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Tag Archivio per: tecnologia spaziale

Rassegna Stampa

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

SpaceX ha scelto Starmind come nome della sua nuova megacostellazione satellitare dedicata all’intelligenza artificiale.
Non si tratta di un sistema per connettività Internet come Starlink, ma di una rete di satelliti concepiti come veri e propri data center orbitali,
pensati per eseguire calcoli AI e servizi di edge computing direttamente nello spazio.

Dal progetto “Orbital Data Center” al nome Starmind

Il nome Starmind è stato confermato da Elon Musk a fine giugno, dopo che SpaceX e xAI avevano depositato la domanda di marchio per il progetto.
L’iniziativa era stata inizialmente descritta alla FCC come sistema
“Orbital Data Center”, una costellazione di satelliti destinata a fornire capacità di calcolo AI in orbita terrestre bassa, sfruttando energia solare quasi costante.

Analisi come quelle di

Starmind, la costellazione SpaceX per data center AI in orbita

evidenziano come il progetto preveda fino a un milione di satelliti non geostazionari,
distribuiti tra circa 500 e 2.000 km di quota, con orbite inclinate e orbite eliosincrone organizzate in gusci orbitali.
I satelliti sarebbero collegati tra loro da link laser ad alta velocità per scambiarsi dati e operare come una rete di calcolo distribuita nello spazio.

Un milione di satelliti AI per superare i limiti dei data center terrestri

Diversi approfondimenti internazionali, come

la costellazione AI Orbital Data Center

e l’analisi su

Starmind e il cloud orbitale
,
sottolineano come la visione di Musk sia quella di spostare parte della potenza di calcolo AI fuori dalla Terra.
L’idea è superare i limiti energetici e infrastrutturali dei data center terrestri,
usando satelliti alimentati da energia solare continua, con costi operativi e di raffreddamento molto inferiori.

Secondo queste fonti, Starmind potrebbe arrivare a contare circa un milione di satelliti AI, cento volte l’attuale costellazione Starlink.
I primi prototipi AI1 sarebbero previsti per il lancio dal 2027, con produzione in serie in una nuova mega-fabbrica di satelliti.
Starship, a sua volta, diventerebbe il vettore capace di portare in orbita decine di satelliti AI per lancio, trasformando ogni missione in un “carico” di rack di server orbitali.

Starmind vs Starlink: connettività e calcolo

La differenza fondamentale tra Starmind e Starlink è la funzione.
Starlink nasce per fornire connettività Internet globale, agendo come una “pipeline” di dati tra Terra e satelliti.
Starmind, invece, mira a elaborare i dati direttamente in orbita:
i satelliti diventano essi stessi data center, eseguendo modelli di AI, inferenza e servizi di calcolo, e inviando a Terra solo i risultati.

Questa architettura potrebbe permettere di ridurre la quantità di dati che devono attraversare le reti terrestri, diminuire latenza per alcune applicazioni e
creare un livello di calcolo globale distribuito nello spazio.
Per Kelvin273, il progetto Starmind si inserisce nel quadro più ampio della crescita del

mercato dei satelliti in orbita bassa
,
che secondo alcune analisi è destinato a raggiungere oltre 20 miliardi di euro entro il 2030.

LEO, frequenze e partita regolatoria

Un progetto che punta a un milione di satelliti in orbita bassa LEO solleva anche questioni regolatorie e di gestione dello spettro radio.
Le discussioni tra SpaceX, Globalstar e FCC sulle bande di frequenza,
raccontate nell’approfondimento Kelvin273

Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la sfida sulle frequenze con la FCC
,
mostrano quanto sia delicato oggi il tema dell’assegnazione dello spettro per costellazioni LEO sempre più dense.

Starmind si colloca dunque in un ecosistema in cui la Space Economy non è più solo tele-comunicazioni e osservazione della Terra, ma anche calcolo distribuito,
gestione di enormi volumi di dati e concorrenza tra grandi attori globali per risorse orbitali e radio.
Per l’Europa e per l’Italia, che stanno costruendo propri poli satellitari e servizi in orbita, capire l’impatto di una costellazione AI come Starmind è cruciale per pianificare regolazione, infrastrutture e alleanze industriali.

28 Agosto 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images-3.jpg 414 738 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-08-28 17:06:372026-07-04 17:10:15Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
Rassegna Stampa

SpaceX Starfall: la capsula che porta la microgravità nell’industria dei farmaci e dei materiali

SpaceX ha inaugurato una nuova fase della Space Economy con la missione dimostrativa Starfall Demo, il primo lancio di una capsula di rientro pensata per portare campioni in orbita e riportarli sulla Terra. Il volo è stato effettuato con un Falcon 9 da Cape Canaveral e ha permesso di testare profilo di missione, rientro e recupero in mare. Starfall punta a trasformare l’orbita terrestre in un laboratorio per la produzione di farmaci e materiali avanzati, in un percorso che si intreccia con il ritorno sulla Luna e con lo sviluppo di nuove infrastrutture spaziali.

La capsula Starfall ha forma a disco, con dimensioni compatte e una capacità di carico fino a una tonnellata di payload. Non è progettata per trasportare equipaggio, ma esclusivamente merci e campioni, per ridurre i costi e semplificare le operazioni. Grazie a scudo termico, sistemi di controllo a gas freddo e paracadute, Starfall può rientrare in atmosfera e ammarare nel Pacifico, dove viene recuperata insieme ai materiali prodotti in orbita. Questa architettura apre la strada a una rete di veicoli di rientro dedicati alla produzione in microgravità e alle consegne dallo spazio.

Il cuore del progetto è la ricerca farmaceutica nello spazio, che sfrutta la microgravità per studiare cristalli di proteine, strutture molecolari e processi di aggregazione impossibili o molto complessi da riprodurre sulla Terra. In condizioni di assenza di peso, i materiali possono crescere in modo più ordinato, offrendo nuove opportunità per medicinali, materiali avanzati, semiconduttori e dispositivi ottici. Starfall diventa così un laboratorio volante che parte, resta in orbita per gli esperimenti e torna con i risultati pronti per essere analizzati nei laboratori terrestri.

Oltre alla produzione, il progetto punta a sviluppare un servizio di consegne dallo spazio per carichi critici ad alto valore. Una capsula riutilizzabile che può riportare rapidamente a Terra componenti, campioni o materiali lavorati in orbita apre scenari nuovi per la logistica spaziale, integrando i lanci di satelliti e le missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale. Starfall è pensata per missioni frequenti, con rientri mirati e punti di recupero definiti, e rappresenta un tassello chiave per rendere la produzione in microgravità più accessibile alle aziende.

Per Kelvin273, Starfall si inserisce nel quadro più ampio della Space Economy americana. La capsula nasce mentre gli Stati Uniti investono miliardi nel programma Artemis 4 e 5, dedicato al ritorno sulla Luna e alla creazione di nuove stazioni di ricerca e nodi logistici in orbita lunare. In parallelo, la crescita del mercato dei satelliti in orbita bassa fornisce la rete di comunicazione e osservazione necessaria per supportare capsule di rientro, infrastrutture di produzione e servizi commerciali in spazio vicino. In questo scenario, la Luna non è solo un obiettivo di esplorazione, ma un elemento di una catena industriale che parte dalla Terra, attraversa l’orbita bassa e integra veicoli come Starfall, portando la ricerca e l’industria in microgravità sempre più vicino al mercato.

17 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images.jpg 393 700 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-17 16:30:362026-07-04 16:43:50SpaceX Starfall: la capsula che porta la microgravità nell’industria dei farmaci e dei materiali
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Terafab: Musk unisce Tesla, SpaceX e xAI per chip AI nello spazio

Il 21 marzo 2026 Elon Musk ha presentato Terafab, la più ambiziosa fabbrica di chip mai annunciata da un singolo imprenditore. L’impianto da 25 miliardi di dollari sorgerà nel North Campus di Giga Texas, ad Austin. È una joint venture tra Tesla, SpaceX e xAI — l’azienda di intelligenza artificiale che SpaceX ha recentemente acquisito in uno scambio azionario. L’obiettivo è produrre un terawatt di potenza di calcolo ogni anno, equivalente a mille miliardi di watt.electrek+3

Verticalizzazione totale della produzione

Terafab è progettata per consolidare ogni fase produttiva sotto un solo tetto. Design dei chip, litografia, fabbricazione, produzione di memorie, packaging avanzato e testing avverranno nello stesso stabilimento. A pieno regime, la struttura raggiungerà 1 milione di avvii di wafer al mese. Questo la porterebbe a circa il 70% dell’output globale dell’attuale più grande fonderia al mondo, TSMC. Musk ha definito l’operazione “il più epico esercizio di costruzione di chip nella storia”. Nessun altro player tecnologico ha mai integrato design, fab e destinazione orbitale in un’unica struttura. Il nodo produttivo sarà a 2 nanometri, tra i più avanzati disponibili. Per comprendere la strategia di Starlink correlata, leggi l’articolo sull’Italia e Starlink su Kelvin273.

Approfondimenti tecnici su Electrek.

 

Due linee produttive: Terra e Spazio

Terafab sarà divisa in due linee di produzione con scopi radicalmente diversi. La prima linea produrrà chip di inferenza AI5 per veicoli Tesla e il robot umanoide Optimus. La seconda sarà dedicata al chip D3, progettato specificamente per operare nello spazio e resistente alle radiazioni. I chip D3 funzioneranno a temperature più elevate di quelli terrestri, riducendo la massa dei radiatori necessari sui satelliti. Il dato strategico più significativo: l’80% della capacità di calcolo totale andrà a sistemi AI in orbita, solo il 20% resterà sulla Terra. SpaceX ha già chiesto alla FCC l’autorizzazione per lanciare un milione di satelliti per realizzare un data center orbitale. Questi data center saranno alimentati da energia solare generata nello spazio. Per confronti con le infrastrutture spaziali commerciali, consulta l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire su Kelvin273.

 

Analisi approfondite su Automoto.it.

 

Il progetto più ambizioso di Musk

Terafab è il punto di convergenza di ogni grande iniziativa di Musk degli ultimi due anni. L’acquisizione di xAI da parte di SpaceX, il programma solare da 100 GW, il robot Optimus e lo sviluppo di Starship trovano qui la loro sintesi hardware. I chip prodotti ad Austin viaggeranno sullo Starship, saranno alimentati dal solare Tesla e gestiti dall’AI di xAI. La produzione coprirà tutta la catena verticale senza dipendenze da fornitori esterni. L’investimento iniziale è stimato tra 20 e 25 miliardi di dollari. Il progetto è strettamente correlato alla visione di Musk di rendere la vita multiplanetaria, con la Luna come prima destinazione.

Per approfondimenti sulla strategia di SpaceX consulta Teslarati.

9 Aprile 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/PoCxHQ8gKEscb2NWQov7wZ-1200-80.png 675 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-04-09 10:26:292026-03-27 19:37:10Terafab: Musk unisce Tesla, SpaceX e xAI per chip AI nello spazio
Rassegna Stampa

Satelliti spia invisibili: Russia e Cina sfidano il tracciamento

Russia e Cina stanno sperimentando satelliti spia stealth che rendono estremamente difficile il tracciamento da telescopi e radar. Il luogotenente Ron Lerch della Space Force ha rivelato questi sviluppi alla conferenza Spacepower 2025. I due Paesi utilizzano tecnologie avanzate per ridurre tracce radar, ottiche e infrarosse degli asset orbitali. Questa sperimentazione segna un ulteriore passo nella militarizzazione dello spazio contemporaneo.​

Tecnologie di occultamento spaziale

Il concetto di stealth nello spazio si basa sulla riduzione delle tracce osservabili. I satelliti utilizzano materiali assorbenti e forme specifiche che limitano i riflessi radar. Trattamenti superficiali riducono la visibilità dai sistemi di sorveglianza spaziale. Le manovre vengono limitate mentre si sfruttano orbite meno affollate. I satelliti spia scelgono finestre temporali in cui la copertura dei sensori nemici è più debole. La Cina lavora in questa direzione dal 2012 con sperimentazione di microsatelliti difficili da individuare. Nel 2022 l’esercito cinese ha pubblicato risultati concreti mostrando il modello “Olive-B” sferico testato in camera anecoica. Per comprendere le infrastrutture spaziali moderne, leggi l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire. Maggiori informazioni su Breaking Defense.​

I satelliti Shiyan-24 cinesi

I tre satelliti Shiyan-24 in orbita LEO sono stati sviluppati secondo la concezione stealth. Ciascuno presenta una sezione radar differente con riduzione progressiva della visibilità. Il generale Michael Guetlein della Space Force ha definito le loro manovre sincronizzate come “combattimento aereo spaziale”. I satelliti spia Shiyan conducono operazioni di prossimità avanzate. La forma sferica del modello sperimentale minimizza la sezione radar secondo i ricercatori cinesi. Questa configurazione risulta difficile da acquisire visivamente. L’esercito cinese ha pubblicato paper scientifici nel 2022 documentando progressi tecnologici significativi. Approfondimenti sulle capacità spaziali cinesi su RFE/RL.​

Il satellite russo Mozhayets

La Russia ha recentemente messo in orbita MEO il satellite sperimentale Mozhayets con visibilità estremamente bassa. Il satellite rafforza le capacità del sistema GLONASS, controparte russa del GPS. Lerch ha definito Mozhayets “affascinante” per la magnitudine visiva molto debole. Il Sole presenta magnitudine negativa di -26 mentre satelliti GPS in MEO hanno magnitudine 6,5. Mozhayets raggiunge magnitudine 16, rendendolo estremamente difficile da vedere. Il satellite spia è rimasto “perso” per cinque settimane prima che Slingshot Aerospace lo localizzasse. L’oggetto mostrava fotometria instabile indicando possibile rotazione. Scopri tecnologie di sorveglianza spaziale avanzate nell’articolo sugli effetti della microgravità sulla ISS. Dettagli tecnici su Slingshot Aerospace.​

Implicazioni strategiche

La sperimentazione risponde all’esigenza di garantire sopravvivenza delle funzioni spaziali critiche. Navigazione satellitare, comunicazioni sicure, intelligence e targeting di precisione costituiscono infrastruttura operativa imprescindibile. Rendere difficile individuazione e tracciamento protegge l’efficacia complessiva delle forze armate. In scenari di crisi, guadagnare anche solo ore può consentire riposizionamento o completamento di missioni critiche. Monitorare questi sviluppi è fondamentale per non rimanere impreparati. Per analisi sulla difesa spaziale americana consulta Space Force Fact Sheet

24 Febbraio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/satelliti-leo-2-1024x576.jpg.webp 576 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-02-24 16:31:142025-12-19 17:15:29Satelliti spia invisibili: Russia e Cina sfidano il tracciamento
Rassegna Stampa

Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni

Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni

Il Presidente Trump ha rivelato dettagli cruciali sul Golden Dome, il rivoluzionario scudo antimissile spaziale americano. Il sistema costerà 175 miliardi di dollari e diventerà operativo entro tre anni. Il programma rappresenta un salto tecnologico nella difesa continentale USA attraverso intercettori basati nello spazio.

Architettura Spaziale Rivoluzionaria

Il Golden Dome si basa su Space Based Interceptors (SBI) per neutralizzare missili ostili durante la fase boost. Questa strategia permette intercettazioni a distanza massima dal territorio americano. Il Generale Chance Saltzman conferma l’obiettivo: “Vogliamo che compiano la loro missione il più lontano possibile dalla Patria”.

La Missile Defense Agency collabora con la US Space Force per sviluppare le capacità orbitali. L’evento di consultazione industriale previsto ad Huntsville è stato rinviato per permettere maggiore preparazione alle aziende coinvolte.

Leadership e Finanziamenti

Trump ha nominato il Generale Michael Guetlein, Vice-Capo delle Operazioni Spaziali, per dirigere il Golden Dome. La scelta sottolinea l’importanza strategica dello spazio nel programma. Guetlein porta esperienza diretta nelle operazioni spaziali militari.

Il Congresso ha approvato una prima tranche di 25 miliardi nel “One Big Beautiful Bill Act”. Questi fondi iniziali permetteranno l’avvio immediato delle attività di sviluppo e testing.

Tecnologie e Tempistiche

Il sistema utilizzerà tecnologie esistenti per rispettare la scadenza triennale. L’approccio accelerato richiede integrazione di soluzioni mature piuttosto che sviluppi ex-novo. L’intercettazione boost-phase rappresenta la sfida tecnica principale del progetto.

Le consultazioni industriali definiscono specifiche tecniche e capacità operative. Le aziende aerospaziali dovranno dimostrare competenze avanzate nella realizzazione di intercettori spaziali.

Implicazioni Strategiche

Il Golden Dome trasforma la dottrina difensiva americana estendendo il perimetro di sicurezza nello spazio. La capacità di intercettazione precoce neutralizza minacce ipersoniche e balistiche avanzate. Il sistema ridefinisce l’equilibrio strategico globale nella competizione militare spaziale.

L’investimento massiccio dimostra la priorità americana per la supremazia spaziale. Il programma accelera la militarizzazione dello spazio e stimola l’industria aerospaziale nazionale verso nuove frontiere tecnologiche.

Link esterni:

  • Analisi completa RID sul Golden Dome

  • Programmi difesa antimissile US Space Force

  • Space Based Interceptors development Defense News

Link interni Kelvin273:

  • Tecnologie spaziali militari avanzate

  • Programmi difesa spaziale internazionali

4 Novembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/Golden_dome_illustration.png 981 1384 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-11-04 18:32:042025-09-17 18:37:12Trump Svela Golden Dome: Scudo Spaziale da 175 Miliardi Operativo in 3 Anni
Aereospazio

Reattore nucleare sulla Luna: la Nasa punta a energia sicura entro il 2030

La Nasa e la corsa per la Luna

La Nasa intende essere la prima nazione a installare un reattore nucleare sulla Luna, capace di produrre almeno 100 kilowatt di energia elettrica entro il 2030. Questo progetto fa parte di una nuova corsa spaziale contro la Cina, dove l’obiettivo è raggiungere e rivendicare la parte migliore della Luna, ricca di ghiaccio e luce solare. Sean Duffy, amministratore ad interim della Nasa, ha sottolineato che per stabilire una presenza umana sulla superficie lunare è fondamentale disporre di energia affidabile.startmag

Perché un reattore nucleare sulla Luna

La Luna ruota molto lentamente, determinando due settimane consecutive di buio, rendendo l’energia solare inefficiente per una base abitata. I rover robotici, infatti, spesso non sopravvivono alla notte lunare. Il reattore nucleare da 100 kilowatt fornirebbe elettricità sufficiente a garantire operazioni continue, assicurando energia pari a quella consumata da una famiglia americana media in 3,5 giorni. Questa fonte è cruciale non solo per la vita sulla Luna ma anche per future missioni su Marte.startmag

Il fabbisogno energetico e i progetti in corso

La Nasa ha già collaborato con il Dipartimento dell’Energia per sviluppare un sistema a fissione che può fornire almeno 40 kilowatt per alimentare 30 famiglie per 10 anni. Tuttavia, il fabbisogno per operazioni umane a lungo termine sulla Luna è stimato intorno a 100 kWe. Questo impone la necessità di un reattore di potenza maggiore.startmag

Tempistiche e sicurezza del lancio

Non è ancora chiaro quando sarà costruita una base lunare, ma è certo che il reattore non sarà lanciato attivo a bordo dei razzi. Sean Duffy ha precisato che non si prevede un lancio diretto di un reattore attivo per la Luna, mitigando così i rischi associati al trasporto.startmag

Le sfide tecniche e il parere degli esperti

Un reattore nucleare sulla Luna deve affrontare sfide come lo sviluppo di materiali per resistere ad alte temperature e convertire efficacemente il calore in energia elettrica. Kevin Au di Lockheed Martin ha evidenziato queste difficoltà, ma esperti come Sebastian Corbisiero dell’Idaho National Laboratory rassicurano sulla fattibilità del progetto, definendolo “assolutamente realizzabile” e non fantascientifico

15 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/aqkszmi3oxmhthnqyxgx.png 1024 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-15 18:06:442025-09-17 18:37:29Reattore nucleare sulla Luna: la Nasa punta a energia sicura entro il 2030
Aereospazio, Rassegna Stampa

Star: il ruolo di Starlink in Ucraina con l’ok di Trump

Introduzione: la frase chiave nel contesto

Star è oggi fulcro delle strategie di comunicazione in Ucraina, grazie al recente via libera degli Stati Uniti guidati da Trump. Il servizio Starlink, voluto da Elon Musk, non rappresenta solo una tecnologia, ma un vero e proprio asset per la sicurezza e la capacità operativa delle forze ucraine.

Starlink: la spina dorsale della resistenza ucraina

L’approvazione dell’estensione dei servizi Star è stata decisa nel luglio scorso, quando l’amministrazione Trump ha stretto un accordo con gli alleati europei: questi ultimi finanzieranno sia l’acquisto di sistemi militari come i Patriot che l’impiego di Starlink per le comunicazioni sicure delle truppe a Kiev. Il costo totale per l’upgrade dei servizi Star è di 150 milioni di dollari, appaltato a Starlink Services, una società controllata da SpaceX.

L’importanza dei terminali Star dopo l’invasione

Dopo l’invasione russa del febbraio 2022, l’Ucraina ha chiesto immediatamente a Musk l’invio di terminali Star. Da allora Star è la chiave delle comunicazioni civili e militari, soprattutto dove Mosca tenta di bloccare internet. SpaceX ha investito moltissimo per rafforzare la resilienza del sistema contro i cyberattacchi russi.

Regole, limiti e rischi nell’uso di Starlink

Starlink ha imposto limiti all’uso della tecnologia per scopi offensivi, vietando formalmente l’impiego per il pilotaggio remoto dei droni d’attacco ucraini. Tuttavia, le truppe sfruttano Star per garantire il coordinamento militare in tutta la linea del fronte, come confermato da fonti ufficiali di Kiev e da testimonianze raccolte sul campo.

Scopri di più sulle implicazioni tecnologiche nell’articolo su Globalstar e SpaceX, nuovo accordo con la FCC e approfondisci il ruolo della space economy europea.

Nuove sfide e possibili alternative a Starlink

L’Europa, preoccupata dalla dipendenza strategica, sta valutando alternative come la costellazione OneWeb di Eutelsat, mentre Bruxelles è pronta a sostenere nuovi contratti per aumentare la sicurezza delle comunicazioni ucraine. Tuttavia, ad oggi, Star resta insostituibile per velocità, copertura e scalabilità tecnica.

Leggi anche: Officina Stellare e nuovi contratti per l’Europa.

Star: simbolo di resilienza e diplomazia tecnologica

Star compare al centro dei ringraziamenti pubblici di Zelensky verso Musk, mentre gli alleati occidentali rafforzano la collaborazione finanziaria per sostenere la resistenza ucraina. La frase chiave “Star” è presente in ogni sviluppo della vicenda, e senza questa tecnologia la posizione ucraina sarebbe molto più debole di fronte alle interruzioni digitali orchestrate dalla Russia

Approfondisci:

  • Approfondisci le trattative fra UE e Starlink su Agenda Digitale.

  • Leggi di più sulle performance dei satelliti su Spaceconomy360.

  • Scopri il quadro geopolitico nell’analisi di ISPI.

1 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/2022-05-03T002516Z_1147569926_HP1EI5301607C_RTRMADP_3_FASHION-MET-GALA-1024x680-1.jpg 680 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-01 10:37:112025-09-17 18:37:36Star: il ruolo di Starlink in Ucraina con l’ok di Trump
Aereospazio, Rassegna Stampa

Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la sfida sulle frequenze con la FCC

Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la battaglia con la FCC

Nel luglio 2025, Globalstar ha annunciato un nuovo e strategico accordo con SpaceX. La frase chiave “FCC” è al centro della scena. L’obiettivo: lanciare la prossima serie di satelliti tramite un Falcon 9, rafforzando la rete globale già utilizzata per i servizi di messaggistica degli iPhone grazie ai finanziamenti di Apple. Il lancio è previsto nel 2026 e segna una nuova fase per la costellazione Globalstar, che integrerà i satelliti di seconda generazione con quelli in arrivo prodotti da MDA e Rocket Lab.

Un aggiornamento essenziale per la rete

L’accordo da 1,1 miliardi di dollari con MDA, firmato all’inizio dell’anno, assicura l’arrivo di oltre 50 nuovi satelliti. Questi saranno fondamentali per l’upgrade della rete, migliorando la copertura e la continuità dei servizi, soprattutto alla luce della crescente domanda di connettività globale. La FCC, con la licenza HIBLEO-4, ha già autorizzato il funzionamento di questi nuovi dispositivi per 15 anni.

Collaborazione e rivalità: il nodo delle frequenze

La relazione tra Globalstar e SpaceX non si limita ai lanci. C’è infatti una battaglia legale in corso presso la Federal Communications Commission. Epicentro della disputa: le bande di frequenza 1.6 e 2.4 GHz, indispensabili per l’implementazione delle comunicazioni dirette tra smartphone e satelliti. Nel 2023 la FCC aveva bloccato una prima richiesta di SpaceX, sostenendo che le bande non fossero disponibili per nuovi operatori. Globalstar si oppone alle richieste di SpaceX, temendo interferenze con i servizi integrati negli iPhone.

SpaceX, dal canto suo, giudica lo spettro sottoutilizzato e spinge per un accesso condiviso, sostenendo la fattibilità di una coesistenza senza interferenze. A giugno 2025, la società di Elon Musk ha presentato una nuova richiesta, favorita dal recente cambio di leadership alla FCC: ora guidata da Brendan Carr, personaggio vicino a Musk e sostenitore di SpaceX, scelto dopo la rielezione di Trump.

Apple and Globalstar logos together representing their partnership in satellite technology

FCC, geopolitica e il futuro del settore

La nuova proposta SpaceX punta non solo sulle bande contese, ma cerca l’accesso anche alle frequenze utilizzate da Inmarsat e Ligado Networks. La FCC, ora più favorevole alla posizione di SpaceX, potrebbe spianare la strada a Starlink e rivoluzionare gli equilibri delle comunicazioni satellitari mobili, rilevanti a livello sia tecnologico che geopolitico.

Questa situazione si inserisce in uno scenario globale dove il controllo delle risorse radio è cruciale e la FCC è chiamata a bilanciare innovazione e tutela della concorrenza. Le scelte dell’ente avranno impatto anche sulle strategie nazionali e internazionali per la sicurezza e la competitività tecnologica. Per approfondimenti sull’evoluzione di Starlink puoi leggere l’articolo su Kelvin273: SpaceX propone Starlink come alternativa al GPS e sugli sviluppi istituzionali leggi Il capo della FCC Brendan Carr in pressing sui paesi Ue titubanti su Starlink.

Link in uscita

  • Arriva T-Satellite: il servizio Direct to Cell di Starlink esce dalla fase beta

  • Telefoni satellitari: un rapporto completo

  • SpaceX propone Starlink come alternativa al GPS

Link interni

  • Perché l’Italia dovrebbe affidarsi a Starlink secondo il prof. Bizzarri

  • Tecnologie spaziali italiane

In conclusione, lo scontro tra Globalstar, SpaceX e la FCC sarà determinante per il futuro delle comunicazioni mobili spaziali e per la posizione competitiva delle aziende coinvolte nel quadro internazionale.

: Globalstar continuerà a lanciare satelliti con SpaceX – AstroSpace.it
: Globalstar, Inc. firma un accordo con SpaceX per il lancio di nuovi satelliti – Marketscreener
: Il capo della FCC Brendan Carr alla Ue: ‘Salite a bordo di Starlink’ – key4biz

10 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/spacex_falcon_ansa-scaled.jpeg 1708 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-10 13:57:512025-07-26 15:36:16Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la sfida sulle frequenze con la FCC
Aereospazio

Satelliti in orbita bassa: mercato a 20,69 miliardi entro il 2030

Secondo un’analisi di MarketsandMarkets, il mercato globale dei satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) è destinato a crescere da 11,81 miliardi di dollari nel 2025 a 20,69 miliardi nel 2030, con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) dell’11,9%. L’espansione è trainata dalla crescente domanda di internet satellitare nelle aree remote, dallo sviluppo massiccio di costellazioni per l’osservazione della Terra, e dalla diffusione di CubeSat e microsatelliti resi accessibili dalla miniaturizzazione dell’elettronica e dalla riduzione dei costi di lancio.

I satelliti LEO, posizionati tra 160 e 2.000km di altitudine, stanno diventando essenziali per garantire banda larga ad alta velocità anche nelle zone isolate, per il monitoraggio ambientale, la difesa e la gestione delle emergenze. Un ruolo chiave è svolto dalle nuove costellazioni come Starlink (SpaceX), OneWeb e il futuro progetto europeo IRIS², che promettono di coprire ampie aree del pianeta.

Rispetto ai satelliti geostazionari, i LEO offrono latenza inferiore e maggiore flessibilità applicativa, permettendo servizi IoT, osservazione in tempo reale, connessioni militari più sicure e ridondanti. La crescita del segmento è sostenuta da investimenti pubblici e privati, inclusi governi, startup, università e nuovi player della space economy. L’espansione delle costellazioni porta con sé sia un ampliamento dell’accessibilità digitale sia sfide sulla gestione dello spazio e della sicurezza orbitale

30 Agosto 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/Space-Economy-Italia-Europa-768x432-1.jpg 432 768 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-08-30 13:34:502025-07-26 15:36:36Satelliti in orbita bassa: mercato a 20,69 miliardi entro il 2030
Rassegna Stampa

Rafforzato il network tra NATO, imprese italiane e start-up subacquee e spaziali

Si chiama Italian Innovation Ecosystem Reception, l’evento ospitato lo scorso 1 luglio dalla Direzione Nazionale degli Armamenti e dal NATO Innovation Fund (NIF), presso l’Arsenale Militare di Venezia. L’ambizioso obiettivo è stato quello di creare nuove sinergie e di rafforzare il network già esistente tra diversi attori che concorrono alla crescita del Sistema Paese nel settore delle tecnologie emergenti e dirompenti e, in particolare, in quelle dell’underwater e dello Spazio, quali Centri di Ricerca, Start-Up, medie e piccole imprese, rappresentanti della Difesa, del mondo del Ventur Capital e del mondo accademico, con i rappresentanti del NIF e con gli esponenti dei vari Ministri coinvolti.
Nel suo discorso, il Vice Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), Luisa Riccardi, ha spiegato che ” Una nuova era di collaborazione pubblico-privata sta vedendo l’alba. Una cooperazione nella quale la Nato e la Defense Innovation Accelerator Fort the North Atlantic (DIANA) giocano un ruolo importante”. In questo scenario, l’Italia sta facendo la propria parte, investendo nei settori strategici della subacquea e dello Spazio. “Per il primo tema, è stato creato un hub nazionale (National hub for Underwater Capability)” che trae forza dalle più grandi realtà quali Leonardo e Fincantieri, e promuove il contributo di Start-Up, centri di ricerca e università; “per lo Spazio, si sta valorizzando la strategia del dual-use Space Strategy, che serve sia a scopi di sicurezza nazionale, sia commerciali”, ha proseguito il Vice DNA.
Quanto alla cooperazione internazionale fra gli stati membri dell’Alleanza Atlantica, il NIF, rappresentato a Venezia dal Vice-Chair of the Board Fiona Murray e dal Defense Director Roberto Cingolani, si presenta come un’interessante opportunità per la ricerca e lo sviluppo: un fondo multi-sovrano da 1 miliardo di Euro destinato a soluzioni commerciali che punterebbero all’innovazione tecnologica e al sostegno per la ricerca. Aree, che troverebbero applicazione nel settore della difesa, secondo la strategia dual use, con investimenti distribuiti in un periodo di circa 15 anni, in grado di generare ulteriore valore con ritorni positivi per le imprese italiane e per la collettività.
Fra gli altri ospiti e relatori dell’evento, anche i rappresentanti del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionali (MAECI), del Ministero Imprese e Made in Italy (MIMiT) a testimonianza della centralità del tema trattato, nonché dell’importanza della sinergia tra le Istituzioni e la rete imprenditoriale nazionale.

26 Luglio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/6d5212bd-4974-40ad-b263-8b898c6f46c7.jpg 576 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-07-26 13:08:282025-07-26 13:09:40Rafforzato il network tra NATO, imprese italiane e start-up subacquee e spaziali
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