda droni Baykar: Leonardo lancia il primo “War Case” a metà 2026

Il CEO di Leonardo Roberto Cingolani ha annunciato un test senza precedenti: l’M-346 come “nave madre” che comanda due caccia senza pilota Baykar in volo simultaneo. La dimostrazione avverrà entro metà 2026 come parte della roadmap del “Michelangelo Dome” presentata nel Piano Industriale 2026-2030. È il primo “War Case” italiano nel campo dei Collaborative Combat Aircraft. Una partnership italo-turca inedita che posiziona Leonardo all’avanguardia nella difesa aerea multidominio.

L’annuncio di Cingolani

Presentando il Piano Industriale a Roma il 12 marzo 2026, Cingolani ha dichiarato: “A metà del 2026 dimostreremo il primo War Case”. Il test prevede un volo in cui l’M-346 comanda direttamente due fighter non pilotati prodotti in collaborazione con Baykar Technology. “Saranno operati direttamente dall’aereo madre”, ha precisato il CEO. La prima campagna di prove in volo in forma riservata è prevista tra aprile e maggio, seguita da una fase pubblica. Nessun dettaglio è stato divulgato su località e profili di missione. Il programma rientra nello sviluppo delle operazioni congiunte uomo-macchina, con l’obiettivo di impiegare droni per compiti operativi ad alto rischio.

Per approfondire la cooperazione industriale italiana nella difesa, leggi l’intervista a Lorenzo Mariani di MBDA su Kelvin273. Tutti i dettagli tecnici su FlightGlobal.

L’M-346 come piattaforma CCA

L’M-346 è un addestratore a getto transonico bimotore con comandi di volo fly-by-wire a ridondanza quadrupla. La configurazione digitale avanzata lo rende ideale come nodo di coordinamento per sistemi senza equipaggio. Nella variante Block 20 integra un computer di missione aggiornato, radar AESA e interfacce per la gestione di droni gregari. Il concetto di “nave madre” mantiene il pilota umano nel circuito decisionale mentre i droni eseguono compiti operativi rischiosi. Il velivolo biposto consente addestramento specifico degli operatori CCA direttamente in missione. Interesse crescente arriva da nazioni con budget limitato che vedono nell’M-346 una soluzione economicamente accessibile per il combattimento avanzato. La piattaforma si collega alla visione strategica del GCAP per l’integrazione con caccia di sesta generazione.

Per approfondire la produzione di caccia italiani, leggi l’articolo di Kelvin273 su Leonardo Cameri e F-35. Aggiornamenti tecnici su Leonardo ufficiale.

Il partner turco: Baykar e il Kizilelma

La partnership è con Baykar Technology, azienda turca che nel primo trimestre 2026 ha consegnato i primi esemplari di serie del Bayraktar Kizilelma alle Forze Armate turche. Il Kizilelma è il primo caccia unmanned turco con capacità aria-aria, sistema radar, guida missilistica oltre-visuale e sistemi elettro-ottici integrati. A fine 2025 due prototipi Kizilelma hanno eseguito volo in formazione ravvicinata autonomo con algoritmi di “smart fleet autonomy”. Il velivolo utilizza ridondanza tripla nel controllo con computer di missione, di navigazione e software in parallelo. L’integrazione con l’M-346 italiano come piattaforma C2 rappresenta un salto qualitativo per entrambi i sistemi. Questa collaborazione italo-turca dimostra la crescente convergenza industriale tra Paesi NATO nell’era dei sistemi unmanned.

Approfondimenti su Army Recognition.

Il Michelangelo Dome

Il test M-346-Baykar rientra nel progetto “Michelangelo Dome”, la visione di difesa multidominio di Leonardo. Il sistema opera in un contesto in cui piattaforme aeree pilotate e non pilotate integrano la rete di C2, sensori ed effettori. L’obiettivo finale è la neutralizzazione di minacce aeree avanzate attraverso swarm cooperativi controllati da un operatore umano. Il Michelangelo Dome si posiziona come risposta italiana al programma CCA americano e si integra con la prospettiva GCAP. Il Piano Industriale 2026-2030 prevede investimenti crescenti in questo segmento con timeline chiare. La dimostrazione di metà 2026 sarà un banco di prova cruciale per gli ordini militari italiani ed esteri futuri.

7 Maggio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/D70_7992_M-346_T-medium-res-rev-acn_01-scaled-1.jpg 1703 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-05-07 10:41:062026-03-27 19:40:38M-346 comanda droni Baykar: Leonardo lancia il primo “War Case” a metà 2026
Rassegna Stampa

Golden Dome sale a 185 miliardi: Lockheed, RTX e Northrop guidano il C2

Il Golden Dome ha raggiunto un nuovo traguardo industriale e finanziario. Il Pentagono ha alzato il costo stimato del programma a 185 miliardi di dollari, con un incremento di 10 miliardi. Tre colossi della difesa sono entrati come prime contractor: Lockheed Martin, RTX (Raytheon) e Northrop Grumman. Il programma accelera ora sulle capacità spaziali critiche che i radar tradizionali non riescono a coprire.defensescoop+5

Il ruolo chiave del C2

Il generale Michael Guetlein, direttore del programma, ha definito il livello di comando e controllo il “segreto” del Golden Dome. Il sistema C2 deve integrare sensori terrestri, aerei e spaziali in un’unica rete operativa. Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman si sono aggiunti a un consorzio di nove aziende. Il gruppo si aggiorna ogni giovedì sera con Guetlein ed ha il potere di escludere membri poco performanti. Nessuna singola azienda guida il programma: è una governance collettiva. La struttura industriale è stata progettata per garantire flessibilità e velocità decisionale. Per approfondire la strategia difensiva USA, consulta il sito ufficiale del Pentagono. Kelvin273 ha già trattato il Golden Dome in precedenti articoli nella sezione difesa usa.defensescoop+4

I tre programmi accelerati

I 10 miliardi aggiuntivi finanziano tre tecnologie specifiche. Il primo è l’HBTSS (Hypersonic and Ballistic Tracking Space Sensor), sistema spaziale per tracciare missili ipersonici e balistici. Il secondo è il Space Force Data Transport Layer, una rete dati spaziale dedicata. Il terzo è il SB-AMTI (Space-Based Air Moving Target Indicators), piattaforma aerea per bersagli manovranti. Questi sistemi devono mantenere la “custodia” dei veicoli ipersonici che i radar a terra faticano a seguire. Il completamento dell’architettura obiettivo è previsto entro il 2035. Per confronti con lo scudo italiano, leggi l’articolo sul piano Dome di Crosetto su Kelvin273. Analisi dettagliate su Breaking Defense.defensescoop+7

L’architettura spaziale del Golden Dome

Il Golden Dome punta su intercettori basati nello spazio per neutralizzare i missili nella fase di boost. Questo approccio permette intercettazioni al massimo della distanza dal territorio USA. Il radar LRDR sta completando test di calibrazione, tracciando oggetti grandi quanto una pallina da baseball a 2.500 miglia. Il sistema spaziale è inteso come strato superiore che si integra con Aegis, THAAD e Patriot già in servizio. Il Congresso ha approvato una prima tranche da 25 miliardi nel “One Big Beautiful Bill Act”. La scala del programma supera qualsiasi precedente sistema di difesa missilistica occidentale. Per ulteriori informazioni visita Reuters Aerospace & Defense.reuters+4youtube+1

Implicazioni per l’Europa e l’Italia

Il costo e la complessità del Golden Dome fissano il parametro di riferimento per qualsiasi ambizione difensiva europea. La scelta italiana di sviluppare il Dome nazionale per 4,4 miliardi si colloca in una fascia radicalmente diversa per scala e ambizione. Tuttavia le tecnologie di sensore, comando e controllo sviluppate negli USA potranno essere integrate nei sistemi NATO. La cooperazione industriale transatlantica diventa una leva essenziale per l’Europa. Per l’Italia, Lockheed Martin e RTX sono già partner nel programma F-35. Il confronto dimostra quanto sia urgente investire nell’integrazione dei sistemi difensivi europei.

27 Marzo 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/860x394.jpg 394 860 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-03-27 18:20:052026-03-27 18:20:05Golden Dome sale a 185 miliardi: Lockheed, RTX e Northrop guidano il C2
Rassegna Stampa

Northrop Grumman presenta TALON: drone autonomo per USAF

Northrop Grumman ha svelato pubblicamente TALON, il Collaborative Combat Aircraft che l’azienda presenterà all’USAF per l’Increment 2 del programma CCA. Il velivolo autonomo è stato sviluppato in meno di 24 mesi presso il Mojave Air and Space Port. La presentazione ai media è avvenuta il 3 dicembre 2025 con la rivelazione di un progetto largamente secretato. Il drone rappresenta l’evoluzione della proposta non selezionata per il CCA Increment 1.​

Design e caratteristiche tecniche

Il TALON presenta forme simili allo YFQ-42A di General Atomics con presa d’aria dorsale per il motore. La pianta dell’ala è a lambda con freccia poco accentuata per prestazioni alto-subsoniche. Il naso ha forma a pala con bordi d’attacco inclinati verso un punto sottile. L’aspirazione del turbofan singolo è posizionata nella sezione estrema di poppa della fusoliera. I profili sono ottimizzati per caratteristiche low-observable specialmente dall’aspetto frontale critico. Tre piccole antenne a cupola sono presenti sulla fusoliera superiore anteriore. Il carrello principale a ruota singola sotto le ali si ritrae verso l’interno. Per confronti con altri programmi di caccia avanzati, leggi l’articolo sul programma GCAP Italia-UK-Giappone. Dettagli tecnici su The Aviationist.​

Economicità e producibilità

La rivisitazione del concetto originale ha introdotto miglioramenti riducendo costi e complessità produttiva. Il peso è stato ridotto di circa 450 kg rispetto al progetto precedente. La struttura interamente in composito ha ridotto del 50% il numero di componenti. I tempi di produzione calano del 30% circa grazie alle ottimizzazioni. Scaled Composites, azienda controllata da Northrop, ha un ruolo chiave nella costruzione. Sistemi maturi come il carrello sono stati riutilizzati per contenere i costi. L’economicità e la producibilità in grandi numeri sono caratteristiche chiave riconosciute per questi sistemi. Secondo il responsabile Jones, raggiungere convenienza e alte prestazioni richiede approccio ponderato dall’inizio alla fine. Per approfondire l’industria aerospaziale italiana, consulta l’articolo sull’F-35 di Leonardo a Cameri. Analisi dettagliate su The War Zone.​

Software autonomia PRISM

Il TALON utilizza il software per l’autonomia PRISM che fungerà da “cervello” del velivolo. Il test bed pilotato BEACON sta già testando questo software a supporto dello sviluppo. L’architettura digitale è progettata per interagire con caccia pilotati come F-35, F-22 o futuri velivoli NGAD. Il sistema si basa su raccolta, analisi e distribuzione di informazioni operative. TALON integra radar AESA, sensori elettro-ottici, rilevatori infrarossi e sistemi passivi di localizzazione emissioni. La fusione dati produce un quadro tattico coerente anche in ambienti saturi di disturbi. La distribuzione dati tattici crea rete dinamica capace di compensare perdite di sensori o attacchi elettronici. Per comprendere tecnologie di difesa integrata visita Fly a Jet Fighter.​

Contesto del programma CCA

L’USAF ha selezionato Anduril Industries e General Atomics per sviluppare prototipi rappresentativi della produzione CCA Increment 1. General Atomics ha condotto voli di test dello YFQ-42A nell’agosto 2025. Anduril ha testato lo YFQ-44A nell’ottobre 2025. La decisione competitiva sulla produzione Increment 1 è attesa nell’anno fiscale 2026. Il TALON di Northrop Grumman punta all’Increment 2 con approccio ottimizzato. Il programma dimostra capacità di passare dal concetto al volo in tempi record. Per approfondimenti strategici consulta Defense Scoop.

3 Marzo 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/dd44d6de71_talon-4.webp 859 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-03-03 16:36:202025-12-19 17:14:45Northrop Grumman presenta TALON: drone autonomo per USAF
Rassegna Stampa

USA lancia Drone Dominance Program: 340.000 droni entro il 2028

Il Pentagono ha lanciato il Drone Dominance Program con un investimento da un miliardo di dollari. L’obiettivo è acquisire oltre 340.000 droni tattici monouso entro il 2028. Questa iniziativa segna l’ingresso degli Stati Uniti nella logica della produzione di massa di sistemi unmanned a basso costo. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha firmato il memorandum che ridefinisce il modo in cui i piccoli droni vengono gestiti nelle forze armate.​

Droni come munizioni consumabili

La novità più radicale del programma riguarda la classificazione dei droni come “consumabili”, paragonabili a munizioni o granate. Questo cambio di paradigma permette ai comandanti di livello più basso di procurarsi autonomamente sistemi unmanned di piccole dimensioni. Non servono più filiere burocratiche lente e stratificate per autorizzarne l’impiego. I prezzi indicati vanno da 5.000 dollari iniziali a un target di 2.300 dollari a fine programma. Questo suggerisce principalmente droni FPV e piccoli quadricotteri, simili a quelli utilizzati quotidianamente in Ucraina. Per approfondire le dinamiche della cooperazione europea su sistemi d’arma avanzati, leggi l’intervista a Lorenzo Mariani di MBDA. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale del Pentagono.​

Le quattro fasi competitive

Il programma si articola in quattro fasi scandite da competizioni operative chiamate “Gauntlet”. In questi eventi, i droni dei vari fornitori vengono testati da operatori militari in scenari realistici. Ogni fase si conclude con la consegna di sistemi pronti all’uso. Il Pentagono prevede di ordinare 30.000 droni con consegne entro luglio 2026. Nel 2027 la quota supererà i 200.000 sistemi. I volumi acquistati aumenteranno progressivamente mentre il costo unitario diminuirà. I fornitori non selezionati in una fase potranno partecipare alle successive, incoraggiati a migliorare i sistemi. Dopo la prima fase, fino a dodici aziende riceveranno ordini minimi da almeno mille droni ciascuna.​

Rischio totale sui fornitori

Il rischio di sviluppo e produzione rimarrà totalmente a carico dei fornitori. Il Pentagono pagherà esclusivamente per unità consegnate, ispezionate e accettate. Non ci saranno anticipi né contratti di rimborso costi. Questo approccio punta a costruire un’industria domestica capace di produrre droni su vasta scala. La sicurezza della supply chain diventa prioritaria per garantire componenti affidabili. L’esempio dell’ABE 1.01 dell’101ª Divisione Aviotrasportata dimostra l’efficacia dei sistemi modulari assemblabili in 20 minuti. Per confronti con programmi industriali italiani, consulta l’articolo sull’F-35 di Leonardo a Cameri. Analisi dettagliate sono disponibili su Defense Scoop.​

Cultura operativa integrata

Il programma rappresenta un tentativo concreto di colmare la lentezza del sistema americano nell’acquisizione di droni tattici economici. L’impatto operativo di questi sistemi è ormai evidente nei recenti teatri di guerra. L’obiettivo finale è creare una cultura operativa in cui i droni diventino parte integrante della dottrina militare quotidiana. Le lezioni apprese dall’Ucraina hanno accelerato questa trasformazione strategica. Per ulteriori approfondimenti strategici visita Breaking Defense.

14 Gennaio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/droni-fpv-marines-scaled.jpg 1708 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-01-14 15:56:042025-12-19 17:19:35USA lancia Drone Dominance Program: 340.000 droni entro il 2028
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USA Spingono su Difesa laser: Pronta la Produzione di Massa

USA Spingono su Difesa laser: Pronta la Produzione di Massa

Gli Stati Uniti accelerano sui sistemi laser antimissile e anti-drone. La tecnologia è matura e pronta per la produzione industriale. Keith Krapels del Technical Center conferma: i laser a energia diretta hanno raggiunto la fase finale di sviluppo.

Programmi in Corso

L’Esercito USA testa diversi prototipi attraverso il programma DeM-Shorad. Il sistema non ha soddisfatto le aspettative operative per i singoli soldati. Il Rapid Capabilities Office sviluppa ora “Enduring High Energy Laser” per acquisizioni dal 2026.

Il generale Robert Rasch coordina una gamma completa di soluzioni. I sistemi spaziano da 10 kW su piattaforme palletizzate fino a 300 kW per applicazioni avanzate. Le configurazioni includono veicoli JLTV con potenze da 20-30 kW e sistemi da 50 kW per difesa a corto raggio.

Microonde ad Alta Potenza

Le tecnologie a microonde richiedono ulteriore ricerca rispetto ai laser. Offrono però vantaggi significativi in termini di portata operativa. Krapels definisce quest’area “grande opportunità” per cambiare le regole del gioco militare.

I test operativi reali confermano le prestazioni sul campo. L’Esercito ha inviato prototipi in scenari di combattimento effettivi su richiesta dei vertici militari.

Sfide Industriali

La base industriale americana manca di competenze specifiche per armi a energia diretta. Le capacità ingegneristiche non eguagliano quelle di radar e comunicazioni. Questa lacuna rappresenta un ostacolo critico per la produzione su larga scala.

Le dimostrazioni concrete potrebbero rendere obsoleti molti investimenti militari avversari. La tecnologia promette di ridefinire le priorità industriali della difesa statunitense nei prossimi anni.

Implicazioni Future

Il programma “Golden Dome” dell’amministrazione Trump potrebbe beneficiare di questi sviluppi. Il Pentagono evita riferimenti diretti ma il contesto suggerisce collegamenti strategici importanti.

I test sui poligoni militari mostrano risultati promettenti per tutte le categorie di potenza. La scalabilità industriale resta la sfida principale per il deployment operativo completo.

Link esterni:

  • Analisi completa Formiche.net sui laser militari USA

  • Programmi di difesa antimissile Pentagon

  • Tecnologie laser militari Defense News

Link interni Kelvin273:

  • Tecnologie aerospaziali avanzate

  • Innovazioni nella difesa militare

29 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/Helios-LM-copy.webp 575 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-29 10:26:542025-09-17 18:37:17USA Spingono su Difesa laser: Pronta la Produzione di Massa
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La visione di Lockheed Martin per la sicurezza nel XXI secolo

La visione di Lockheed Martin per la Sicurezza nel XXI Secolo

In un contesto sempre più complesso e incerto dal punto di vista della sicurezza, è più importante che mai che gli Stati dispongano delle capacità necessarie per proteggere ciò che conta di più. È questo l’obiettivo al centro della visione di Lockheed Martin per la Sicurezza nel XXI Secolo. Attraverso questa visione, la Società punta a fornire capacità pensate per ogni tipo di missione, interoperabili e netcentriche, in grado di offrire un nuovo standard di protezione interconnessa.

Italia: uno dei primi utilizzatori dell’F-35

l’F-35 Lightning II è un fattore determinante per la Sicurezza nel XXI Secolo. L’Aeronautica militare italiana ha in servizio la più grande flotta di F-35 nell’Unione Europea ed è stata il primo partner europeo a dichiarare la Capacità Operativa Iniziale (IOC). L’F-35 garantisce all’Italia un ruolo chiave per il rafforzamento dell’interoperabilità a livello nazionale e tra i paesi alleati, grazie alla capacità di mettere in connessione gli F-35 delle flotte alleate e di favorire l’integrazione tra velivoli di quarta e quinta generazione.

Una delle capacità maggiormente distintive dell’F-35 è l’incomparabile consapevolezza situazionale resa possibile dai radar e dai sensori avanzati presenti a bordo. Grazie al network di connessioni della sua piattaforma, l’F-35 può fungere da interfaccia per lo scambio di informazioni e di comunicazioni, condividendo il quadro operativo con mezzi terrestri, marittimi e aerei, potenziando così l’efficacia di tutte le forze in campo.

Il nodo centrale per la Sicurezza del XXI Secolo

L’F-35 ha dimostrato la centralità del suo ruolo nella visione di Lockheed Martin per la Sicurezza nel XXI Secolo in occasione delle diverse esercitazioni a cui ha preso parte negli ultimi anni. Durante un’esercitazione, ad esempio, un lanciarazzi HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) a bordo di un mezzo anfibio è stato messo in connessione con un F-35. Utilizzando e integrando i dati dell’F-35, l’HIMARS è riuscito a distruggere un obiettivo a terra a una distanza di 70 chilometri.

E’ solo uno degli esempi che mostrano come Lockheed Martin sta mettendo in campo capacità focalizzate sul futuro integrando sistemi nuovi e già esistenti con tecnologie di rete avanzate ad architettura aperta. Sfruttando tecnologie quali l’intelligenza artificiale (IA), l’autonomia e soluzioni informatiche resilienti, Lockheed Martin è in grado di garantire agli utilizzatori un raggio di azione più esteso, velocità, agilità, resilienza e il vantaggio di un processo decisionale rapido.

Il supporto all’industria italiana

Il coinvolgimento dell’industria italiana è fondamentale per il successo dell’F-35: continuerà infatti a supportare il programma per oltre 30 anni, attraverso la produzione di parti strategiche, l’assemblaggio finale dei velivoli e un ruolo chiave nel sistema di manutenzione continua dell’F-35 a livello globale.

L’Italia ha investito in maniera significativa nelle infrastrutture industriali e operative del programma F-35, tra cui le strutture all’avanguardia della base aerea di Amendola e gli impianti di produzione di Cameri. Il polo trivalente di Cameri ricopre un ruolo centrale nel programma, e continuerà a svolgerlo nei prossimi decenni, per la produzione delle ali, l’assemblaggio finale e il check-out (FACO) e le attività di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento (MROU). Il primo F-35 assemblato a Cameri ha effettuato il primo volo nel 2015.

Lockheed Martin F-35
Lockheed Martin F-35
@ Liz Lutz (via Lockheed Martin)

Focus sulla missione

In uno scenario che cambia continuamente, rimane una sola costante: anticipare le minacce -mettendo in connessione sistemi e persone perché possano prendere decisioni informate in modo più rapido – è essenziale per un mondo più sicuro e protetto. Attraverso la sua visione per la Sicurezza nel XXI Secolo, Lockheed Martin sta portando innovazione all’interno del settore e garantendo soluzioni integrate e su misura per ogni missione, che hanno come obiettivo ultimo la deterrenza.

Fonte Aviation Report

14 Gennaio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/12/Project-Carrera-skunk-works-speed-racer-f-35.webp 1080 1920 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-01-14 10:22:462024-12-06 20:26:56La visione di Lockheed Martin per la sicurezza nel XXI secolo
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