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Tag Archivio per: tecnologie spaziali

Rassegna Stampa

Tecnologia spaziale gamma per smantellare centrali nucleari

Un progetto di ricerca tedesco sta rivoluzionando lo smantellamento delle centrali nucleari utilizzando rivelatori gamma sviluppati per satelliti spaziali. Il consorzio scintLaCHARM ha ricevuto 2 milioni di euro dal Ministero federale tedesco della Ricerca. L’obiettivo è creare “fotocamere radiologiche” capaci di mappare grandi ambienti in poche ore invece di giorni. Questa tecnologia riduce drasticamente i tempi e i costi di ispezione pre-demolizione.​

Dal cosmo alle centrali nucleari

I rivelatori a scintillazione vengono tradizionalmente impiegati nei satelliti per individuare elementi radioattivi nello spazio. Il team del dottor Thomas Siegert dell’Università di Würzburg ha adattato questa tecnologia spaziale per applicazioni terrestri. I cristalli sensibili emettono luce quando colpiti da radiazione gamma. Se la radiazione attraversa più cristalli, è possibile determinarne direzione ed energia con precisione. Ogni isotopo produce particelle con energie caratteristiche, permettendo identificazione precisa del materiale radioattivo. Questa evoluzione ricorda l’adattamento di tecnologie spaziali per usi terrestri, come dimostrato dai pannelli solari ROSA di Redwire. Per approfondimenti sulla tecnologia dei rivelatori gamma spaziali, visita il portale ESA.​

Supercomputer e intelligenza artificiale

Potenti supercomputer elaborano i dati raccolti dai cristalli generando immagini tridimensionali dettagliate. Le zone contaminate vengono evidenziate con precisione millimetrica. Il team sta integrando algoritmi di intelligenza artificiale per distinguere la radiazione naturale di fondo dalla radioattività pericolosa. Questo passaggio è fondamentale perché il rumore di fondo varia geograficamente e può falsare le misurazioni. Il sistema AI migliora l’accuratezza complessiva del processo di rilevamento. La combinazione di tecnologie spaziali e AI rappresenta un salto qualitativo nel settore nucleare. Per comprendere meglio l’applicazione di tecnologie avanzate nel settore, leggi l’articolo sugli effetti della microgravità sugli astronauti ISS. Ulteriori informazioni su Interesting Engineering.​

Vantaggi sui metodi tradizionali

I rivelatori a semiconduttore attuali richiedono temperature di raffreddamento estreme fino a -200°C con azoto liquido. Questi strumenti analizzano solo pochi metri quadrati all’ora. Per un’intera sala il processo diventa inefficiente e dispendioso. I nuovi rivelatori gamma a scintillazione operano a temperatura ambiente. Mappano intere stanze in poche ore senza interruzioni per il raffreddamento. Il costo complessivo si riduce significativamente grazie alla maggiore velocità operativa.​

Test a Gundremmingen

Il 25 ottobre 2025 sono state abbattute le due torri di raffreddamento alte 160 metri dell’impianto nucleare di Gundremmingen in Baviera. Questo evento ha richiesto complesso lavoro preliminare di analisi radiologica. Le ispezioni pre-demolizione hanno verificato l’assenza di contaminazione nelle strutture. Il contratto di smantellamento completo assegnato a Westinghouse si concluderà nel 2030. Il progetto scintLaCHARM partecipa alle fasi successive con test sul campo dei nuovi sistemi. Per maggiori dettagli sul decommissioning nucleare tedesco, consulta World Nuclear News.​

28 Gennaio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/ROSSPAD_gamma-ray_detector_pillars.jpg 1080 2045 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-01-28 16:17:092025-12-19 17:18:09Tecnologia spaziale gamma per smantellare centrali nucleari
Rassegna Stampa

Officina Stellare realizzerà la stazione ottica OpSTAR per il DLR tedesco

Officina Stellare ha siglato un nuovo contratto con il Deutsches Zentrum für
Luft- und Raumfahrt (DLR) tedesco per la fornitura di una stazione ottica di terra completa destinata al progetto  “OpSTAR” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che sarà utilizzata per la futura costellazione di navigazione satellitare europea “Galileo” di seconda generazione. Il contratto avrà una durata di 18 mesi ed un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, di cui il 60% sarà erogato entro il 2025, mentre il restante 40% verrà corrisposto nel corso del 2026.

Il progetto, rientrante nel programma “OpSTAR” (Optical Synchronized Time And Ranging), punta a studiare il potenziale delle tecnologie ottiche per la navigazione satellitare e prevede la realizzazione di una Optical Ground Station (OGS) industrializzata, destinata al centro DRL situato a Oberpfaffenhofen, in Germania. La stazione ottica di terra sarà sviluppata per validare nuove tecnologie di “time distribution” con satelliti, utilizzando tecnologie sviluppate nell’ambito della comunicazione laser. La stazione di terra permetterà, inoltre, test terra-terra con la stazione ottica di terra del centro DLR e test terra-satellite con i futuri satelliti dimostratori della costellazione europea GPS (Global Positioning System) di seconda generazione.

La nuova commessa a Officina Stellare prevede la realizzazione di una stazione di terra completa di telescopio, un sistema di controllo della stazione di terra, un banco ottico per l’iniezione in fibra e includerà anche la strumentazione fotonica necessaria per implementare la comunicazione ottica, un sistema di gestione del laser e un sistema di monitoraggio e sorveglianza ambientale. Il sistema sarà progettato per poter operare in ambiente urbano, sia a terra che posizionato sul tetto di un edificio. Il sistema sarà realizzato per poter essere facilmente trasportato ed in grado di operare in condizioni ambientali difficili, quali i tetti di edifici di massima sicurezza.

“L’utilizzo di laser modulati nell’ambito delle telecomunicazioni sta evolvendo”, ha dichiarato Gino Bucciol, co-fondatore e vicepresidente Business Development di Officina Stellare. “Grazie all’esperienza maturata nella laser comunication, la nostra azienda ottiene oggi un importante riconoscimento a livello europeo che avvalora le competenze che abbiamo sviluppato e che metteremo in campo con questo progetto. Le prestazioni della rete di posizionamento e navigazione globale devono crescere per sostenere le nuove applicazioni e i nuovi servizi di mobilità, come la guida automatica. E  le tecnologie laser sviluppate per le telecomunicazioni sono nativamente abilitanti e garantiscono un deciso passo in avanti in questo ambito. Siamo dunque estremamente orgogliosi di questa nuova commessa, pronti a raccogliere questa nuova pionieristica sfida”.

Fonte Ageei.eu

22 Agosto 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png 0 0 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-08-22 13:29:172025-07-26 15:36:44Officina Stellare realizzerà la stazione ottica OpSTAR per il DLR tedesco
Rassegna Stampa

Rafforzato il network tra NATO, imprese italiane e start-up subacquee e spaziali

Si chiama Italian Innovation Ecosystem Reception, l’evento ospitato lo scorso 1 luglio dalla Direzione Nazionale degli Armamenti e dal NATO Innovation Fund (NIF), presso l’Arsenale Militare di Venezia. L’ambizioso obiettivo è stato quello di creare nuove sinergie e di rafforzare il network già esistente tra diversi attori che concorrono alla crescita del Sistema Paese nel settore delle tecnologie emergenti e dirompenti e, in particolare, in quelle dell’underwater e dello Spazio, quali Centri di Ricerca, Start-Up, medie e piccole imprese, rappresentanti della Difesa, del mondo del Ventur Capital e del mondo accademico, con i rappresentanti del NIF e con gli esponenti dei vari Ministri coinvolti.
Nel suo discorso, il Vice Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA), Luisa Riccardi, ha spiegato che ” Una nuova era di collaborazione pubblico-privata sta vedendo l’alba. Una cooperazione nella quale la Nato e la Defense Innovation Accelerator Fort the North Atlantic (DIANA) giocano un ruolo importante”. In questo scenario, l’Italia sta facendo la propria parte, investendo nei settori strategici della subacquea e dello Spazio. “Per il primo tema, è stato creato un hub nazionale (National hub for Underwater Capability)” che trae forza dalle più grandi realtà quali Leonardo e Fincantieri, e promuove il contributo di Start-Up, centri di ricerca e università; “per lo Spazio, si sta valorizzando la strategia del dual-use Space Strategy, che serve sia a scopi di sicurezza nazionale, sia commerciali”, ha proseguito il Vice DNA.
Quanto alla cooperazione internazionale fra gli stati membri dell’Alleanza Atlantica, il NIF, rappresentato a Venezia dal Vice-Chair of the Board Fiona Murray e dal Defense Director Roberto Cingolani, si presenta come un’interessante opportunità per la ricerca e lo sviluppo: un fondo multi-sovrano da 1 miliardo di Euro destinato a soluzioni commerciali che punterebbero all’innovazione tecnologica e al sostegno per la ricerca. Aree, che troverebbero applicazione nel settore della difesa, secondo la strategia dual use, con investimenti distribuiti in un periodo di circa 15 anni, in grado di generare ulteriore valore con ritorni positivi per le imprese italiane e per la collettività.
Fra gli altri ospiti e relatori dell’evento, anche i rappresentanti del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionali (MAECI), del Ministero Imprese e Made in Italy (MIMiT) a testimonianza della centralità del tema trattato, nonché dell’importanza della sinergia tra le Istituzioni e la rete imprenditoriale nazionale.

26 Luglio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/6d5212bd-4974-40ad-b263-8b898c6f46c7.jpg 576 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-07-26 13:08:282025-07-26 13:09:40Rafforzato il network tra NATO, imprese italiane e start-up subacquee e spaziali
Rassegna Stampa

New Glenn di Bezos e Starship di Musk: la sfida dei super razzi verso il futuro spaziale

Sulle rampe di lancio americane sono pronti a partire due grandi vettori spaziali ideati per contribuire ad un cambiamento del futuro cosmico. Entrambi sono il frutto dei due più grandi protagonisti della nuova scena spaziale privata: Jeff Bezos fondatore di Amazon e Elon Musk fondatore di Tesla. Entrambi hanno creato pure due società spaziali; rispettivamente Blue Origin e l’ormai nota SpaceX. Società concentrate ora sullo sviluppo di potenti lanciatori capaci di determinare, appunto, un radicale cambiamento nelle possibilità e nel mercato.

Previsto nelle prime ore di domenica mattina, poi rimandato a lunedì mattina, dalla rampa 36 dell’US Air Force di Cape Canaveral decollerà il razzo New Glenn di Bezos, un gigante bistadio alto 98 metri, come un palazzo di trenta piani e un diametro di sette metri. Il primo stadio è recuperabile e la promessa è di poterlo riutilizzare almeno 25 volte su una piattaforma oceanica battezzata Jacklyn, il nome della madre di Bezos. Può portare in orbita bassa intorno alla Terra 45 tonnellate o sette tonnellate verso la Luna. Un aspetto importante oltre il riutilizzo, sono i propulsori a metano e ossigeno liquidi (BE-4) che la stessa Blue Origin ha disegnato e costruito. Si tratta di una nuova generazione di propulsori più green perché sostituiscono il tradizionale cherosene con metano bruciato assieme all’ossigeno, inquinando meno. Sono molto potenti (la spinta è di 240 tonnellate e il primo stadio ne ha sette fornendo una spinta totale di 1700 tonnellate. Il secondo stadio ha due propulsori BE-3U (ciascuno generatore di una spinta di 71 tonnellate) anch’esso prodotto da Bezos e funzionante a idrogeno e ossigeno liquidi, quindi ancora più puliti. La produzione dei motori è a Huntsville in Alabama, nota come Rocket City perché qui al centro Marshall della Nasa è stato costruito il Saturn-V col quale gli astronauti sono volati sulla Luna. Questi motori a metano sono anche utilizzati da un altro nuovo razzo americano, il Vulcan della United Launch Alliance che ha già effettuato una missione di collaudo.

 

Lo sviluppo del New Glenn così battezzato in onore al primo astronauta americano John Glenn, è durato dieci anni con un investimento di 2,5 miliardi di dollari (e 500 milioni garantiti dal Pentagono). In questo primo volo andrà su un’orbita a media altezza (tra 2.400 e 19.300 chilometri all’apogeo) collaudando il sistema Blue Ring Patfinder (DarkSky-1), un veicolo dedicato a trasportare satelliti su varie orbite. Nell’occasione, però, rimarrà agganciato al secondo stadio. Con Il New Glenn Bezos intende portare in orbita i satelliti della sua costellazione Kuiper concorrente a Starlink di Musk ma anche elementi di stazioni spaziali private che sta costruendo con altre società e compiere voli verso la Luna. Il New Glenn è il concorrente del Falcon Heavy di Elon Musk in una sfida ardua perché lo vende ad un prezzo molto inferiore.

Intanto Musk è alle prese con il settimo lancio del suo Starship (alto 122 metri) dalla base di Boca Chica in Texas, previsto lunedì 13 gennaio e progettato per sbarcare sulla Luna, portare grandi carichi e proiettarsi verso Marte. Come abbiamo visto nelle passate sei missioni è uno vettore straordinario sia nella concezione che nella tecnologia. Utilizza dei propulsori a metano (Raptor) che nella terza versione raggiungono i 280 tonnellate di spinta. Il primo stadio ne ha 33 e sei il secondo stadio. Quando entrerà in servizio regolarmente tutto sarà riutilizzabile.

Per il secondo stadio, l’astronave vera e propria, è una versione un po’ modificata rispetto ai veicoli del passato con interventi in alcuni punti della struttura e del sistema di protezione termica e soprattutto nel sistema di guida e controllo più “intelligente”. Questo modello sarà utilizzato anche nei prossimi test.

Durante il settimo volo suborbitale ci saranno due importanti novità: la prima è la riaccensione di un propulsore di Starship durante la traiettoria e poi il test di espulsione di dieci simulacri di satelliti Starlink della nuova generazione che Musk costruirà. Inoltre trenta telecamere trasmetteranno e controlleranno le diverse fasi del volo. Infine ci sarà sempre un ammaraggio ma questa volta ben più controllato e, se andrà bene, nel prossimo volo si ipotizza anche il suo atterraggio su piattaforma e il primo recupero. Sulla rampa di lancio, infine, sono stati installati nuovi radar per aiutare con maggior sicurezza il rientro del primo stadio tra le due braccia meccaniche. La nuova missione, dunque, rappresenta un passo avanti significativo rispetto al passato nell’intento di arrivare più rapidamente alla certificazione del vettore e dell’astronave con la quale gli astronauti dovrebbero sbarcare sulla Luna tra un paio d’anni.

Quando Starship entrerà in servizio, avendo la capacità di portare in orbita attorno alla Terra 150 tonnellate, provocherà un taglio ancora più significativo nei costi di lancio e quindi un effetto sul mercato più pesante rispetto ad oggi già rivoluzionato dall’arrivo dei Falcon-9.

18 Gennaio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/01/67894989de9f32.87806702.webp 1440 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-01-18 16:37:452025-01-18 16:38:15New Glenn di Bezos e Starship di Musk: la sfida dei super razzi verso il futuro spaziale
Rassegna Stampa

The Exploration Company sfida SpaceX con la capsula riutilizzabile Nyx

Chi e come in Francia e Germania vuole sfidare SpaceX

La società franco-tedesca che sta lavorando a un contratto dell’Esa per costruire una capsula destinata al trasporto nello spazio riutilizzabile afferma di aver chiuso un round di finanziamenti da 160 milioni di dollari. Tutti i dettagli su The Exploration Company che punta a essere la rivale europea di SpaceX

Fondata nel 2021 da ex ingegneri Airbus, la startup franco-tedesca The Exploration Company ha annunciato di aver raccolto 160 milioni di dollari che andranno a finanziare lo sviluppo della capsula progettata per trasportare astronauti e merci alle future stazioni spaziali commerciali.

Il 18 novembre la società ha comunicato il round di Serie B, guidato dai fondi di capitale di rischio europei Balderton Capital e Plural, insieme alla partecipazione di diversi altri investitori nuovi ed esistenti. Tra questi sono presenti due fondi sovrani europei: il francese French Tech Souveraineté e il tedesco DeepTech & Climate Fonds. Con quest’ultimo round, The Exploration Company porta il suo finanziamento totale a quasi 208 milioni di dollari (197 milioni di euro).

I nuovi fondi sosterranno lo sviluppo del suo veicolo spaziale Nyx, capsula progettata per trasportare merci da e verso l’orbita terrestre bassa e, in seguito, nello spazio cislunare. Come i modelli Dragon sviluppati da SpaceX, anche le capsule Nyx di The Exploration Company sono riutilizzabili: una volta sganciato il carico trasportato, può rientrare nell’atmosfera terrestre ed essere utilizzata per la missione successiva.

Tutti i dettagli.

COSA FA LA STARTUP SPAZIALE FRANCO-TEDESCA

L’azienda, fondata tre anni fa dagli ingegneri aerospaziali Hélène Huby, Sebastien Reichstat e Pierre Vine, punta a condurre il volo inaugurale di Nyx da e per la Stazione spaziale internazionale (Iss) nel 2028.

“Negli ultimi 12 mesi abbiamo raggiunto importanti traguardi operativi e finanziari e firmato importanti contratti di servizio sia con agenzie spaziali che con clienti commerciali”, ha affermato Hélène Huby, fondatrice e ceo di The Exploration Company, in una dichiarazione che annunciava il round. “Questo nuovo finanziamento è il passo successivo per ampliare le nostre ambizioni”.

IL CONTRATTO CON L’ESA PER IL CARGO SPAZIALE EUROPEO

Questi traguardi includono l’aggiudicazione di uno dei due contratti dall’Agenzia spaziale europea (Esa) a maggio per iniziare gli studi di un veicolo per il trasporto merci.

L’Esa ha assegnato due contratti, uno alla jv franco-italiana Thales Alenia Space e l’altro alla startup franco-tedesca The Exploration Company, per il programma cargo commerciale in grado di trasportare merci da e verso la Stazione Spaziale Internazionale in orbita terrestre bassa entro il 2030.

I due contratti, dal valore di 25 milioni di euro, coprono il lavoro di progettazione iniziale dei loro cargo. Le due società porteranno avanti i loro concetti per veicoli progettati per il trasporto di merci da e verso la Iss e le stazioni spaziali commerciali.

L’Esa cercherà finanziamenti per le fasi successive nella prossima riunione ministeriale alla fine del 2025, con l’obiettivo di avere almeno un veicolo pronto per entrare in servizio entro il 2028, precisa Spacenews.

Se l’Esa si assicura i finanziamenti per le fasi successive del programma, potrebbe condurre a una missione dimostrativa sulla Iss nel 2028.

LA STRATEGIA DELL’EUROPEA THE EXPLORATION COMPANY CHE GUARDA A SPACEX

” È un grande mercato e cresce di poco più del 10% all’anno perché sempre più nazioni vogliono far volare i propri astronauti e sempre più nazioni vogliono andare sulla Luna”, ha dichiarato a Cnbc Hélène Huby, aggiungendo che esiste una richiesta in aumento di inviare persone e merci nelle stazioni intorno alla terra.

Attualmente, solo due aziende, SpaceX e Northrop Grumman, forniscono servizi di trasporto merci da e per la ISS, entrambe con sede negli Stati Uniti. Tuttavia, la potenziale concorrenza sta emergendo da Cina, India e Russia che stanno lavorando a progetti simili. Ecco perché TEC rappresenta la speranza europea di competere per i viaggi nello spazio. “Costruiamo questa capacità in Europa in modo che l’Europa possa avere la sua capsula – ha affermato Huby nella stessa intervista all’emittente americana Huby –, anche il mondo ha bisogno di una soluzione alternativa. Non possiamo scommettere solo su SpaceX”.

I NUMERI

La ceo Huby ha aggiunto di avere ordini per 800 milioni di dollari per l’utilizzo della capsula provenienti dagli sviluppatori di stazioni private Vast, Axiom Space e Starlab, secondo recenti resoconti.

I pubblicitari della società affermano spesso che è la più grande società spaziale in Europa, sebbene l’azienda da 200 persone sia più piccola di alcune altre startup e una frazione delle dimensioni di pilastri come Airbus Defence and Space, OHB e Thales Alenia Space, evidenzia ancora Spacenews.

PERCHÉ UNA SOCIETÀ ALLA MUSK EUROPEA NON ESISTE SECONDO IL NUMERO UNO DI AIRBUS

Le aziende spaziali europee ambiscono quindi a sfidare l’impresa aerospaziale di Musk, o meglio ad eguagliarla.

Eppure Una SpaceX che ha riscosso un enorme successo tra razzi e satelliti solleverebbe preoccupazioni antitrust se dovesse operare in Europa.

Ne è convinto Guillaume Faury, ceo del colosso aerospaziale europeo Airbus. Il capo dell’azienda ha detto ai partecipanti a un evento aeronautico tedesco che SpaceX non sarebbe mai stata in grado di ottenere tutto ciò che ha ottenuto se fosse stata un’azienda europea, riporta Reuters.

“Penso che ciò che hanno fatto gli americani e SpaceX sia incredibile”, ha affermato Faury. “È incredibile e sta infrangendo alcune regole di ciò che stiamo facendo. È molto concentrato, mentre con i progetti europei siamo molto dispersi e distribuiti” ha ammesso il numero uno di Airbus.

Quando parliamo di SpaceX infatti stiamo trattando “di lanciatori, satelliti, produzione, gestione della costellazione. E questo è un modello super concentrato a cui in Europa non ci è permesso pensare, per le regole antitrust”, ha spiegato Faury. Sostenuti dalle principali nazioni europee che finanziano lo spazio come la Francia, Airbus e altri produttori si lamentano da tempo del fatto che l’industria spaziale europea è ostacolata da regole che richiedono che il lavoro sia condiviso tra i paesi coinvolti nel finanziamento di Ariane, il lanciatore pesante europeo, ricorda Reuters.
Al contrario, SpaceX è libera di decidere dove investire e produce l’80% di ciò di cui ha bisogno, ha affermato Faury. “In Europa, tendiamo a fare il… contrario. Produciamo il 20%, compriamo l’80%. E comprando l’80%, hai una grande base di fornitura che piace a tutti. Bene, lo spazio di Elon Musk non piace a nessuno tranne a Elon Musk”, ha chiosato Faury.

Fonte START Magazine

10 Dicembre 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/12/the-exploration-company.png 598 896 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-12-10 10:07:402024-12-06 20:27:17The Exploration Company sfida SpaceX con la capsula riutilizzabile Nyx
Rassegna Stampa

ESA assegna 3,5 milioni per la crittografia quantistica spaziale a Officina Stellare

Nuova commessa per l’Agenzia spaziale europea: l’azienda italiana si occuperà della realizzazione del telescopio, del sistema di controllo della stazione di terra, del banco ottico per l’iniezione in fibra e dell’analizzatore di stati di polarizzazione necessari a una futura implementazione di protocolli Qkd

Officina Stellare, società vicentina che progetta e produce strumentazione opto-meccanica per l’aerospazio, la ricerca e la difesa, ha siglato un nuovo contratto con l’Agenzia spaziale europea (Esa) per la fornitura di una stazione ottica di terra completa, per applicazioni lasercom, con durata 24 mesi e un valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro, di cui circa 2,4 milioni di competenza del Gruppo Os.

Previste due fasi

Il progetto avrà due fasi di sviluppo: la prima relativa alla progettazione e allo sviluppo dei sottosistemi, la seconda relativa alla prototipazione e validazione della Ogs, rispettivamente del valore di 1,5 milioni e 2 milioni. La nuova commessa prevede la realizzazione del telescopio, del sistema di controllo della stazione di terra, del banco ottico per l’iniezione in fibra, dell’analizzatore di stati di polarizzazione necessari a una futura implementazione di protocolli di crittografia quantistica (Qkd).

Progetto innovativo

“È un progetto fortemente innovativo ed è un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un’infrastruttura di comunicazione laser e quantistica tutta europea, e conferma le pionieristiche capacità di Officina Stellare in questo ambito”, ha detto Gino Bucciol, Co-fondatore e vice president of business development di Officina Stellare.

Pool di aziende europee

La stazione includerà, inoltre, la strumentazione fotonica necessaria per implementare la comunicazione ottica, un sistema di gestione del laser di alta potenza e un sistema di monitoraggio e sorveglianza ambientale. Il progetto, denominato C3Po, è una collaborazione che coinvolge oltre Officina Stellare anche la tedesca Work Microwave, le controllate del gruppo Os, Dynamic Optics, ThinkQuantum ed Euroconsult. 

Articolo di Paolo Marelli

31 Luglio 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/07/DALL·E-2024-07-17-16.05.27-A-satellite-in-orbit-equipped-with-quantum-cryptography-technology.-The-satellite-has-a-sleek-modern-design-with-visible-communication-antennas-and-s.webp 1024 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-07-31 16:01:262024-07-17 16:09:32ESA assegna 3,5 milioni per la crittografia quantistica spaziale a Officina Stellare
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