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Tag Archivio per: nasa

Rassegna Stampa

Artemis II rinviata ad aprile: anomalia di elio ferma il ritorno alla Luna

Artemis II non decollerà a marzo: la NASA ha confermato il rinvio ad aprile 2026 dopo la scoperta di un’anomalia nel sistema dell’elio dello Space Launch System. Il nuovo amministratore NASA Jared Isaacman ha comunicato su X che “un’interruzione del flusso di elio verso il secondo stadio dello SLS esclude la finestra di lancio prevista a marzo”. Il razzo SLS è stato riportato al Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center per riparazioni. La prima finestra utile per il lancio è ora fissata per il 1° aprile 2026 alle 22:24 ora italiana.

Il problema tecnico

L’anomalia è emersa nelle ore successive al secondo Wet Dress Rehearsal completato con successo. Il flusso di elio verso il secondo stadio dello SLS, lo stadio che deve spingere la capsula Orion verso la Luna, ha registrato un’interruzione inattesa. Artemis II ha subito la cancellazione della finestra marzo, che contava solo cinque giorni utili per il lancio. Il 26 febbraio 2026 la NASA ha individuato i componenti responsabili: una guarnizione sul raccordo rapido della tubazione o una valvola di non ritorno. Gli ingegneri hanno effettuato le riparazioni nel VAB prima di riportare il razzo sulla rampa 39B per le opportunità di aprile. Non è la prima volta che Artemis II subisce un rinvio: la missione era già stata posticipata a inizio 2026 a causa di problemi allo scudo termico della capsula Orion emersi durante Artemis I. Per approfondire la storia delle missioni lunari NASA, leggi l’articolo di Kelvin273 sulla sonda Lucy.

 

Dettagli tecnici completi su Discover Magazine.

La missione e l’equipaggio

Artemis II è la prima missione con equipaggio del programma Artemis, che segnerà il ritorno dell’uomo attorno alla Luna dopo Apollo 17 del 1972. A bordo ci saranno quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la missione specialist Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen. La missione non prevede un atterraggio: l’equipaggio compirà un sorvolo lunare su un’orbita libera in 10 giorni totali di missione. Il secondo stadio dello SLS, denominato Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS), è quello coinvolto nell’anomalia dell’elio. L’ICPS è cruciale perché fornisce la spinta che porta Orion sulla traiettoria trans-lunare. Il lancio avviene dalla rampa 39B del Kennedy Space Center in Florida. La missione Artemis III, che prevede il primo allunaggio con equipaggio con Starship di SpaceX, è stata posticipata alla metà del 2027.

 

Per approfondire le infrastrutture spaziali che supportano le missioni Artemis, leggi l’articolo di Kelvin273 sui pannelli ROSA di Redwire per Axiom Station. Analisi complete su Forbes.

Il contesto dei ritardi

I ritardi di Artemis II riflettono la complessità tecnica senza precedenti del programma Artemis. Lo SLS è il razzo più potente mai costruito dalla NASA, più potente persino del Saturn V dell’era Apollo. La pressione per rispettare le scadenze è enorme, con il programma Artemis che rappresenta il principale vettore della strategia lunare americana. Jared Isaacman, subentrato a Bill Nelson alla guida della NASA, ha adottato un approccio pubblico e diretto nella gestione delle comunicazioni sui problemi tecnici. La prima finestra di aprile è il 1° aprile: il lancio avverrebbe durante la “Luna Rosa” di aprile, con la luna piena visibile nell’area di Orlando alle 19:36 EDT. Se anche la finestra di aprile dovesse sfumare, la successiva opportunità si aprirebbe a fine aprile.

 

Per approfondire il quadro delle missioni lunari commerciali correlate, visita NASA Artemis ufficiale

18 Giugno 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/Luna-pronta-la-missione-Artemis-II-20-3-2026-alanews.avif 800 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-06-18 10:18:012026-03-27 19:22:11Artemis II rinviata ad aprile: anomalia di elio ferma il ritorno alla Luna
Rassegna Stampa

Gravità e muscoli nello spazio: lo studio ISS che cambia le missioni su Marte

Un nuovo studio pubblicato su Science Advances ha identificato per la prima volta le soglie di gravità necessarie a preservare la salute muscolare nello spazio. La ricerca, condotta sulla Stazione Spaziale Internazionale con 24 topi esposti a diversi livelli di gravità artificiale, rivela un dato critico: servono almeno 0,67 g per evitare deterioramento muscolare. Il problema è che né la Luna (0,17 g) né Marte (0,38 g) raggiungono questa soglia. I risultati ridisegnano le sfide mediche delle future missioni di esplorazione profonda.

Lo studio sulla ISS: metodologia

Il team ha inviato 24 topi maschi sulla ISS e li ha esposti per 27-28 giorni a quattro condizioni diverse. Il primo gruppo era in microgravità completa (μG). Il secondo a 0,33 g, simulando un ambiente tra Luna e Marte. Il terzo a 0,67 g, circa due terzi della gravità terrestre. Il quarto a 1 g, gravità simulata completa. I ricercatori hanno usato la centrifuga JAXA Kibo (CBEF-L) a bordo della ISS. Le velocità di rotazione variavano tra 44 rpm (0,33 g) e 77 rpm (1 g). I risultati sono stati confrontati con un gruppo di controllo a terra. Per comprendere gli effetti della microgravità sugli astronauti, leggi l’articolo di Kelvin273 su Williams e Wilmore.

Dettagli metodologici completi su Phys.org.

Le soglie scoperte

I risultati sono precisi: qualsiasi livello sotto 0,67 g provoca deterioramento muscolare nei topi. A 0,33 g si mitiga parzialmente l’atrofia ma le miofibre subiscono cambiamenti significativi. A 0,67 g invece la massa muscolare, la forza della presa e la composizione delle fibre risultano preservate. I ricercatori hanno identificato 11 metaboliti che variano al variare della gravità, rivelando meccanismi molecolari complessi. Questo dato è cruciale: la soglia per preservare la funzione muscolare è più alta di quella per prevenire la sola perdita di massa. In altre parole, un muscolo può mantenere volume ma perdere forza e qualità delle fibre. Il muscolo soleo, fondamentale per la postura eretta, è tra i più sensibili. Per approfondire la ricerca ASI sulla microgravità, consulta il progetto Science For Bed-Rest.

Analisi complete su Science Advances.

Implicazioni per Luna e Marte

La gravità lunare è solo 0,17 g, quella marziana 0,38 g: entrambe sotto la soglia critica di 0,67 g. Questo significa che ogni missione di lunga durata su questi corpi celesti esporrà gli astronauti a degradazione muscolare progressiva. Per le missioni Artemis previste sulla Luna, il problema è immediato. Per le future missioni su Marte, il quadro è ancora più complesso. Le contromisure attuali — esercizio fisico, farmaci, elettrostimolazione — potrebbero non essere sufficienti. La soluzione potrebbero essere habitat con gravità artificiale generata da rotazione, ma il costo ingegneristico è elevato. I risultati suggeriscono che i futuri veicoli spaziali e le basi extraterrestri dovranno integrare sistemi centrifughi. Per approfondire le missioni lunari di Artemis, consulta la sezione spazio di Kelvin273.

Ulteriori analisi su Evrim Ağacı.

Applicazioni terrestri

La ricerca sulla gravità e i muscoli produce benefici anche per la medicina terrestre. L’atrofia muscolare da microgravità è analoga alla sarcopenia che colpisce gli anziani e i pazienti allettati. I meccanismi molecolari scoperti, inclusi gli 11 metaboliti identificati, aprono nuove strade farmacologiche. Il progetto ASI “Science For Bed-Rest” sta già sfruttando queste analogie per sviluppare terapie. I dati sulle soglie gravitazionali potrebbero anche guidare la progettazione di esercizi fisici ottimali per prevenire l’atrofia nei pazienti immobilizzati. Lo spazio diventa così un laboratorio per migliorare la salute umana sulla Terra.

16 Aprile 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/is-something-like-this-centrifuge-from-the-martian-possible-v0-4vyj9oirhtvb1.jpg 569 1080 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-04-16 10:32:342026-03-27 19:38:19Gravità e muscoli nello spazio: lo studio ISS che cambia le missioni su Marte
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MAPP: il rover robot compagno astronauti Artemis III sulla Luna

Il rover MAPP accompagnerà gli astronauti di Artemis III sulla Luna come primo robot autonomo a operare accanto a esseri umani sul satellite. Il Mobile Autonomous Prospecting Platform è realizzato da Lunar Outpost del Colorado. Durante la missione aiuterà gli astronauti a comprendere meglio l’ambiente lunare e i pericoli della polvere. Il piccolo robot a quattro ruote rappresenta un passo verso la presenza umana sostenibile nello spazio.​

La sfida della polvere lunare

La polvere lunare costituisce un problema serio per l’esplorazione dal 1972. L’astronauta Gene Cernan dell’Apollo 17 riconobbe che rappresenta una sfida per missioni di lunga durata. La polvere si attacca a tutto ciò che tocca ed è estremamente abrasiva. Il rover MAPP trasporta il sistema DUSTER costruito dall’Università del Colorado. Il modulo include uno strumento per misurare carica, velocità, dimensione e flusso delle particelle sollevate dalla superficie. Un secondo strumento determina la densità media degli elettroni sopra la superficie lunare. I risultati forniranno informazioni sull’impatto dell’umanità sulla superficie lunare. Per comprendere l’ambiente spaziale estremo, leggi l’articolo sugli effetti della microgravità sugli astronauti ISS. Maggiori dettagli su NASA JPL.​

Caratteristiche tecniche del rover

La configurazione standard di MAPP pesa 5-10 kg e trasporta carichi fino a 15 kg. Le dimensioni sono 45 x 38 x 40 cm con trazione su quattro ruote e sospensioni articolate. Pannelli solari con accumulo a batterie garantiscono l’autonomia energetica. La velocità massima è 10 cm/s con comunicazioni in banda S e X. La navigazione autonoma utilizza odometria visivo-inerziale con telecamere stereo. Lunar Outpost ha collaborato con General Motors per batterie avanzate derivate da veicoli elettrici. Il rover può sopravvivere facoltativamente alla notte lunare di 14 giorni terrestri. Per confronti con tecnologie spaziali commerciali, consulta l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire. Approfondimenti su NASA Spaceflight.​

Missioni precedenti e future

Il primo MAPP è atterrato sulla Luna nel marzo 2025 con la missione Lunar Voyage 1. Il lander si è ribaltato intrappolando il rover nel garage di rilascio. Nonostante l’incidente, MAPP ha raccolto dati sulla polvere lunare e confermato la prontezza operativa. La seconda missione Lunar Voyage 2 è programmata per il 2026 con IM-3 di Intuitive Machines. Il rover per Artemis IV sarà la quinta missione lunare di Lunar Outpost. L’Australia contribuirà con “Roo-ver” entro fine decennio come missione flagship nazionale. Per approfondire le missioni lunari NASA visita CollectSpace.​

Partnership con Juventus e LEGO

Lunar Outpost ha collaborato con LEGO per creare una versione in mattoncini del rover. Il set LEGO Technic Lunar Outpost Moon Rover permette di costruire tre configurazioni diverse. La partnership con la Juventus è stata annunciata nel marzo 2025. Il club torinese è diventato la prima squadra di calcio a raggiungere simbolicamente la Luna. L’obiettivo è far conoscere MAPP al grande pubblico prima del ritorno umano sulla Luna. Queste collaborazioni dimostrano l’interesse culturale crescente per l’esplorazione spaziale commerciale. Per ulteriori dettagli visita Lunar Outpost YouTube

10 Marzo 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/c5d709_822545fe903f477cb643b85570b53ab4mv2.avif 414 620 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-03-10 16:59:392025-12-19 17:13:20MAPP: il rover robot compagno astronauti Artemis III sulla Luna
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NASA e nuova corsa alla Luna: la sfida con la Cina accelera

La Luna è tornata al centro della strategia spaziale americana. Il punto non è solo “tornare”, ma farlo con tempi e obiettivi chiari. In parallelo, la competizione con la Cina rende ogni rinvio un costo politico e industriale.​

Perché la Luna conta oggi

La NASA descrive Artemis come una campagna per esplorare la Luna e preparare tecnologie e competenze utili anche oltre l’orbita lunare. Questo significa testare veicoli, procedure e infrastrutture in uno scenario più vicino della destinazione finale, ma già molto impegnativo. Inoltre, la Luna è un banco di prova per la permanenza umana, la logistica e l’autonomia operativa.​

Cina e “nuova corsa”

Diversi studi e analisi parlano di “nuova corsa alla Luna” tra Stati Uniti e Cina, con implicazioni tecnologiche e geopolitiche che vanno oltre la sola esplorazione. Il confronto riguarda capacità di lancio, robotica, rientro di campioni e, soprattutto, credibilità internazionale. La competizione spinge a ridurre i tempi e ad aumentare la continuità delle missioni.​

Il fattore industria privata

Una parte decisiva della corsa moderna è l’ecosistema industriale. Il settore privato accelera sviluppo e cicli di innovazione, mentre le agenzie pubbliche devono garantire sicurezza, standard e sostenibilità di lungo periodo. L’equilibrio tra velocità e affidabilità diventa quindi il vero vantaggio competitivo.​

Cosa significa per Europa e Italia

Per l’Europa, restare agganciata ai programmi lunari vuol dire non perdere peso nelle scelte su standard, interoperabilità e filiere. Anche la dimensione “umana” conta: salute, microgravità e radiazioni restano un vincolo operativo, come ricordano analisi recenti pubblicate su Kelvin273. E l’evoluzione delle infrastrutture in orbita bassa, tra moduli commerciali e nuove stazioni, si intreccia con la catena tecnologica che supporta anche il futuro Gateway lunare.​

Link utili (esterni)

  • Programma Artemis (NASA): https://www.nasa.gov/humans-in-space/artemis/​

  • Immagini Artemis I (NASA): https://www.nasa.gov/humans-in-space/view-the-best-images-from-nasas-artemis-i-mission/​

  • Analisi “nuova corsa alla Luna” (paper): https://ojs.unito.it/index.php/orizzontecina/article/download/6635/5933/22062​

Link interni Kelvin273 (News)

  • https://kelvin273.it/it/2025/04/10/effetti-microgravita-astronauti-iss-williams-wilmore/​

  • https://kelvin273.it/it/2025/10/13/redwire-pannelli-solari-rosa-axiom-station/

22 Dicembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/artemis_i_orion_opf.webp 768 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-12-22 15:33:192025-12-19 17:22:17NASA e nuova corsa alla Luna: la sfida con la Cina accelera
Aereospazio, Rassegna Stampa

Luna: perché gli USA rischiano di arrivare dopo la Cina con Artemis

Perché il sorpasso è possibile

Gli Stati Uniti hanno vinto la prima corsa del 1969, ma oggi sulla Luna potrebbero arrivare dopo la Cina se il programma Artemis rallenta ancora, dicono esperti ascoltati dal Senato USA il 3 settembre .
La nuova competizione è strategica: chi sbarca per primo potrà impostare regole su risorse, governance e partnership, con impatti geopolitici duraturi sulla Luna e oltre .

Cosa dicono gli esperti

In audizione, l’ex amministratore NASA Jim Bridenstine ha avvertito che, senza cambiamenti, è “altamente improbabile” battere la timeline cinese verso la Luna, citando rischi architetturali e operativi di Artemis .
Le testimonianze hanno richiamato ritardi, incertezza di bilancio e impegni altalenanti come fattori che possono spingere partner e fornitori verso tecnologie cinesi in rapido avanzamento sulla Luna .

I ritardi di Artemis

NASA ha rinviato Artemis II, il primo volo con astronauti attorno alla Luna, da settembre 2025 ad aprile 2026, e colloca Artemis III, il primo allunaggio, al 2027, date che molti analisti ritengono a rischio slittamento .
L’architettura HLS fa leva su Starship di SpaceX per l’allunaggio: serviranno numerosi rifornimenti in orbita per il lander lunare, una complessità che, secondo le audizioni, accresce il rischio di non arrivare primi sulla Luna .
Nel 2023 NASA ha anche selezionato Blue Origin come secondo fornitore HLS per mitigare rischi e accelerare la capacità di sbarco sulla Luna .

Il ritmo cinese

La Cina punta a far atterrare taikonauti sulla Luna prima del 2030 e ha mostrato progressi recenti: test del sistema di aborto a giugno, static fire del Long March 10 ad agosto e dimostrazione di un lander .
Pechino promuove l’ILRS per una base lunare entro il 2035 e, secondo i media cinesi citati dagli esperti, consolida alleanze e chiarezza d’intenti, un vantaggio competitivo sulla Luna .

Standard e alleanze

Gli Accordi Artemis superano i 50 firmatari e mirano a regole trasparenti per attività e risorse sulla Luna e nello spazio cislunare, mentre la Cina costruisce adesioni a ILRS per la propria architettura .
Come ricordato in audizione, chi stabilirà per primo una presenza sulla Luna detterà le regole del gioco su risorse, governance e collaborazioni, condizionando assetti economici e diplomatici globali .

La posizione della NASA

L’amministratore ad interim Sean Duffy respinge l’idea di perdere la corsa alla Luna e promette che gli Stati Uniti arriveranno per primi, pur ammettendo la necessità di bilanciare sicurezza e progresso .
Servono disciplina di programma e certezze di bilancio per rispettare la finestra 2026–2027 e consolidare l’ecosistema industriale e internazionale di Artemis sulla Luna .

Link utili e risorse

  • Approfondimento sul rischio di perdere la corsa alla Luna secondo gli esperti del Senato USA

  • Dichiarazioni di Sean Duffy sulla determinazione NASA a vincere la corsa alla Luna

  • Galleria ufficiale NASA di immagini Artemis I, utile come media “Luna” per il tuo articolo

17 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/prelaunch_with_full_moon_ksc-20220614-ph-csh01_0068.webp 1152 768 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-17 17:28:222025-09-17 18:37:42Luna: perché gli USA rischiano di arrivare dopo la Cina con Artemis
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La ricerca della vita su Marte: il mistero dei lander Viking

La ricerca della vita su Marte: il mistero dei lander Viking

Esperimenti controversi e nuove prospettive sull’astrobiologia marziana

 

Un gigantesco terremoto registrato su Marte è stato potente quanto tutti gli altri combinati14

Nelle nostre esplorazioni di Marte finora, non è stata rinvenuta alcuna prova sufficiente per affermare con certezza di aver scoperto la vita. Tuttavia, negli anni ’70, i lander Viking potrebbero aver avuto un’occasione unica. Durante la prima missione statunitense a atterrare sul pianeta rosso, un ricercatore ha sollevato la possibilità che la vita potesse esistere in un campione di suolo marziano, un’ipotesi che potrebbe essere stata involontariamente distrutta durante un esperimento. Secondo l’astrobiologo Dirk Schulze-Makuch della Technical University di Berlino, un test per individuare segni di vita microbica su Marte potrebbe essere stato dannoso. Schulze-Makuch sottolinea l’importanza di considerare l’ecologia marziana nei prossimi esperimenti e suggerisce di inviare una missione dedicata alla ricerca della vita, tenendo conto di queste considerazioni.

Quando i lander Viking atterrarono su Marte nel 1976, uno dei loro obiettivi era eseguire esperimenti per individuare biosignature nel terreno marziano, tracce di molecole che potrebbero indicare la presenza di vita. Uno di questi esperimenti, il gas cromatografo-spettrometro di massa (GCMS), rilevò organici clorurati, inizialmente interpretati come contaminazione da prodotti per la pulizia umani. Tuttavia, successivamente si è scoperto che gli organici clorurati sono presenti su Marte, sebbene non sia chiaro se siano di origine biologica o non biologica.

Recentemente, si è discusso della possibile distruttività degli esperimenti biologici Viking. L’analisi ha rivelato che il riscaldamento dei campioni potrebbe aver incenerito gli organici cercati. Schulze-Makuch ipotizza che altri esperimenti, come quelli di rilascio etichettato e pirolettico, potrebbero aver distrutto le prove in modo simile. Questi risultati contrastanti sollevano interrogativi sulla presenza di vita su Marte e sottolineano la necessità di ulteriori indagini.

Fonte Scienze Notizie

9 Gennaio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/12/Aq3G4zLrXbHmB2S9EhjyMB-1200-80.jpg 806 1000 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-01-09 20:18:092024-12-06 20:27:28La ricerca della vita su Marte: il mistero dei lander Viking
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Blue Origin di Jeff Bezos vince il contratto NASA per il secondo lander lunare

Blue Origin di Jeff Bezos vince il contratto NASA per il secondo lander lunare

Dopo aver perso contro SpaceX nel 2021, la società aerospaziale di Jeff Bezos, Blue Origin, si è aggiudicata il contratto per un secondo lander lunare della Nasa per la missione Artemis V nel 2029.

 

È rivincita per Jeff Bezos e la sua Blue Origin.

Il 19 maggio la Nasa ha annunciato che Blue Origin è la seconda società selezionata per sviluppare un sistema di atterraggio umano per la missione Artemis V dell’agenzia sulla Luna nel 2029.

Nel 2021 l’agenzia spaziale americana aveva scelto SpaceX di Elon Musk per condurre le prime missioni di sbarco sulla luna di Artemis entro il prossimo decennio, rifiutando un’offerta rivale del team guidato da Blue Origin. Nello specifico, la Nasa aveva assegnato a SpaceX un contratto da 3 miliardi di dollari nel 2021 per far atterrare gli astronauti sulla Luna per la prima volta dall’ultima missione Apollo nel 1972.

Dopodiché la Nasa ha aperto un’altra competizione alla ricerca di un secondo lander lunare che fungesse da backup di SpaceX.

La proposta congiunta del lander lunare, guidata da Blue Origin, segna il secondo tentativo delle società del miliardario fondatore di Amazon di aggiudicarsi un ambito contratto per il lander mentre la Nasa cerca più opzioni per portare gli astronauti sulla superficie lunare.

Tutti i dettagli.

IL CONTRATTO DELLA NASA ASSEGNATO A BLUE ORIGIN

Il contratto Blue Origin ha un valore di circa 3,4 miliardi di dollari, ha rivelato il capo dell’esplorazione della Nasa Jim Free, con Blue Origin che contribuisce privatamente “ben a nord” di tale importo, ha aggiunto John Couluris, capo del lander lunare di Blue Origin. Come riporta Cnbc, l’investimento per il progetto di Blue Origin è da oltre 7 miliardi di dollari”

Nello specifico, Blue Origin progetterà, svilupperà, testerà e verificherà il suo lander Blue Moon per soddisfare i requisiti del sistema di atterraggio umano della Nasa per le ricorrenti spedizioni di astronauti sulla superficie lunare, incluso l’attracco con Gateway, una stazione spaziale in cui l’equipaggio si trasferisce in orbita lunare, spiega la Nasa in una nota.

Oltre al lavoro di progettazione e sviluppo, il contratto include una missione dimostrativa senza equipaggio sulla superficie lunare prima di una dimostrazione con equipaggio sulla missione Artemis V nel 2029.

“Onorato di essere in questo viaggio con la Nasa per far atterrare gli astronauti sulla Luna, questa volta per restare”, ha dichiarato il miliardario Bezos in un tweet dopo l’annuncio.

IL CONTRATTO ASSEGNATO A SPACEX

Onorato Bezos, ma anche e soprattutto soddisfatto dopo la sconfitta di due anni fa.

Nel 2021 la Nasa aveva assegnato infatti a SpaceX un contratto da 2,9 miliardi di dollari per utilizzare una versione del veicolo Starship progettato dalla società guidata da Elon Musk  la navetta per riportare esseri umani sulla Luna nella missione al momento programmata per il 2025. (Qui la puntata di Spaziale! il podcast di Startmag su Com’è andato secondo Musk il primo volo di prova del mega razzo Starship).

La decisione dell’agenzia americana di emettere un unico contratto per quel lander aveva suscitato una protesta e una causa da parte di Blue Origin, entrambe senza successo.

BEZOS SI ALLEA CON BOEING, LOCKHEED MARTIN PER IL CONTRATTO DELLA NASA

Dopodiché la Nasa ha deciso di lanciare un concorso per un secondo lander, da utilizzare quando il programma Artemis sarà già in fase avanzata.

L’aggiunta di un altro partner del sistema di atterraggio umano al programma Artemis della Nasa aumenterà la concorrenza, ridurrà i costi per i contribuenti, sosterrà una cadenza regolare di atterraggi lunari, investirà ulteriormente nell’economia lunare e aiuterà la Nasa a raggiungere i suoi obiettivi sulla Luna e intorno alla Luna in preparazione per il futuro astronauta missioni su Marte, ha spiegato l’agenzia.

E per questa nuova gara Blue Origin si è alleato con Lockheed Martin, Draper, Boeing, Astrobotic e Honeybee Robotics. Lo scorso dicembre Blue Origin aveva rivelato la corsa del suo team in una breve dichiarazione pubblicata sul suo sito web, affermando che “in collaborazione con la Nasa, questo team raggiungerà una presenza sostenuta sulla Luna”.

PER LA MISSIONE ARTEMIS V

La Nasa ha lanciato con successo la sua prima missione Artemis senza equipaggio – Artemis I – attorno alla Luna l’anno scorso, aprendo la strada alla prima missione Artemis con equipaggio dell’agenzia, anch’essa intorno alla Luna, il prossimo anno.

Per la missione Artemis V, (prevista ancora nel 2029) il razzo SLS (Space Launch System) della Nasa lancerà quattro astronauti in orbita lunare a bordo della sonda Orion. Una volta che Orion attraccherà al Gateway, due astronauti si trasferiranno al sistema di atterraggio umano di Blue Origin per un viaggio di circa una settimana nella regione del Polo Sud della Luna, dove condurranno attività scientifiche ed esplorative.

UN ANNUNCIO ATTESO E SPERATO PER BEZOS

“L’annuncio di venerdì a Washington è un risultato tanto atteso per Blue Origin, che aveva gareggiato senza successo per contratti precedenti. La compagnia spaziale ha superato un’offerta rivale dell’appaltatore della difesa Dynetics, a capo di una partnership con Northrop Grumman. Quelle società hanno perso contro SpaceX per il contratto del 2021, parte di un programma iniziale di approvvigionamento di lander lunari” ha commentato Reuters.

Questo nuovo contratto è una spinta per Bezos, che dalla fondazione di Blue Origin nel 2000 ha investito miliardi nella società per competere per contratti spaziali commerciali e governativi di alto profilo con SpaceX, una forza dominante nei lanci di satelliti e nei voli spaziali umani.

 

di Chiara Rossi da StartMag.it

30 Maggio 2023/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2023/05/blue-origin-1.jpeg 554 985 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2023-05-30 16:14:372023-06-27 15:33:04Blue Origin di Jeff Bezos vince il contratto NASA per il secondo lander lunare
Rassegna Stampa

La NASA presenta le nuove tute per gli astronauti che cammineranno sulla Luna

Più flessibili le nuove tute per la Luna

Preparate dall’azienda Axiom per la missione Artemis III

di Elisa Buson da ANSA.it

 

Per il momento è nera, con strisce arancioni e blu, ma nella sua versione definitiva sarà bianca, la nuova tuta per gli astronauti che nel 2025 torneranno a mettere piede sulla Luna con la missione Artemis 3.

Il prototipo, presentato dalla compagnia Axiom in collaborazione con la Nasa, mostra una tuta più funzionale di quelle usate per le missioni Apollo: avrà luci sull’elmetto per esplorare, uno zaino sulle spalle con il sistema di sopravvivenza, stivali ben isolati per proteggere dal suolo gelido e giunture flessibili per braccia e gambe per garantire una maggiore mobilità

La nuova tuta si chiama AxEMU (Axiom Extravehicular Mobility Unit) ed è stata progettata “per fornire maggiore flessibilità, maggiore protezione dall’ambiente ostile e strumenti specializzati, in modo da soddisfare le esigenze di esplorazione ed espandere le opportunità scientifiche”, spiega Axiom, che per questo progetto specifico ha siglato un contratto da 228 milioni di dollari con la Nasa. “Utilizzando tecnologie innovative e un design flessibile, queste tute spaziali consentiranno una maggiore esplorazione della Luna”.

Le dimensioni possono essere adattate alle esigenze di indosso di una più vasta gamma di astronauti. Innovative articolazioni morbide e dure forniranno una maggiore libertà di movimento per camminare più facilmente sulla Luna, eseguire compiti geologici e scientifici in modo più preciso e traslare più facilmente sulle stazioni spaziali, il tutto massimizzando il comfort.

“Le tute sono la prima parte del programma per la Luna che sta diventando realtà”, afferma Lara Kearney, a capo del programma per le attività extraveicolari e la mobilità umana in superficie della Nasa presso il Johnson Space Center. “Stavolta atterreremo al polo Sud – aggiunge Bob Cabana, amministratore associato della Nasa – è sarà una sfida imparare come operare e sfruttare le risorse lunari nel lungo periodo”.

Prosegue così la collaborazione con i privati che fin dall’inizio ha caratterizzato il programma Artemis. Con le aziende sono stati infatti messi a punto il più grande razzo mai costruito, lo Space Launch System che ha portato in orbita la capsula Orion nella missione Artemis I, la stessa capsula Orion e i sistemi di Terra che la controllano, e la collaborazione fra agenzie spaziali e privati è anche alla base del progetto per la costruzione della futura stazione spaziale Gateway destinata all’orbita lunare, i sistemi di atterraggio e i moduli pressurizzati per la futura base lunare.

 

9 Maggio 2023/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2023/05/tute-axiom-Nasa-e1679077090349-867x487-1.jpeg 487 867 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2023-05-09 19:16:132023-06-27 15:33:21La NASA presenta le nuove tute per gli astronauti che cammineranno sulla Luna
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