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Tag Archivio per: spaceX

Rassegna Stampa

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita

SpaceX ha scelto Starmind come nome della sua nuova megacostellazione satellitare dedicata all’intelligenza artificiale.
Non si tratta di un sistema per connettività Internet come Starlink, ma di una rete di satelliti concepiti come veri e propri data center orbitali,
pensati per eseguire calcoli AI e servizi di edge computing direttamente nello spazio.

Dal progetto “Orbital Data Center” al nome Starmind

Il nome Starmind è stato confermato da Elon Musk a fine giugno, dopo che SpaceX e xAI avevano depositato la domanda di marchio per il progetto.
L’iniziativa era stata inizialmente descritta alla FCC come sistema
“Orbital Data Center”, una costellazione di satelliti destinata a fornire capacità di calcolo AI in orbita terrestre bassa, sfruttando energia solare quasi costante.

Analisi come quelle di

Starmind, la costellazione SpaceX per data center AI in orbita

evidenziano come il progetto preveda fino a un milione di satelliti non geostazionari,
distribuiti tra circa 500 e 2.000 km di quota, con orbite inclinate e orbite eliosincrone organizzate in gusci orbitali.
I satelliti sarebbero collegati tra loro da link laser ad alta velocità per scambiarsi dati e operare come una rete di calcolo distribuita nello spazio.

Un milione di satelliti AI per superare i limiti dei data center terrestri

Diversi approfondimenti internazionali, come

la costellazione AI Orbital Data Center

e l’analisi su

Starmind e il cloud orbitale
,
sottolineano come la visione di Musk sia quella di spostare parte della potenza di calcolo AI fuori dalla Terra.
L’idea è superare i limiti energetici e infrastrutturali dei data center terrestri,
usando satelliti alimentati da energia solare continua, con costi operativi e di raffreddamento molto inferiori.

Secondo queste fonti, Starmind potrebbe arrivare a contare circa un milione di satelliti AI, cento volte l’attuale costellazione Starlink.
I primi prototipi AI1 sarebbero previsti per il lancio dal 2027, con produzione in serie in una nuova mega-fabbrica di satelliti.
Starship, a sua volta, diventerebbe il vettore capace di portare in orbita decine di satelliti AI per lancio, trasformando ogni missione in un “carico” di rack di server orbitali.

Starmind vs Starlink: connettività e calcolo

La differenza fondamentale tra Starmind e Starlink è la funzione.
Starlink nasce per fornire connettività Internet globale, agendo come una “pipeline” di dati tra Terra e satelliti.
Starmind, invece, mira a elaborare i dati direttamente in orbita:
i satelliti diventano essi stessi data center, eseguendo modelli di AI, inferenza e servizi di calcolo, e inviando a Terra solo i risultati.

Questa architettura potrebbe permettere di ridurre la quantità di dati che devono attraversare le reti terrestri, diminuire latenza per alcune applicazioni e
creare un livello di calcolo globale distribuito nello spazio.
Per Kelvin273, il progetto Starmind si inserisce nel quadro più ampio della crescita del

mercato dei satelliti in orbita bassa
,
che secondo alcune analisi è destinato a raggiungere oltre 20 miliardi di euro entro il 2030.

LEO, frequenze e partita regolatoria

Un progetto che punta a un milione di satelliti in orbita bassa LEO solleva anche questioni regolatorie e di gestione dello spettro radio.
Le discussioni tra SpaceX, Globalstar e FCC sulle bande di frequenza,
raccontate nell’approfondimento Kelvin273

Globalstar e SpaceX: nuovo accordo e la sfida sulle frequenze con la FCC
,
mostrano quanto sia delicato oggi il tema dell’assegnazione dello spettro per costellazioni LEO sempre più dense.

Starmind si colloca dunque in un ecosistema in cui la Space Economy non è più solo tele-comunicazioni e osservazione della Terra, ma anche calcolo distribuito,
gestione di enormi volumi di dati e concorrenza tra grandi attori globali per risorse orbitali e radio.
Per l’Europa e per l’Italia, che stanno costruendo propri poli satellitari e servizi in orbita, capire l’impatto di una costellazione AI come Starmind è cruciale per pianificare regolazione, infrastrutture e alleanze industriali.

28 Agosto 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/images-3.jpg 414 738 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-08-28 17:06:372026-07-04 17:10:15Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
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Terafab: Musk unisce Tesla, SpaceX e xAI per chip AI nello spazio

Il 21 marzo 2026 Elon Musk ha presentato Terafab, la più ambiziosa fabbrica di chip mai annunciata da un singolo imprenditore. L’impianto da 25 miliardi di dollari sorgerà nel North Campus di Giga Texas, ad Austin. È una joint venture tra Tesla, SpaceX e xAI — l’azienda di intelligenza artificiale che SpaceX ha recentemente acquisito in uno scambio azionario. L’obiettivo è produrre un terawatt di potenza di calcolo ogni anno, equivalente a mille miliardi di watt.electrek+3

Verticalizzazione totale della produzione

Terafab è progettata per consolidare ogni fase produttiva sotto un solo tetto. Design dei chip, litografia, fabbricazione, produzione di memorie, packaging avanzato e testing avverranno nello stesso stabilimento. A pieno regime, la struttura raggiungerà 1 milione di avvii di wafer al mese. Questo la porterebbe a circa il 70% dell’output globale dell’attuale più grande fonderia al mondo, TSMC. Musk ha definito l’operazione “il più epico esercizio di costruzione di chip nella storia”. Nessun altro player tecnologico ha mai integrato design, fab e destinazione orbitale in un’unica struttura. Il nodo produttivo sarà a 2 nanometri, tra i più avanzati disponibili. Per comprendere la strategia di Starlink correlata, leggi l’articolo sull’Italia e Starlink su Kelvin273.

Approfondimenti tecnici su Electrek.

 

Due linee produttive: Terra e Spazio

Terafab sarà divisa in due linee di produzione con scopi radicalmente diversi. La prima linea produrrà chip di inferenza AI5 per veicoli Tesla e il robot umanoide Optimus. La seconda sarà dedicata al chip D3, progettato specificamente per operare nello spazio e resistente alle radiazioni. I chip D3 funzioneranno a temperature più elevate di quelli terrestri, riducendo la massa dei radiatori necessari sui satelliti. Il dato strategico più significativo: l’80% della capacità di calcolo totale andrà a sistemi AI in orbita, solo il 20% resterà sulla Terra. SpaceX ha già chiesto alla FCC l’autorizzazione per lanciare un milione di satelliti per realizzare un data center orbitale. Questi data center saranno alimentati da energia solare generata nello spazio. Per confronti con le infrastrutture spaziali commerciali, consulta l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire su Kelvin273.

 

Analisi approfondite su Automoto.it.

 

Il progetto più ambizioso di Musk

Terafab è il punto di convergenza di ogni grande iniziativa di Musk degli ultimi due anni. L’acquisizione di xAI da parte di SpaceX, il programma solare da 100 GW, il robot Optimus e lo sviluppo di Starship trovano qui la loro sintesi hardware. I chip prodotti ad Austin viaggeranno sullo Starship, saranno alimentati dal solare Tesla e gestiti dall’AI di xAI. La produzione coprirà tutta la catena verticale senza dipendenze da fornitori esterni. L’investimento iniziale è stimato tra 20 e 25 miliardi di dollari. Il progetto è strettamente correlato alla visione di Musk di rendere la vita multiplanetaria, con la Luna come prima destinazione.

Per approfondimenti sulla strategia di SpaceX consulta Teslarati.

9 Aprile 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/PoCxHQ8gKEscb2NWQov7wZ-1200-80.png 675 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-04-09 10:26:292026-03-27 19:37:10Terafab: Musk unisce Tesla, SpaceX e xAI per chip AI nello spazio
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SpaceX verso IPO record da 1,5 trilioni: Wall Street e Marte

SpaceX si prepara alla più grande IPO della storia con una valutazione di 1,5 trilioni di dollari. Elon Musk ha confermato i piani per una possibile offerta pubblica nel 2026. L’operazione supererebbe la quotazione di Saudi Aramco del 2019 che raccolse 29 miliardi di dollari. Il direttore finanziario Bret Johnsen ha comunicato agli azionisti che l’azienda potrebbe raccogliere oltre 30 miliardi.​

Valutazione e vendita interna

SpaceX sta procedendo con una vendita di azioni interne che valuta l’azienda a circa 800 miliardi di dollari. L’operazione prevede l’acquisto di 2,56 miliardi di dollari di azioni dagli azionisti al prezzo di 421 dollari per azione. Questo rappresenta quasi il doppio dei 212 dollari per azione stabiliti a luglio con valutazione di 400 miliardi. La crescita riflette l’espansione nelle attività di lancio spaziale e servizi satellitari. Google (Alphabet) è importante investitore dal 2015 con circa il 10% del capitale. Altri investitori chiave includono Founders Fund di Peter Thiel, 137 Ventures e Valor Equity Partners. Elon Musk mantiene la quota individuale più rilevante con il 44% detenuto nel 2022. Per comprendere l’evoluzione del settore spaziale commerciale, leggi l’articolo sui pannelli ROSA di Redwire per Axiom Station. Maggiori dettagli finanziari su Bloomberg.​

Obiettivi dell’IPO

Johnsen ha collegato l’IPO al finanziamento di programmi industriali ambiziosi. I fondi permetteranno di portare Starship a una “velocità di volo folle”. SpaceX installerà data center basati sull’intelligenza artificiale nello spazio. Il progetto include la costruzione della Base Lunare Alpha. L’azienda invierà missioni con e senza equipaggio su Marte. L’obiettivo finale è rendere la vita multiplanetaria nel corso di questa generazione. Le proiezioni indicano ricavi di 15 miliardi nel 2025 crescenti a 22-24 miliardi nel 2026. La maggior parte dei ricavi proviene dal servizio Starlink in rapida espansione.​

Ruolo strategico di SpaceX

Fondata da Musk nel 2002, SpaceX è diventata leader grazie ai razzi riutilizzabili Falcon 9. La società collabora con Pentagono, NASA e agenzie governative. Questo rafforza il ruolo strategico per la sicurezza nazionale americana. Starship è il razzo più potente al mondo per viaggi verso Luna e Marte. Artemis 2 della NASA porterà quattro astronauti in orbita lunare nel 2026. Artemis 3 prevede il primo allunaggio con equipaggio tramite Starship modificato nel 2027. Gli analisti prevedono possibili slittamenti delle date programmate. Per approfondire le missioni spaziali con equipaggio, consulta l’articolo sugli effetti della microgravità sugli astronauti ISS. Ulteriori informazioni tecniche su NASA Starship.​

Rischi per gli investitori

Gli investitori dovranno accettare l’impegno massiccio di SpaceX in ricerca e sviluppo. Caleb Henry di Quilty Analytics avverte sui miliardi investiti in iniziative rischiose. Starlink e Falcon 9 hanno dato frutti dopo lunghi periodi di sperimentazione. La tempistica dell’IPO e la valutazione restano incerte. L’azienda potrebbe decidere di non procedere con la quotazione. Alcuni analisti dubitano dell’elevata valutazione che presuppone crescita esponenziale. L’incertezza riguarda dimensioni del mercato satellite-cell e fattibilità dei data center spaziali. Per analisi di mercato dettagliate visita Reuters Business.

17 Febbraio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/starbase-spacex-boca-chica-texas-10-scaled.jpg.webp 1707 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-02-17 16:26:032025-12-19 17:16:11SpaceX verso IPO record da 1,5 trilioni: Wall Street e Marte
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LandSpace fallisce test razzo Zhuque-3: SpaceX resta leader

Il razzo cinese Zhuque-3 di LandSpace si è schiantato il 3 dicembre 2025 dopo il lancio dal sito Dongfeng nella Cina nord-occidentale. Una combustione anomala ha impedito l’atterraggio morbido sulla piattaforma di recupero. Nonostante il secondo stadio abbia raggiunto l’orbita pianificata, il booster non ha completato la manovra controllata. Questo primo tentativo segna comunque un traguardo per l’industria spaziale commerciale cinese.​​

Caratteristiche tecniche dello Zhuque-3

Il razzo alto 76,6 metri utilizza metano e ossigeno liquido come propellenti. La struttura in acciaio inossidabile può trasportare fino a 21,3 tonnellate in orbita bassa terrestre. Nove motori Tianque-12A generano oltre 750 tonnellate di spinta al decollo. Il primo stadio è progettato per essere riutilizzato almeno 20 volte. LandSpace può trasportare fino a 18 satelliti per lancio secondo i media statali. La capacità di carico si riduce a 16 tonnellate in modalità riutilizzabile. Per confronti con altre tecnologie spaziali riutilizzabili, consulta l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire. Maggiori dettagli tecnici sul sito ufficiale LandSpace.​

Il divario con SpaceX

SpaceX ha aperto la strada alla riutilizzabilità commerciale un decennio fa con il Falcon 9. Dal 2017 l’azienda di Elon Musk ha conquistato un quasi monopolio nei lanci di razzi pesanti. Il core stage riutilizzabile ha permesso il rapido dispiegamento dei satelliti Starlink dal 2019. Solo SpaceX e Blue Origin di Jeff Bezos possiedono booster riutilizzabili operativi. Le manovre complesse richiedono sincronizzazione dei motori con precisione di millesimi di secondo. Il software di bordo deve correggere costantemente la traiettoria del razzo. Piccoli errori nell’angolazione o fasatura possono causare perdita di controllo o distruzione durante la discesa. Per approfondire le dinamiche dello sviluppo spaziale commerciale, leggi l’articolo sugli effetti della microgravità sugli astronauti ISS. Analisi dettagliate su Space News.​

Test preparatori riusciti

LandSpace aveva completato test di decollo e atterraggio verticale (VTVL) a gennaio 2024. Il veicolo di prova VTVL-1 aveva volato per 60 secondi raggiungendo 350 metri di quota. L’accuratezza di atterraggio era stata di 2,4 metri con velocità di touchdown di 0,75 m/s. A settembre 2024 un secondo test aveva superato i 10 chilometri di altezza. L’ottobre 2025 aveva visto il successo dello static fire test con tutti e nove i motori. Questi risultati preliminari avevano generato aspettative elevate per il lancio orbitale. Elon Musk aveva addirittura elogiato il design del razzo cinese su X. Ulteriori dettagli su Astrospace.​

Prospettive future

LandSpace utilizzerà i dati raccolti per ottimizzare il recupero del razzo. L’azienda punta a progressi dalla dimostrazione tecnologica al riutilizzo routinario. Il volo inaugurale posiziona LandSpace davanti ai rivali nazionali come iSpace e Galactic Energy. Il successo futuro potrebbe accelerare la crescita cinese nello spazio riducendo i costi di lancio. Pechino punta a sviluppare grandi costellazioni satellitari per competere con Starlink. Per approfondimenti sulle dinamiche commerciali spaziali visita Supercluster.

10 Febbraio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/G7Oe9GyWcAAqxic-750x375-1.jpeg 375 750 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-02-10 16:22:042025-12-19 17:16:49LandSpace fallisce test razzo Zhuque-3: SpaceX resta leader
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Otto navette alla ISS: record storico nella Stazione Spaziale

Il 3 dicembre 2025 segna un momento storico per la ISS: per la prima volta tutti gli otto porti di attracco sono completamente occupati. La Stazione Spaziale Internazionale ospita contemporaneamente due navette Dragon di SpaceX, due Soyuz russe, due cargo Progress, una Cygnus e l’HTV-X1 giapponese. Questo traguardo rappresenta la massima capacità operativa raggiunta dall’avamposto orbitale nei suoi 25 anni di storia.​

Il riposizionamento della Cygnus

Il record è stato possibile grazie al riposizionamento strategico della navetta Cygnus XL. Il braccio robotico Canadarm2, controllato dal Mission Control Center di Houston, ha spostato la capsula alla porta rivolta verso Terra del modulo Unity. Questa manovra ha consentito l’arrivo della Soyuz MS-28 con equipaggio il 27 novembre. La coordinazione tra NASA, Northrop Grumman e Roscosmos è stata essenziale per garantire adeguata clearance al veicolo russo in arrivo. La navetta Cygnus XL aveva consegnato diverse tonnellate di rifornimenti scientifici il 18 settembre precedente. Per comprendere l’importanza delle infrastrutture spaziali commerciali, leggi l’articolo sui pannelli solari ROSA per Axiom Station. Approfondimenti sono disponibili sul sito ufficiale NASA.​

Le otto navette in orbita

Le due capsule Dragon di SpaceX includono la Crew-11 con equipaggio e la CRS-33 cargo. Sono attraccate a due delle porte del modulo Harmony. Le navette russe comprendono due Soyuz (MS-27 e MS-28) e due Progress (92 e 93) per il rifornimento cargo. Il nuovo cargo giapponese HTV-X1, al suo volo inaugurale, è ormeggiato al porto nadir di Harmony Node 2. La capsula Cygnus XL completa l’elenco al porto inferiore di Unity. Ciascuna navetta svolge funzioni specifiche: trasporto equipaggio, rifornimento merci, esperimenti scientifici. La ISS ospita attualmente dieci astronauti per la Spedizione 73. Per conoscere gli effetti della permanenza prolungata nello spazio, consulta l’articolo sugli astronauti Williams e Wilmore. Ulteriori dettagli tecnici su Space.com.​

Prossimi movimenti orbitali

La Soyuz MS-27 è programmata per sganciarsi l’8 dicembre con l’astronauta NASA Jonny Kim e i cosmonauti russi Sergey Ryzhikov e Alexey Zubritsky. Il rientro avverrà con atterraggio paracadutato in Kazakistan. Questo libererà uno dei porti di attracco del modulo Prichal. Il turnover costante di equipaggio e rifornimenti garantisce la continuità operativa della ISS. Le capsule Dragon possono rimanere attraccate fino a sei mesi. La gestione dei flussi di arrivo e partenza richiede coordinazione internazionale continua. Per analisi sulla cooperazione internazionale nello spazio, visita il portale ESA.​

Capacità massima dell’avamposto

Il raggiungimento della capacità massima dimostra la maturità operativa della ISS. L’avamposto orbitale ha raggiunto dimensioni e complessità mai viste prima. Harmony dispone di sei porti totali, tre dei quali collegano permanentemente i moduli Destiny, Columbus e Kibo. I porti rimanenti accolgono veicoli in visita con funzioni diverse. Questa configurazione massimizza le capacità logistiche e scientifiche della stazione. Con soli cinque anni di operatività rimanente prima del pensionamento programmato, la ISS continua a stabilire primati.21

19 Gennaio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/461201-1140x570-1.jpg 570 1140 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-01-19 16:04:472025-12-19 17:18:56Otto navette alla ISS: record storico nella Stazione Spaziale
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Musk-Trump: la minaccia (ritirata) di dismettere la navetta Dragon scuote la NASA

lla luce della dichiarazione del presidente sulla cancellazione dei miei contratti governativi, SpaceX inizierà immediatamente a dismettere la sua navetta spaziale Dragon“, ha scritto Elon MUsk sui social in risposta alle dichiarazioni del presidente Trump .

Poco prima il presidente aveva scritto su Truth che “il modo più semplice per risparmiare sul nostro bilancio, miliardi e miliardi di dollari, è porre fine ai sussidi e ai contratti governativi di Elon Musk”.

Col suo annuncio, Musk minaccia di staccare la spina ai programmi spaziali della Nasa. La navetta Dragon dell’azienda SpaceX di Musk è attualmente l’unico veicolo americano in grado di garantire il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale, sia di rifornimenti, con la versione cargo, sia di astronauti, con la Crew Dragon. Della navetta di SpaceX sono allo studio anche le versioni Red Dragon per l’esplorazione di Marte e la Dragon XL per la logistica della futura spaziale Gateway per l’orbita lunare prevista dal programma Artemis della Nasa.

La cancellazione dell’accordo con SpaceX, per gli Stati Uniti significherebbe perciò perdere la capacità di lanciare astronauti e rifornimenti dal territorio americano. Questo accadrebbe in uno dei periodi più intensi dell’attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, la cui vita operativa dovrebbe concludersi nel 2030.

L’unico veicolo alternativo alla Dragon di SpaceX sarebbe la navetta Starliner della Boeing, che però dovrà ancora affrontare una fase di test per la certificazione dopo i problemi che si sono verificati durante il volo di qualifica e che avevano costretto gli astronauti Butch Wilmore e Sunita Williams a restare sulla Iss per nove mesi, in attesa di un volo di rientro alternativo alla navetta della Boeing. La nuova fase di test potrebbe richiedere alcuni mesi, durante i quali gli Stati Uniti non avrebbero a disposizione nessun veicolo per portare astronauti e materiali sulla Iss.

L’eventuale cancellazione degli accordi con SpaceX avrebbe inoltre ripercussioni sull’esplorazione di Luna e Marte, dopo che gli alti costi dello Space Launch System, il grande lanciatore progettato per il programma Artemis della Luna, stavano facendo guardare con interesse alla Starship di Musk, ancora in fase di test.
La chiusura dei contratti con SpaceX si aggiungerebbe alla seria crisi che la Nasa si prepara ad affrontare, dopo la proposta dell’amministrazione Trump di tagliare per il 2026 il 25% il budget complessivo dell’agenzia spaziale americana e il 50% dei fondi per il programma scientifico.
Attualmente una navetta crew Dragon è agganciata alla Stazione spaziale perché dovrà riportare a Terra gli astronauti della missione Crew 10 e il volo della prossima navetta Crew Dragon è previsto il 10 giugno per la missione Ax-4 dell’azienda Axiom Space. La cessazione della collaborazione fra l’azienda di Musk e la Nasa potrebbe avere ripercussioni anche sui voli delle aziende che, come Axiom Space, hanno accordi con SpaceX

Fonte Ansa

5 Agosto 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/190302144345-06-crew-dragon-spacex.jpg 1391 2472 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-08-05 11:38:272025-06-21 11:52:10Musk-Trump: la minaccia (ritirata) di dismettere la navetta Dragon scuote la NASA
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Perché l’Italia dovrebbe affidarsi a Starlink secondo il prof. Bizzarri

Perché l’Italia deve affidarsi a Starlink. Parla il prof Bizzarri (Comint e presidenza del Consiglio)

Starlink? “È interesse dell’Italia, come paese, quello di dotarsi di questo sistema”. Conversazione di Startmag con il professor Mariano Bizzarri, consigliere scientifico della Presidenza del Consiglio per le attività spaziali, direttore del Laboratorio di Biomedicina Spaziale presso l’Università la Sapienza e coordinatore del Tavolo Tecnico-Scientifico del Cominto

“Al momento l’offerta di Starlink è quella più vantaggiosa”.

Ne è convinto il professor Mariano Bizzarri, direttore del Laboratorio di Biomedicina Spaziale presso l’Università la Sapienza e coordinatore del Tavolo Tecnico-Scientifico del Comint (comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale).

Il dibattito sull’eventuale accordo tra il governo italiano e SpaceX per la fornitura di servizi Internet satellitari dalla costellazione Starlink sta scaldando la politica, addirittura travalica i confini nazionali e agita anche l’Ue. E i rapporti sul potenziale ruolo per Starlink in Italia arrivano settimane dopo che la Commissione Europea ha annunciato i fondi per la tanto attesa costellazione Iris2, progettata per offrire comunicazioni sicure per i governi e le agenzie europee. Allo stesso tempo l’Asi è a lavoro per conto del Comint su uno studio di fattibilità per un progetto nazionale per una costellazione satellitare nazionale in orbita terrestre bassa.

“La verità è che il sistema oggi di Starlink non ha competitor attendibili. Punto”. Ma piuttosto che arrivare tardi, non sarebbe piuttosto meglio investire in settori scoperti? Ipotizzare soluzioni tecnologiche, per esempio, per problemi su cui l’Unione Europea è al momento scoperta? “Altrimenti saremmo sempre costretti a rincorrere le scelte degli altri paesi. E questa non mi pare una grande soluzione, sinceramente”, sostiene il professor Bizzarri, consigliere scientifico della Presidenza del Consiglio per le attività spaziali. “Il sistema Starlink oggi presenta una serie di elementi unici con il basso costo”.

Ecco la conversazione con il professor Bizzarri.

Il direttore della Connettività e delle comunicazioni sicure dell’Agenzia spaziale europea, Laurent Jaffart, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che “Starlink non è l’unica costellazione. Ce ne sono altre già operative o che stanno per entrare in funzione per i paesi europei. La peculiarità di Starlink è di operare in un’orbita bassa. I satelliti attuali invece sono geostazionari e lavorano più in alto. Hanno un problema di latenza, cioè di leggero ritardo tra invio e ricezione dei segnali, ma hanno capacità sufficiente per i Paesi europei”. È vero?

Assolutamente no. Tra le altre cose queste sue affermazioni non sono esatte, ma sono scorrette nella forma perché non spetta a questo signore entrare nel merito di scelte che non gli competono. Mi spiego meglio. La questione è questa. C’è un sistema operativo cinese, il GuoWang. E rispetto a questa crescita impetuosa delle tecnologie cinesi che stanno sopravanzando – non è il mio parere, lo si legge in un articolo certificato da Nature – dove si vede che se i cinesi corrono a cento all’ora, noi stiamo ancora fermi a un chilometro all’ora. Questo è il punto di riferimento. Rispetto a questa situazione, negli ultimi dieci anni, l’avvento di Musk ha portato un cambiamento radicale – per fortuna – dell’Occidente. Da un lato ha permesso di superare i limiti della Nasa che era rimasta bloccata per dieci anni non riuscendo a dare una soluzione al fallimento del progetto Space Shuttle. In quegli anni abbiamo chiesto passaggi ai russi che ci hanno condotto sulla stazione spaziale grazie alla Soyuz, meno male. Ma al di là di questo, al di là quindi del Falcon e di SpaceX, ha messo in piedi una costellazione satellitare a bassa quota, in orbita bassa, che è Starlink.

Quali sono i vantaggi di Starlink?

Innanzitutto il modulo di integrazione verticale, snello, privo di burocrazia, ha permesso a Musk di mettere nello spazio, nel giro di pochi anni, ad un prezzo competitivo, 10-20 volte inferiore il costo e quello rispetto agli standard fino allora presenti, un insieme di satelliti che – grazie a questa configurazione –  permettono di ridurre i tempi di latenza, e quindi rendere più efficiente, più veloce la connettività e al tempo stesso di ridurre i costi.

E l’Europa cosa ha fatto?

Rispetto a questa situazione l’Europa si è mossa tardi e ha messo in campo un progetto, diciamo, fotocopia. Fotocopia solo per modo di dire, stiamo parlando di Iris2. Quest’ultimo è un progetto costituito dall’Unione Europea, non dall’Esa, attenzione è importante, che è guidato dai francesi e dai tedeschi, dove l’Italia mette soldi ma non sta nella governance. questo aspetto va sottolineato.

Quindi l’Italia che ruolo ha?

Noi non abbiamo che un’influenza minima, su un progetto che tuttavia richiede il nostro finanziamento e, attenzione, è un progetto che metterà il primo satellite in orbita fra cinque anni. Ora, i tempi nello spazio sono dei tempi molto veloci. Fra cinque anni noi avremo che Starlink avrà già 14.000 satelliti, altrettanti ne avranno i cinesi. E sa qual è il problema? È che forse, scusi la metafora, non ci sarà più spazio nello spazio per mettere i satelliti. Quindi noi siamo in gravissimo ritardo e con un modo inefficiente. E queste cose, quel signore si è ben guardato dal dirle, il che è una cosa molto grave.

L’Italia dunque a cosa deve puntare?

È interesse dell’Italia, come paese, quello di dotarsi di questo sistema che ha due valenze: la prima è quella che riguarda la componente difesa. Perché gli attuali sistemi, che sono per intenderci Sicral e Athena Phidus, sono inefficienti e, il secondo, passa per il vaglio dei francesi. Quindi noi non siamo padroni in casa nostra. Questo è il problema.

Sicral non è più sufficiente?

Sicral è ormai un programma datato, vecchio e noi quindi dobbiamo, rispetto a questi mutamenti impetuosi, a tutti i costi correre ai ripari. E al momento l’offerta di Starlink è quella più vantaggiosa.

Ecco su quest’ultimo aspetto torniamo tra poco. Restiamo sul dibattito in Europa. L’eurodeputato francese Christophe Grudler, Relatore e negoziatore per il Parlamento europeo su Iris2, ha dichiarato che il programma “GovSatCom verrà lanciato entro la fine dell’anno. Firmare un contratto con Starlink ora è un errore strategico, poiché presto avremo i nostri servizi basati su fornitori europei”. È così?

Il problema qui è mettersi d’accordo sui tempi. Questa è un’opinione, come dire, è un Wishful thinking. Perché non abbiamo nessuna, in realtà, nessuna garanzia che questi tempi vengano rispettati. Queste sono previsioni. Fino adesso la verità è che quest’insieme di approcci è stato sempre smentito alla prova dei fatti. Noi siamo in ritardo mostruoso su queste scadenze. Adesso, improvvisamente, che succede? Verrebbero accelerate in virtù di quale miracolo? I fatti sono questi.

Il referente di Elon Musk in Italia Andrea Stroppa ha assicurato: “I dati rimarrebbero sotto il pieno controllo delle istituzioni italiane, che sarebbero in grado di utilizzare la tecnologia statunitense ma allo stesso tempo proteggere l’interesse nazionale”. L’ad di Leonardo, Roberto Cingolani, ha ribadito che “acquistiamo un servizio, ma la sicurezza dei dati è sotto il nostro controllo”. In che modo si può garantire ciò?

Guardi, qui c’è un problema. Vediamo di distinguere intanto il tipo di dati. Stiamo parlando di dati militari che vengono criptati e sono inaccessibili, così come avviene oggi per Sicral o per Athena Phidus, quindi con lo stesso sistema di criptaggio noi possiamo usare “l’autobus” di Starlink senza dover mettere a disposizione i dati. Per quanto riguarda le telecomunicazioni private, cioè l’uso civile, il discorso è ancora più semplice perché non c’è nessun interesse da questo punto di vista, e sarebbe anzi un impegno eccessivo di spesa e di tutela da parte di Starlink, occuparsi di comunicazioni private che restano assolutamente coperte. Quindi con il sistema di criptaggio che abbiamo a disposizione, questi problemi proprio non si pongono. Una tempesta in un bicchier d’acqua, questa questione. Tutte le informazioni che viaggiano oggi, tramite satellite, sono criptate, codificate e rese sicure. Punto.

Si parla di un contratto con SpaceX da 1,5 miliardi di euro. Può essere considerata un’offerta vantaggiosa?

Guardi, al momento sta operando una commissione di lavoro dell’Asi, che su questo può essere più preciso il Presidente dell’Asi che segue da vicino la cosa. Io dei dettagli economici sinceramente non ne ho idea. Consideri che l’Iris2 a pieno regime ci verrà a costare più di 10 miliardi – sulla carta e sappiamo quanto queste previsioni disgraziatamente tendono sempre a lievitare – come spesa di investimento – senza nessun apparente vantaggio in termini di nuova tecnologia, perché non è previsto un upgrading tecnologico rispetto a quello attualmente presente e offerto al mercato. E questo senza contare i costi poi di gestione. Rendo l’idea?

Al momento, come già detto, l’Italia non dispone né di un’alternativa europea, né di un’alternativa nazionale a Starlink. Eppure nel 2018 il governo italiano ha deliberato il progetto Mirror GovSatCom (“specchio” del progetto GovSatCom europeo), finalizzato alla realizzazione del sistema satellitare innovativo per telecomunicazioni istituzionali denominato Ital-GovSatCom, la cui Fase 1 è giunta al termine in attesa di procedere con la fase 2. Sei anni dopo il Comint ha incaricato l’Agenzia Spaziale Italiana di elaborare uno studio di fattibilità per una costellazione satellitare nazionale in orbita bassa. Non si rischia così un dispendio di “energie”, tempi e risorse pubbliche?

La domanda è giusta, soprattutto in relazione al fatto che dobbiamo capire che le carte, a tavolo, a distanza di 6-7 anni dal 2018, sono passati quindi 7 anni e in ambito spaziale è un’eternità. Qual è la valutazione da fare? Punto primo. Se abbiamo già Cina, in parte anche l’India e gli Stati Uniti che stanno correndo su quest’idea della costellazione, noi che arriviamo non ultimi, ma con un ritardo di sette anni, abbiamo possibilità di arrivare al podio? No.

E quindi?

Allora, la valutazione da fare è che di cose da fare nello spazio ce ne sono tante. Non sarebbe piuttosto meglio investire in settori scoperti? Ipotizzare soluzioni tecnologiche, per esempio, per problemi su cui l’Unione Europea è al momento scoperta? Faccio un esempio. C’è il problema di avere un vettore spaziale nostro, italiano. Rendo l’idea? Ecco, su questo dovremmo piuttosto concentrarci. cercare di occupare quegli spazi che al momento sono lasciati liberi dagli altri. Altrimenti saremmo sempre costretti a rincorrere le scelte degli altri paesi. E questa non mi pare una grande soluzione, sinceramente.

In conclusione qual è la migliore via praticabile nel breve-medio termine per le comunicazioni sicure governative e militari?

Allora, ripeto, questo è un ambito dove ci sono sicuramente persone che hanno una maggiore competenza della mia, quindi non vorrei rubare il mestiere ad altri. Ma il concetto è che noi possiamo dare il meglio di noi innovando nei settori dove ce n’è realmente bisogno e non rincorrendo gli altri. Al momento le scelte sono molto semplici.

Essendo incardinati in una scelta atlantica molto chiara, quindi la soluzione migliore è quella di proseguire lungo questa direttiva, lungo questa strada. Il sistema Starlink oggi presenta una serie di elementi unici, come il basso costo. Basso costo vuol dire valore 10-20 volte meno. Bisogna capirlo bene questo concetto. Tempi snelli. È già rodato dato sul campo. Non è che la difesa dell’Italia e dell’Europa è dissociabile da quella della Nato che usa Starlink. Starlink viene già utilizzato dalle compagnie aeree francesi (Air France ndr), guarda caso gli altri si sono già organizzati per stabilire autonomamente accordi con Starlink. Allora c’è qualcosa di strano. Non ho capito, se la Francia usa Starlink per i suoi aerei, per i suoi aerei civili, ma non ho capito perché non possiamo farlo anche noi? Ecco, la verità è che il sistema oggi di Starlink non ha competitor attendibili. Punto. Anche se io sono un bravo pittore, io non riprovo a fare la Gioconda, che ha già fatto un certo Leonardo da Vinci. Proverò a fare qualche altra cosa.

Fonte StarMag

7 Febbraio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/02/starlink-khHI-U16460083176gvT-1440x752@IlSole24Ore-Web.avif 752 1440 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-02-07 10:53:552025-01-18 16:59:35Perché l’Italia dovrebbe affidarsi a Starlink secondo il prof. Bizzarri
Rassegna Stampa

SpaceX lancia con successo la sesta missione di Starship

SpaceX pronta al lancio della sesta missione di Starship: «stress test» per la navicella

 

Dopo il clamoroso successo del quinto volo, dove il booster è stato «preso al volo» dai bracci della torre di lancio, alle 23.00 del 19 novembre (ora italiana), un nuovo test: si mette alla prova la resistenza della navicella, disegnata per portare nello spazio cento passeggeri

Space X, nuovo lancio di Starship: il razzo più potente al mondo pensato per i viaggi per Marte

Torna verso lo spazio il quasi ormai mitico vettore Starship di Space X che questa sera (19 novembre) decollerà alle ore 23.00 (ora italiana) per la sesta volta da Boca Chica nel sud del Texas. Dopo il clamoroso successo del quinto volo quando abbiamo visto il primo stadio del vettore catturato dalle due braccia della torre di lancio tornando così al punto di partenza per essere riutilizzato, la sesta prova è per molti aspetti ancora più difficile. Sarà sempre un volo breve senza entrare in orbita, ma è destinato a verificare soprattutto il secondo stadio, cioè l’astronave vera e propria, la Starship, disegnata per trasportare in futuro cento passeggeri.

Su di essa sono stati introdotti diversi miglioramenti sia in alcune parti della struttura per rinforzarla, sia nella protezione termica delle piastrelle di carbonio/silicio in alcune zone estesa in aree più critiche. La missione, dunque, vedrà il primo stadio tornare di nuovo verso la torre di lancio che sarà imbrigliato come in passato. Le sue ultime fasi della discesa saranno governate dal direttore di volo il quale procederà alla delicata operazione se vedrà che tutto procede bene. Al contrario se noterà qualche anomalia farà precipitare lo stadio alto di 70 metri (come un palazzo di circa 23 piani) in oceano per evitare rischi e danni.

 

Starship invece proseguirà fino ad una quota di poco superiore ai duecento chilometri proiettandosi verso l’Oceano Indiano e sarà qui che compirà una manovra complicata perché ridurrà la sua velocità e controllerà la posizione in modo da simulare un atterraggio morbido, poi si tufferà tra le onde. Ma prima ancora imboccherà il corridoio di discesa con un angolo maggiore rispetto ai voli precedenti per sottoporre volutamente a stress estremi le strutture e raccogliere dati preziosi sulla resistenza dell’intero veicolo. Sarà questo un momento molto critico che potrebbe risolversi in un fuoco d’artificio.

L’altro test che effettuerà prima ancora della discesa sarà la riaccensione di un motore Raptor (che non era riuscita nell’ultimo volo) essenziale in futuro per le manovre orbitali. Starship, quindi, deve collaudare i miglioramenti introdotti sia hardware che software secondo la logica di SpaceX che prevede lo sviluppo dei veicoli in buona parte con il ricorso ai test di volo. E ciò grazie alle disponibilità economiche garantite dal mercato finanziario. L’obiettivo di SpaceX è di arrivare al costo di un volo di Starship a cento milioni di dollari di gran lunga inferiore ai 2,5 miliardi di dollari richiesti oggi dal concorrente vettore SLS della Nasa. Per Elon Musk una sfida non da poco, ma con le sfide (di ogni genere) è di casa, come abbiamo visto. Se tutto andasse per il meglio in questa sesta spedizione, a SpaceX si ipotizza che la settima missione agli inizi del 2025 possa essere completamente in orbita terrestre. La corsa è accelerata perché, in teoria, Starship dovrebbe essere in grado nel 2026 di portare gli astronauti americani sulla superficie della Luna.

di Giovanni Caprara fonte Corriere della Sera

6 Dicembre 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/12/GettyImages-2185632401.jpg 683 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-12-06 20:06:452024-12-06 20:27:09SpaceX lancia con successo la sesta missione di Starship
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Elon Musk: Missioni con equipaggio su Marte entro il 2028

Elon Musk: «Tra due anni andremo su Marte». I primi voli di SpaceX con equipaggio previsti per il 2028

Il Ceo dell’azienda spaziale ha aggiunto che il prossimo obiettivo sarà «costruire città autosufficienti in 20 anni»

Elon Musk: «Tra due anni andremo su Marte». I primi voli con equipaggio previsti per il 2028

«Le prima astronavi destinate a Marte saranno saranno lanciate tra 2 anni, quando si aprirà la prossima finestra di trasferimento Terra-Marte. Saranno senza equipaggio per testare l’affidabilità dell’atterraggio senza problemi su Marte. Se quegli atterraggi andranno bene, i primi voli con equipaggio su Marte avverranno tra 4 anni». Elon Musk ha annunciato con un post e un video su X il programma della sua Space X per arrivare sul pianeta Rosso. Non solo, perché il Ceo dell’azienda spaziale ha aggiunto che «il numero dei voli crescerà  esponenzialmente, con l’obiettivo di costruire una città autosufficiente in circa 20 anni». 

L’uomo diventerà una specie «multiplanetaria»

Secondo il miliardario americano, si dovrà anche fare un cambio di prospettiva, pensare di essere «multiplanetari», perché, ha scritto sempre su X, «non avremo più tutte le nostre uova, letteralmente e metabolicamente, su un solo pianeta». L’annuncio di Musk arriva dopo la prime dichiarazioni di aprile, quando aveva affermato che la prima astronave senza equipaggio sarebbe atterrata su Marte entro cinque anni, mentre le prime persone ci sarebbero sbarcate entro sette. A giugno, un razzo Starship (il più potente del mondo, 120 metri di lunghezza,) ha concluso con successo, al quarto tentativo, un viaggio verso l’orbita per poi ammarare nel golfo del Messico. Saranno proprio questi i razzi che, secondo il piano di Musk, raggiungeranno prima la Luna, partecipando alla missione Artemis della Nasa, entro il 2026. E poi, due anni più tardi, se tutto andrà come previsto accoglieranno i primi fortunati viaggiatori verso Marte.

Fonte Corriere della Sera

23 Settembre 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/09/Starship-1-scaled-1170x550-1.jpeg 550 1170 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-09-23 09:23:282024-09-22 17:32:18Elon Musk: Missioni con equipaggio su Marte entro il 2028
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