Kelvin273
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti

Tag Archivio per: Stazione Spaziale Internazionale

Rassegna Stampa

Gravità e muscoli nello spazio: lo studio ISS che cambia le missioni su Marte

Un nuovo studio pubblicato su Science Advances ha identificato per la prima volta le soglie di gravità necessarie a preservare la salute muscolare nello spazio. La ricerca, condotta sulla Stazione Spaziale Internazionale con 24 topi esposti a diversi livelli di gravità artificiale, rivela un dato critico: servono almeno 0,67 g per evitare deterioramento muscolare. Il problema è che né la Luna (0,17 g) né Marte (0,38 g) raggiungono questa soglia. I risultati ridisegnano le sfide mediche delle future missioni di esplorazione profonda.

Lo studio sulla ISS: metodologia

Il team ha inviato 24 topi maschi sulla ISS e li ha esposti per 27-28 giorni a quattro condizioni diverse. Il primo gruppo era in microgravità completa (μG). Il secondo a 0,33 g, simulando un ambiente tra Luna e Marte. Il terzo a 0,67 g, circa due terzi della gravità terrestre. Il quarto a 1 g, gravità simulata completa. I ricercatori hanno usato la centrifuga JAXA Kibo (CBEF-L) a bordo della ISS. Le velocità di rotazione variavano tra 44 rpm (0,33 g) e 77 rpm (1 g). I risultati sono stati confrontati con un gruppo di controllo a terra. Per comprendere gli effetti della microgravità sugli astronauti, leggi l’articolo di Kelvin273 su Williams e Wilmore.

Dettagli metodologici completi su Phys.org.

Le soglie scoperte

I risultati sono precisi: qualsiasi livello sotto 0,67 g provoca deterioramento muscolare nei topi. A 0,33 g si mitiga parzialmente l’atrofia ma le miofibre subiscono cambiamenti significativi. A 0,67 g invece la massa muscolare, la forza della presa e la composizione delle fibre risultano preservate. I ricercatori hanno identificato 11 metaboliti che variano al variare della gravità, rivelando meccanismi molecolari complessi. Questo dato è cruciale: la soglia per preservare la funzione muscolare è più alta di quella per prevenire la sola perdita di massa. In altre parole, un muscolo può mantenere volume ma perdere forza e qualità delle fibre. Il muscolo soleo, fondamentale per la postura eretta, è tra i più sensibili. Per approfondire la ricerca ASI sulla microgravità, consulta il progetto Science For Bed-Rest.

Analisi complete su Science Advances.

Implicazioni per Luna e Marte

La gravità lunare è solo 0,17 g, quella marziana 0,38 g: entrambe sotto la soglia critica di 0,67 g. Questo significa che ogni missione di lunga durata su questi corpi celesti esporrà gli astronauti a degradazione muscolare progressiva. Per le missioni Artemis previste sulla Luna, il problema è immediato. Per le future missioni su Marte, il quadro è ancora più complesso. Le contromisure attuali — esercizio fisico, farmaci, elettrostimolazione — potrebbero non essere sufficienti. La soluzione potrebbero essere habitat con gravità artificiale generata da rotazione, ma il costo ingegneristico è elevato. I risultati suggeriscono che i futuri veicoli spaziali e le basi extraterrestri dovranno integrare sistemi centrifughi. Per approfondire le missioni lunari di Artemis, consulta la sezione spazio di Kelvin273.

Ulteriori analisi su Evrim Ağacı.

Applicazioni terrestri

La ricerca sulla gravità e i muscoli produce benefici anche per la medicina terrestre. L’atrofia muscolare da microgravità è analoga alla sarcopenia che colpisce gli anziani e i pazienti allettati. I meccanismi molecolari scoperti, inclusi gli 11 metaboliti identificati, aprono nuove strade farmacologiche. Il progetto ASI “Science For Bed-Rest” sta già sfruttando queste analogie per sviluppare terapie. I dati sulle soglie gravitazionali potrebbero anche guidare la progettazione di esercizi fisici ottimali per prevenire l’atrofia nei pazienti immobilizzati. Lo spazio diventa così un laboratorio per migliorare la salute umana sulla Terra.

16 Aprile 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/is-something-like-this-centrifuge-from-the-martian-possible-v0-4vyj9oirhtvb1.jpg 569 1080 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-04-16 10:32:342026-03-27 19:38:19Gravità e muscoli nello spazio: lo studio ISS che cambia le missioni su Marte
Rassegna Stampa

Otto navette alla ISS: record storico nella Stazione Spaziale

Il 3 dicembre 2025 segna un momento storico per la ISS: per la prima volta tutti gli otto porti di attracco sono completamente occupati. La Stazione Spaziale Internazionale ospita contemporaneamente due navette Dragon di SpaceX, due Soyuz russe, due cargo Progress, una Cygnus e l’HTV-X1 giapponese. Questo traguardo rappresenta la massima capacità operativa raggiunta dall’avamposto orbitale nei suoi 25 anni di storia.​

Il riposizionamento della Cygnus

Il record è stato possibile grazie al riposizionamento strategico della navetta Cygnus XL. Il braccio robotico Canadarm2, controllato dal Mission Control Center di Houston, ha spostato la capsula alla porta rivolta verso Terra del modulo Unity. Questa manovra ha consentito l’arrivo della Soyuz MS-28 con equipaggio il 27 novembre. La coordinazione tra NASA, Northrop Grumman e Roscosmos è stata essenziale per garantire adeguata clearance al veicolo russo in arrivo. La navetta Cygnus XL aveva consegnato diverse tonnellate di rifornimenti scientifici il 18 settembre precedente. Per comprendere l’importanza delle infrastrutture spaziali commerciali, leggi l’articolo sui pannelli solari ROSA per Axiom Station. Approfondimenti sono disponibili sul sito ufficiale NASA.​

Le otto navette in orbita

Le due capsule Dragon di SpaceX includono la Crew-11 con equipaggio e la CRS-33 cargo. Sono attraccate a due delle porte del modulo Harmony. Le navette russe comprendono due Soyuz (MS-27 e MS-28) e due Progress (92 e 93) per il rifornimento cargo. Il nuovo cargo giapponese HTV-X1, al suo volo inaugurale, è ormeggiato al porto nadir di Harmony Node 2. La capsula Cygnus XL completa l’elenco al porto inferiore di Unity. Ciascuna navetta svolge funzioni specifiche: trasporto equipaggio, rifornimento merci, esperimenti scientifici. La ISS ospita attualmente dieci astronauti per la Spedizione 73. Per conoscere gli effetti della permanenza prolungata nello spazio, consulta l’articolo sugli astronauti Williams e Wilmore. Ulteriori dettagli tecnici su Space.com.​

Prossimi movimenti orbitali

La Soyuz MS-27 è programmata per sganciarsi l’8 dicembre con l’astronauta NASA Jonny Kim e i cosmonauti russi Sergey Ryzhikov e Alexey Zubritsky. Il rientro avverrà con atterraggio paracadutato in Kazakistan. Questo libererà uno dei porti di attracco del modulo Prichal. Il turnover costante di equipaggio e rifornimenti garantisce la continuità operativa della ISS. Le capsule Dragon possono rimanere attraccate fino a sei mesi. La gestione dei flussi di arrivo e partenza richiede coordinazione internazionale continua. Per analisi sulla cooperazione internazionale nello spazio, visita il portale ESA.​

Capacità massima dell’avamposto

Il raggiungimento della capacità massima dimostra la maturità operativa della ISS. L’avamposto orbitale ha raggiunto dimensioni e complessità mai viste prima. Harmony dispone di sei porti totali, tre dei quali collegano permanentemente i moduli Destiny, Columbus e Kibo. I porti rimanenti accolgono veicoli in visita con funzioni diverse. Questa configurazione massimizza le capacità logistiche e scientifiche della stazione. Con soli cinque anni di operatività rimanente prima del pensionamento programmato, la ISS continua a stabilire primati.21

19 Gennaio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/461201-1140x570-1.jpg 570 1140 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-01-19 16:04:472025-12-19 17:18:56Otto navette alla ISS: record storico nella Stazione Spaziale
Aereospazio, Rassegna Stampa

USA: 10 miliardi per il ritorno sulla Luna con Artemis 4 e 5

Con la firma della legge federale denominata “One Big Beautiful Bill Act”, gli Stati Uniti rilanciano con forza il loro programma spaziale. Il Congresso, su impulso dell’amministrazione Trump, ha infatti approvato uno stanziamento di ben 10 miliardi di dollari destinati alle attività della NASA sulla Luna e, in prospettiva, su Marte e in orbita terrestre.

La fetta principale dei nuovi fondi riguarda il ritorno umano sul nostro satellite, con 4,1 miliardi di dollari riservati alle missioni Artemis 4 e 5. Questi soldi serviranno principalmente allo sviluppo, al trasporto e all’operatività dello Space Launch System (SLS), il massiccio razzo che dovrà riportare astronauti americani oltre l’orbita terrestre. Il disegno di legge obbliga a destinare non meno di 1,025 miliardi ogni anno al SLS tra il 2026 e il 2029, garantendo la sostenibilità delle spedizioni Artemis a medio termine.

La capsula Orion, fondamentale per portare equipaggi nello spazio profondo, riceverà un finanziamento di 20 milioni di dollari. Questa nave sarà utilizzata in particolare per Artemis 4, ma la progettazione punta al riutilizzo per le missioni successive, ottimizzando le risorse investite.

Un altro pilastro della nuova strategia statunitense è la realizzazione del Lunar Gateway, la stazione orbitante attualmente in costruzione grazie alla collaborazione internazionale di partner come l’ESA, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti. A questo avamposto orbitale vengono destinati 2,6 miliardi, con almeno 750 milioni stanziati nei soli anni fiscali 2026-2028. Aziende come Northrop Grumman (per il modulo HALO) e Thales Alenia Space (per I-Hab) hanno ruoli industriali strategici. Maxar Technologies si occuperà invece dell’elemento di propulsione (PPE), e il lancio combinato dei moduli principali su Falcon Heavy SpaceX è previsto per dicembre 2027.

Nella visione della NASA, la presenza duratura in orbita lunare tramite Gateway rappresenta la premessa per missioni ancora più ambiziose verso Marte. In questa direzione, la legge include anche 700 milioni di dollari per sviluppare un nuovo orbiter per le telecomunicazioni marziane, indispensabile sia per la missione Mars Sample Return, sia per future spedizioni robotiche e umane.

Altri 1,25 miliardi sono invece assegnati alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per garantirne l’operatività almeno fino al 2030, anche mediante la realizzazione di un veicolo di deorbitazione, commissionato da NASA a SpaceX con un apposito contratto da 325 milioni firmato nel giugno 2024.

L’approvazione di questo pacchetto di finanziamenti va in controtendenza rispetto alla proposta della Casa Bianca di tagliare del 25% il budget della NASA dal 2026. Il voto bipartisan del Senato ha quindi congelato la linea restrittiva dell’amministrazione, assicurando la continuità dei programmi Artemis, Gateway e ISS.

Queste decisioni tengono in forte considerazione anche il peso della cooperazione internazionale: partner europei e giapponesi alimentano la filiera del Gateway, e l’industria italiana consolida la propria leadership grazie alle attività di Thales Alenia Space. Il rilancio americano, quindi, rafforza lo scenario di un vero ritorno umano e strategico sulla Luna entro la fine del decennio

6 Settembre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-human_landing_system_2024_surface_astronauts_0.jpg 1050 1866 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-09-06 13:43:322025-07-26 15:36:32USA: 10 miliardi per il ritorno sulla Luna con Artemis 4 e 5
Rassegna Stampa

Musk-Trump: la minaccia (ritirata) di dismettere la navetta Dragon scuote la NASA

lla luce della dichiarazione del presidente sulla cancellazione dei miei contratti governativi, SpaceX inizierà immediatamente a dismettere la sua navetta spaziale Dragon“, ha scritto Elon MUsk sui social in risposta alle dichiarazioni del presidente Trump .

Poco prima il presidente aveva scritto su Truth che “il modo più semplice per risparmiare sul nostro bilancio, miliardi e miliardi di dollari, è porre fine ai sussidi e ai contratti governativi di Elon Musk”.

Col suo annuncio, Musk minaccia di staccare la spina ai programmi spaziali della Nasa. La navetta Dragon dell’azienda SpaceX di Musk è attualmente l’unico veicolo americano in grado di garantire il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale, sia di rifornimenti, con la versione cargo, sia di astronauti, con la Crew Dragon. Della navetta di SpaceX sono allo studio anche le versioni Red Dragon per l’esplorazione di Marte e la Dragon XL per la logistica della futura spaziale Gateway per l’orbita lunare prevista dal programma Artemis della Nasa.

La cancellazione dell’accordo con SpaceX, per gli Stati Uniti significherebbe perciò perdere la capacità di lanciare astronauti e rifornimenti dal territorio americano. Questo accadrebbe in uno dei periodi più intensi dell’attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, la cui vita operativa dovrebbe concludersi nel 2030.

L’unico veicolo alternativo alla Dragon di SpaceX sarebbe la navetta Starliner della Boeing, che però dovrà ancora affrontare una fase di test per la certificazione dopo i problemi che si sono verificati durante il volo di qualifica e che avevano costretto gli astronauti Butch Wilmore e Sunita Williams a restare sulla Iss per nove mesi, in attesa di un volo di rientro alternativo alla navetta della Boeing. La nuova fase di test potrebbe richiedere alcuni mesi, durante i quali gli Stati Uniti non avrebbero a disposizione nessun veicolo per portare astronauti e materiali sulla Iss.

L’eventuale cancellazione degli accordi con SpaceX avrebbe inoltre ripercussioni sull’esplorazione di Luna e Marte, dopo che gli alti costi dello Space Launch System, il grande lanciatore progettato per il programma Artemis della Luna, stavano facendo guardare con interesse alla Starship di Musk, ancora in fase di test.
La chiusura dei contratti con SpaceX si aggiungerebbe alla seria crisi che la Nasa si prepara ad affrontare, dopo la proposta dell’amministrazione Trump di tagliare per il 2026 il 25% il budget complessivo dell’agenzia spaziale americana e il 50% dei fondi per il programma scientifico.
Attualmente una navetta crew Dragon è agganciata alla Stazione spaziale perché dovrà riportare a Terra gli astronauti della missione Crew 10 e il volo della prossima navetta Crew Dragon è previsto il 10 giugno per la missione Ax-4 dell’azienda Axiom Space. La cessazione della collaborazione fra l’azienda di Musk e la Nasa potrebbe avere ripercussioni anche sui voli delle aziende che, come Axiom Space, hanno accordi con SpaceX

Fonte Ansa

5 Agosto 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/190302144345-06-crew-dragon-spacex.jpg 1391 2472 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-08-05 11:38:272025-06-21 11:52:10Musk-Trump: la minaccia (ritirata) di dismettere la navetta Dragon scuote la NASA
Rassegna Stampa

Gli effetti della microgravità sul corpo umano: il caso degli astronauti bloccati sulla ISS

Di ritorno dalla Stazione Spaziale Internazionale, dopo 289 giorni di viaggio, è saltato all’occhio il cambio di aspetto di Sunita Williams. Gli effetti collaterali sul corpo umano dopo una lunga permanenza nello spazio. Intanto il NyTimes racconta del «lauto» pagamento riservato a lei e al collega Butch Wilmore in questi mesi

Le differenze si notano soprattutto su di lei. Il sorriso è lo stesso, ma l’immagine di Sunita «Suni» Williams è decisamente cambiata in questi nove mesi. A sinistra la vediamo nel momento della partenza verso la Stazione Spaziale Internazionale, con la navicella Starliner di Boeing, lo scorso 5 giugno. Nove mesi più tardi, eccola (a destra) salutare dalla navella Dragon di SpaceX. I 289 giorni nello spazio sembrano aver provocato un accelerato invecchiamento sull’astronauta 59enne. E gli effetti si notano anche sul suo compagno di missione,  Barry «Butch» Wilmore (62 anni), che ha condiviso con lei la stessa avventura in orbita con «l’imprevisto» di aver dovuto aspettare un passaggio per il ritorno a Terra a causa dell’impossibilità di rientrare con il mezzo di andata per problemi tecnici.

Al netto delle cure estetiche che — evidentemente — sono difficoltose in un contesto come quello di una stazione spaziale (per intenderci, Williams non ha potuto tingersi i capelli che dunque risultano più grigi rispetto a quanto è partita), le ricerche hanno già evidenziato delle importanti conseguenze su un corpo umano dopo una lunga permanenza nello spazio. Subito dopo l’ammaraggio nelle coste della Florida, i due astronauti hanno iniziato i test medici e la riabilitazione. La loro esperienza contribuirà sicuramente a dare agli scienziati nuovi dati fondamentali per capire come un corpo, evolutosi in funzione della forza di gravità terrestre, si comporta in assenza della gravità stessa.

Non è un record

Solitamente gli astronauti rimangono in orbita per circa 6 mesi. Suni Williams e Butch Wilmore vi sono rimasti più a lungo. Il record però è ancora quello di Valeri Poliakov (437 giorni) mentre è su Fancisco «Frank» Rubio, che ha trascorso 371 giorni di seguito sulla Stazione Spaziale internazionale. Contando tutte le missioni a cui ha partecipato, l’essere umano che può dire di aver passato più tempo in orbita sono Oleg Kononenko (mille giorni) e Peggy Whitson (675 giorni). Tutti casi da studiare per capire i cambiamenti che accusa il corpo, alcuni permamenti e altri no.

L’astronauta Suni Williams, dopo 288 giorni nello spazio è come se fosse invecchiata di 10 anni

Pericolo atrofia

 Di certo c’è una rapida perdita muscolare, nonostante  le due ore e mezza di esercizio fisico ogni giorno e l’assunzione di vitamina D. Così come una perdita di massa ossea: «Per ogni mese di permanenza nello spazio, le ossa portanti degli astronauti diventano circa l’1% meno dense se non si prendono precauzioni per contrastare questa perdita», spiega la Nasa. Una condizione chiamata atrofia. Gli stessi effetti di chi si ritrova costretto a letto per molto tempo (in questo senso va la sperimentazione per cui l’Agenzia Spaziale Europea cerca volontari). Secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2022, metà della forza perduta si può recuperare con la riabilitazione una volta rientrati sulla Terra. Ci sono poi effetti sul cuore, che deve pompare meno sangue in assenza di gravità: una condizione che può portare ad aritmie. Mentre il diverso scorrimento del sangue e il possibile rallentamento in alcune parti del corpo può provocare coaguli. Per le stesse ragioni, il viso si può gonfiare, mentre mani e piedi diventano più sottili. E fragili: Williams e Wilmore sono infatti stati trasportati in barella fuori dalla navicella Dragon di SpaceX. La permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale per molti mesi provoca anche una alterazione del microbiota (l’insieme di organismi che convivono nel corpo).

I danni al Dna

Il maggiore pericolo arriva però dalle radiazioni. Al di fuori dell’atmosfera, gli astronauti sono esposti ad alti livelli di radiazioni e ne assorbono più di dieci volte la quantità che ci può raggiungere sulla Terra. Questo può portare a un danneggiamento del Dna e in particolare dei telomeri che si allungano durante il viaggio spaziale per poi accorciarsi rapidamente al ritorno sulla Terra. Questo accorciamento succede normalmente, ma con tempistiche molto più lente, mentre si avanza con l’età. Le radiazioni potrebbero anche modificare il processo di espressione genica — con cui la cellula trasforma le informazioni contenute nel Dna in molecole — e questo comporta possibili alterazini nelle risposte dell’organismo ai danni del Dna, nella formazione delle ossa e nelle reazioni del sistema immunitario.

Conseguenze estetiche

Certamente, a livello estetico, gli astronauti appaiono molto più sottili e dimagriti. Ma anche più alti: senza la gravità che ci «schiaccia» verso Terra, la colonna vertebrale si stira e si allunga. La pelle diventa più sottile — dunque più soggetta a tagli e irritazioni cutanee — però è anche più morbida. Williams e Wilmore possono poi apparire «tirati» per la difficoltà a ottenere un sonno riposante: sulla Stazione Spaziale Internazionale si dorme in un sacco a pelo legato alla parete con tappi nelle orecchie per attutire il rumore dei ventilatori e maschere sugli occhi contro l’intensa luce. Luce che però sicuramente non «abbronza»: la ISS è protetta da schermi solari per mitigare le radiazioni. I due astronauti non possono quindi che risultare molto pallidi. Infine ci sono i capelli: quelli di Suni Williams hanno attirato l’attenzione, anche perché più lunghi e decisamente più grigi rispetto a nove mesi fa. Al netto delle tinte mancate, c’è da aggiungere che la mancanza di gravità aumenta la pressione sul cuoio capelluto e questo può rovinare la chioma.

In 9 mesi hanno guadagnato meno di 1.500 dollari

Nonostante la debilitazione fisica, Suni e Butch hanno fatto ritorno a terra col sorriso. La loro permanenza «extra» di 278 giorni nello spazio — dovevano rimanere solo 8 giorni nella missione originale —  li ha sì resi famosi, ma non ricchi. Il New York Times ha raccontato che per ogni giorno passato sulla Stazione Spaziale Internazionale hanno ricevuto un indennizzo di 5 dollari. Per un totale di 1.430 dollari in più rispetto al loro stipendio annuale di dipendenti federali (152.258 dollari). Trump ha detto di non essere a conoscenza del fatto e che, se necessario, pagherà di tasca sua gli extra.
Un quinto dei cinquemila euro dati a coloro che si offrono di partecipare al test dell’Agenzia Spaziale Eruopea per simulare l’assenza di gravità. Vitto e alloggio era compreso, ma anche se la paga non fosse stata ritenuta sufficiente, i due astronauti non avevano molta scelta. Prima dell’arrivo della navicella Dragon con due posti a loro riservati, non avrebbero comunque potuto tornare a casa.

fonte Corriere della Sera

10 Aprile 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/03/Sunita-Williams-Barry-Wilmore.webp 675 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-04-10 16:48:052025-03-29 18:36:12Gli effetti della microgravità sul corpo umano: il caso degli astronauti bloccati sulla ISS
Rassegna Stampa

Dream Chaser: il Futuro dei Cargo Spaziali per la Stazione Spaziale Internazionale

Svelato nella sua configurazione di lancio il nuovo spazioplano Dream Chaser (cacciatore di sogni) della compagnia privata Sierra Space, destinato a diventare la terza navetta per il trasporto di rifornimenti ed esperimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Il veicolo, integrato con il modulo di servizio Shooting Star, che trasporterà carichi fino a cinque tonnellate, è stato mostrato per la prima volta alla stampa in Ohio, presso la Neil Armstrong Test Facility della Nasa, dove si stanno conducendo i test in vista del primo volo atteso per quest’anno.

Dream Chaser ha un design simile allo Space Shuttle, anche se le sue dimensioni sono più contenute: è in grado di volare autonomamente, grazie a un sistema di propulsione basato su perossido di idrogeno a combustione pulita ed è progettato per essere riutilizzato fino a 15 volte. Inoltre, a differenza della capsula Dragon di Space X, potrà atterrare su qualunque pista del mondo in grado di ospitare un aereo 737 o un A320 NEO.

Il primo esemplare di Dream Chaser, chiamato Tenacity, è già stato sottoposto a diversi test di vibrazione sia in orizzontale che in verticale, per simulare le condizioni del lancio e dell’atterraggio. A breve sarà collocato in un’enorme camera a vuoto interrata, dove sperimenterà condizioni di temperatura e pressione simili a quelli che troverà nelle sue missioni in orbita. Se tutto andrà per il meglio, Tenacity potrebbe volare nella prima di sette missioni cargo verso la Iss affidate a Sierra Space: il lancio dovrebbe avvenire con il razzo Vulcan Centaur della United Launch Alliance. Dopo altri tre voli, Tenacity passerà il testimone al secondo esemplare dello spazioplano Dream Chaser, soprannominato Reverence.

Fonte Ansa

 
9 Marzo 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/03/DALL·E-2024-03-09-18.38.23-Visualize-the-Dream-Chaser-the-innovative-cargo-spacecraft-approaching-the-International-Space-Station-ISS-in-space.-The-spacecraft-resembling-a-.webp 1024 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-03-09 18:43:112024-03-09 18:43:32Dream Chaser: il Futuro dei Cargo Spaziali per la Stazione Spaziale Internazionale
Search Search

Articoli recenti

  • Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
  • Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea
  • MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita
  • SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa
  • https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/

Commenti recenti

    Archivi

    • Agosto 2026
    • Luglio 2026
    • Giugno 2026
    • Maggio 2026
    • Aprile 2026
    • Marzo 2026
    • Febbraio 2026
    • Gennaio 2026
    • Dicembre 2025
    • Novembre 2025
    • Ottobre 2025
    • Settembre 2025
    • Agosto 2025
    • Luglio 2025
    • Giugno 2025
    • Maggio 2025
    • Aprile 2025
    • Febbraio 2025
    • Gennaio 2025
    • Dicembre 2024
    • Settembre 2024
    • Luglio 2024
    • Maggio 2024
    • Aprile 2024
    • Marzo 2024
    • Febbraio 2024
    • Gennaio 2024
    • Dicembre 2023
    • Novembre 2023
    • Ottobre 2023
    • Settembre 2023
    • Agosto 2023
    • Luglio 2023
    • Giugno 2023
    • Maggio 2023

    Categorie

    • Aereospazio
    • Rassegna Stampa

    Kelvin 273

    Siamo specializzati nell’analisi strategica, sviluppo di soluzioni su misura, valutazione gestionale, crescita del bussiness e in generali delle operazioni nei settori dello spazio, aereospazio e difesa.

    L’Ufficio

    Via Carlo Poerio 86 | 80122 – Naples (Italia)
    Phone 081 18287110 – +393481178673
    E-mail info@kelvin273.it

    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto