Kelvin273
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Home
  • Chi Siamo
  • Servizi
    • Spazio
    • Aerospaziale
    • Difesa e Sicurezza
    • US Export Compliance Service
    • Corporate Strategic Expansion nel mercato USA
  • Collaborazioni
  • News
  • Contatti

Tag Archivio per: difesa spaziale

Rassegna Stampa

https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/

Nel pieno del conflitto tra Stati Uniti e Iran, un pilota di F‑15E Strike Eagle abbattuto nei cieli iraniani ha riferito di aver visto qualcosa che potrebbe rappresentare una nuova frontiera della guerra aerea: uno sciame di droni disposti in una formazione che ricordava una gigantesca “medusa”. Nei momenti precedenti all’eiezione, il pilota avrebbe descritto “diversi droni interconnessi che si muovevano come un tutt’uno, con velivoli più piccoli sotto quelli più grandi, come gambe”, una scena definita “roba aliena” dagli stessi ambienti militari.

Secondo ricostruzioni basate su fonti di intelligence, questo sciame avrebbe volato in formazione stazionaria, muovendosi come un unico organismo, con un “corpo” centrale di droni più grandi e una serie di elementi più piccoli disposti sotto, come tentacoli. Una seconda fonte ha parlato addirittura di un “campo minato di droni” sospeso in aria, a indicare una possibile funzione di interdizione o saturazione dello spazio aereo. Se confermato, questo episodio suggerirebbe che l’Iran stia sperimentando tecnologie avanzate di coordinamento tra droni, in grado di trasformare uno sciame in una vera e propria arma collettiva.

Alcune analisi internazionali hanno evidenziato come questa “medusa” di droni possa essere compatibile con concetti di rete mesh di droni, cioè sistemi in cui molti velivoli senza pilota sono collegati tra loro e agiscono come una singola entità tattica. In uno scenario del genere, i droni più grandi potrebbero svolgere funzioni di sensori, comando e comunicazione, mentre quelli più piccoli agirebbero come elementi d’attacco o jammer, creando un volume aereo ostile estremamente difficile da ingaggiare e da neutralizzare. È un modello di guerra a sciami su cui lavorano da anni anche potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Per Washington, capire se il caccia F‑15E sia stato abbattuto da un missile terrestre tradizionale o da uno sciame di droni rappresenta una questione cruciale. Il Pentagono e la comunità di intelligence stanno cercando di ricostruire gli ultimi secondi di volo per determinare la reale causa della perdita del velivolo e valutare le capacità effettive dell’Iran in questo nuovo dominio. Se la testimonianza del pilota dovesse trovare conferma, potrebbe significare che Teheran ha avuto accesso a tecnologie avanzate di controllo distribuito e mesh networking per droni, forse con trasferimento di know‑how da partner come Russia o Cina.

Per Kelvin273, questo caso si inserisce nel contesto più ampio dell’evoluzione della guerra aerea e dei sistemi di difesa avanzata. Da un lato, gli Stati Uniti stanno investendo su nuovi caccia come il programma FCAS europeo e sulle missioni lunari del programma Artemis, che ridefiniscono la postura militare e tecnologica occidentale. Dall’altro, paesi come l’Iran cercano di sfruttare soluzioni asimmetriche, come sciami di droni e sistemi anti‑accesso, per compensare il gap tecnologico con l’Occidente. La forma “medusa” descritta dal pilota diventa simbolo di questa nuova fase: una guerra aerea in cui il cielo non è più popolato solo da singoli velivoli, ma da organismi collettivi di droni interconnessi.

 

24 Luglio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/07/260321154522ianna.jpg 1350 2400 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-07-24 16:44:252026-07-04 16:50:17https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/
Rassegna Stampa

MULTISPADA: l’Italia sviluppa il satellite porta-droni per la difesa spaziale

Il Ministero della Difesa italiano sta finanziando MULTISPADA, un programma di ricerca per lo sviluppo di un satellite militare capace di trasportare e schierare micro-droni dotati di sensori avanzati direttamente in orbita. Il progetto, rivelato a febbraio 2026, è guidato da Nurjana Technologies & Space come prime contractor, con D-Orbit come co-proponente. In pratica, MULTISPADA funzionerebbe come un “drone-carrier satellite”, una piattaforma orbitale progettata per osservare e monitorare lo spazio prossimo alla Terra. Il finanziamento stanziato è di oltre 2,6 milioni di euro per portare la tecnologia al livello TRL 6.

Il concetto operativo

Il cuore di MULTISPADA è rivoluzionario: un satellite che porta con sé micro-droni e li schiera in orbita quando necessario. I droni avrebbero capacità di volo autonomo, sensoristica avanzata e potrebbero essere recuperati e riutilizzati. Il sistema è progettato per la sorveglianza dello spazio prossimo alla Terra, con applicazioni nella Space Domain Awareness (SDA). In scenari di crisi, la possibilità di dispiegare micro-droni orbitali consentirebbe una reazione rapida e flessibile. Il satellite madre fungerebbe da base operativa orbitale con capacità di ricevere, mantenere e rilasciare i droni. Questo tipo di piattaforma non ha precedenti nell’arsenale militare europeo. Il concetto riprende la logica dei sistemi “madre-figlio” già esplorati per i microsatelliti ma applicandola a droni con propulsione propria.

 

Per approfondire i programmi satellitari militari italiani, consulta la sezione difesa italiana di Kelvin273. Approfondimenti su Meteoweb.

I protagonisti industriali

MULTISPADA è guidato da Nurjana Technologies & Space, PMI italiana specializzata in soluzioni aerospaziali e della difesa. L’azienda ha presentato il progetto come risposta alle esigenze operative delle Forze Armate italiane nel dominio spaziale. D-Orbit è il co-proponente, società italiana leader nella logistica spaziale e nel dispiegamento di satelliti in orbita. La combinazione di Nurjana e D-Orbit crea una filiera italiana verticalmente integrata per questo tipo di sistema. Entrambe le aziende fanno parte dell’ecosistema della space economy italiana in forte crescita. Il progetto MULTISPADA si inserisce nel quadro più ampio del Piano Spaziale Nazionale della Difesa. Si colloca accanto ad altri programmi come il Sistema Satellitare Ottico di III generazione da 292 milioni in fase di approvazione parlamentare. Per comprendere le dinamiche della difesa spaziale italiana, leggi l’articolo di Kelvin273 sull’Eurofighter Typhoon.

 

Ulteriori informazioni su Italia protagonista nel 2026.

Il contesto strategico

L’Italia sta accelerando fortemente sulla difesa spaziale nel 2026. MULTISPADA si inserisce in un contesto dove la militarizzazione dello spazio è ormai una realtà conclamata, con Russia e Cina che sperimentano satelliti stealth e sistemi d’attacco orbitali. La Space Domain Awareness è diventata priorità per tutti i Paesi NATO. Il sistema di costellazione IRIDE per l’osservazione della Terra si arricchirà nel 2026 di nuovi satelliti HEO ed Eaglet-II. Il lancio del satellite Cosmo-SkyMed FM3 a inizio 2026 ha inaugurato un anno cruciale per lo spazio italiano. MULTISPADA porta l’Italia verso capacità di difesa spaziale attiva, finora dominio quasi esclusivo di USA, Russia e Cina.

 

Per approfondire la strategia satellitare italiana, leggi l’articolo di Kelvin273 sulla dipendenza da Starlink. Analisi su Milex.org Satelliti Spia Italiani.

25 Giugno 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Militare-nave-porta-droni-1200x815-1.webp 815 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-06-25 10:23:392026-03-27 19:27:19MULTISPADA: l’Italia sviluppa il satellite porta-droni per la difesa spaziale
Rassegna Stampa

Satelliti spia invisibili: Russia e Cina sfidano il tracciamento

Russia e Cina stanno sperimentando satelliti spia stealth che rendono estremamente difficile il tracciamento da telescopi e radar. Il luogotenente Ron Lerch della Space Force ha rivelato questi sviluppi alla conferenza Spacepower 2025. I due Paesi utilizzano tecnologie avanzate per ridurre tracce radar, ottiche e infrarosse degli asset orbitali. Questa sperimentazione segna un ulteriore passo nella militarizzazione dello spazio contemporaneo.​

Tecnologie di occultamento spaziale

Il concetto di stealth nello spazio si basa sulla riduzione delle tracce osservabili. I satelliti utilizzano materiali assorbenti e forme specifiche che limitano i riflessi radar. Trattamenti superficiali riducono la visibilità dai sistemi di sorveglianza spaziale. Le manovre vengono limitate mentre si sfruttano orbite meno affollate. I satelliti spia scelgono finestre temporali in cui la copertura dei sensori nemici è più debole. La Cina lavora in questa direzione dal 2012 con sperimentazione di microsatelliti difficili da individuare. Nel 2022 l’esercito cinese ha pubblicato risultati concreti mostrando il modello “Olive-B” sferico testato in camera anecoica. Per comprendere le infrastrutture spaziali moderne, leggi l’articolo sui pannelli solari ROSA di Redwire. Maggiori informazioni su Breaking Defense.​

I satelliti Shiyan-24 cinesi

I tre satelliti Shiyan-24 in orbita LEO sono stati sviluppati secondo la concezione stealth. Ciascuno presenta una sezione radar differente con riduzione progressiva della visibilità. Il generale Michael Guetlein della Space Force ha definito le loro manovre sincronizzate come “combattimento aereo spaziale”. I satelliti spia Shiyan conducono operazioni di prossimità avanzate. La forma sferica del modello sperimentale minimizza la sezione radar secondo i ricercatori cinesi. Questa configurazione risulta difficile da acquisire visivamente. L’esercito cinese ha pubblicato paper scientifici nel 2022 documentando progressi tecnologici significativi. Approfondimenti sulle capacità spaziali cinesi su RFE/RL.​

Il satellite russo Mozhayets

La Russia ha recentemente messo in orbita MEO il satellite sperimentale Mozhayets con visibilità estremamente bassa. Il satellite rafforza le capacità del sistema GLONASS, controparte russa del GPS. Lerch ha definito Mozhayets “affascinante” per la magnitudine visiva molto debole. Il Sole presenta magnitudine negativa di -26 mentre satelliti GPS in MEO hanno magnitudine 6,5. Mozhayets raggiunge magnitudine 16, rendendolo estremamente difficile da vedere. Il satellite spia è rimasto “perso” per cinque settimane prima che Slingshot Aerospace lo localizzasse. L’oggetto mostrava fotometria instabile indicando possibile rotazione. Scopri tecnologie di sorveglianza spaziale avanzate nell’articolo sugli effetti della microgravità sulla ISS. Dettagli tecnici su Slingshot Aerospace.​

Implicazioni strategiche

La sperimentazione risponde all’esigenza di garantire sopravvivenza delle funzioni spaziali critiche. Navigazione satellitare, comunicazioni sicure, intelligence e targeting di precisione costituiscono infrastruttura operativa imprescindibile. Rendere difficile individuazione e tracciamento protegge l’efficacia complessiva delle forze armate. In scenari di crisi, guadagnare anche solo ore può consentire riposizionamento o completamento di missioni critiche. Monitorare questi sviluppi è fondamentale per non rimanere impreparati. Per analisi sulla difesa spaziale americana consulta Space Force Fact Sheet

24 Febbraio 2026/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/12/satelliti-leo-2-1024x576.jpg.webp 576 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2026-02-24 16:31:142025-12-19 17:15:29Satelliti spia invisibili: Russia e Cina sfidano il tracciamento
Rassegna Stampa

LDO: risultati H1 2025 di Leonardo, elicotteri ed elettronica trainano la crescita

Leonardo chiude il primo semestre 2025 con ricavi a 8,9 miliardi di euro e guidance rivista al rialzo su ordini e indebitamento, confermando solidità industriale, LDO e visione strategica di lungo periodo. LDO è la chiave per leggere performance e priorità del gruppo, con elicotteri ed elettronica per la difesa che spingono margini e pipeline commerciale. Il management migliora gli obiettivi 2025, rafforzando l’attenzione su cassa, LDO e riduzione del debito netto.

Quadro generale

Ricavi a 8,9 miliardi (+11,7% vs H1 2024) e risultato netto a 542 milioni, influenzato da partite non ricorrenti legate a Telespazio nel 2024 e alla cessione UAS nel 2025, descrivono un semestre in crescita e coerente con il piano industriale. La società indica ordini di fine anno attesi tra 22,25 e 22,75 miliardi, alzando la forchetta precedente e confermando un portafoglio capace di sostenere l’espansione dei volumi. Il commento dell’AD Roberto Cingolani sottolinea riduzione dell’indebitamento, qualità dell’esecuzione e visibilità sui mercati domestici e internazionali.

Elicotteri ed elettronica

Gli Elicotteri registrano ricavi ed EBITA in significativa crescita con 72 unità consegnate, trainati dalla famiglia AW e dai servizi CSS&T, a fronte di ordini leggermente inferiori per un diverso mix temporale rispetto al 2024. L’Elettronica per la Difesa e Sicurezza accelera su volumi e redditività, con l’area Europa in forte espansione e Leonardo DRS in crescita, nonostante la cessione dell’Underwater Armaments & Systems a inizio anno. Il book to bill a 1,6 nell’area europea segnala robustezza della domanda e qualità del portafoglio progetti ad alto contenuto tecnologico.

Cyber e aeronautica

Il settore Cyber & Security Solutions mostra ordini in aumento (book to bill 1,3), ricavi in decisa crescita e ROS in miglioramento di circa 2,8 punti, beneficiando delle acquisizioni 2024 e degli ordini dei primi mesi 2025. Nell’Aeronautica, salgono le consegne militari (27 ali F-35, 5 fusoliere e 5 ali Typhoon) e si confermano 4 velivoli Kuwait, mentre nelle Aerostrutture il focus operativo è sul secondo semestre per la produzione 787. La redditività complessiva riflette un ottimo contributo della BU Velivoli e la prevista temporanea flessione delle Aerostrutture, inclusi gli effetti su ATR.

Spazio e alleanze

Lo Spazio migliora la redditività grazie al recupero manifatturiero della Space Alliance e alla crescita di Telespazio nelle attività SSO, con nuovi contratti ASI, Difesa e MASE e uno strumento per la missione ESA SGB. I ricavi crescono sia nei servizi sia nella manifattura, con EBITA in aumento anche per il contributo di Thales Alenia Space in ripresa. Sul fronte partnership, prosegue il percorso per la Fase 2 sulle Aerostrutture e la definizione di una nuova alleanza entro fine anno, come indicato dal CEO.

Guidance 2025 al rialzo

La società rivede la guidance su ordini (22,25–22,75 miliardi) e indebitamento netto, confermando i target di ricavi ed EBITA e una traiettoria positiva del FOCF verso fine anno. Il portafoglio ordini a circa 45 miliardi e il book to bill a 1,3x indicano copertura produttiva superiore a due anni e mezzo e visibilità sui ricavi futuri. Per investitori e filiera, il messaggio è di esecuzione disciplinata, priorità su cassa e capitolo LDO come bussola di monitoraggio finanziario.

Approfondimenti e link utili

  • Leggi l’analisi completa di Startmag sul semestre di Leonardo per numeri, contesto e commenti https://www.startmag.it/economia/come-vanno-i-conti-di-leonardo/.
  • Consulta il comunicato ufficiale di Leonardo con tutti i dettagli di H1 2025 per conferme e metriche aggiornate https://www.leonardo.com/it/web/corporate/press-release-detail/-/detail/30-07-2025-leonardo-1h2025-financial-results.
  • Per ulteriore coverage, vedi Difesaonline su guidance e principali indicatori finanziari https://www.difesaonline.it/2025/07/30/leonardo-crescita-solida-nel-primo-semestre-2025-e-guidance-rivista-al-rialzo/.startmag+2

22 Ottobre 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/09/Leonardo-elicotteri2.jpg 660 1171 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-10-22 18:08:562025-09-17 18:37:23LDO: risultati H1 2025 di Leonardo, elicotteri ed elettronica trainano la crescita
Rassegna Stampa

Missione DART: la deviazione dell’asteroide Dimorphos complica la difesa planetaria

Le cose si complicano per le future missioni che progettate per deviare un asteroide.

La missione Dart della Nasa, che nel settembre 2022 ha colpito l’asteroide Dimorphos, ha modificato con successo l’orbita dell’asteroide, ma ha anche prodotto una grande quantità di massi e rocce scagliate nello spazio a una velocità tre volte superiore a quella della sonda stessa: questi detriti hanno prodotto forze inaspettate che hanno a loro volta modificato l’orientamento dell’asteroide e che d’ora in poi dovranno essere prese in considerazione.

È quanto ha scoperto lo studio guidato dall’Università del Maryland e pubblicato sulla rivista The Planetary Science Journal, analizzando le immagini ottenute da LiciaCube, la piccola sonda italiana che ha documentato i secondi successivi all’impatto. All’analisi hanno partecipato molti ricercatori italiani di Agenzia Spaziale Italiana, Istituto Nazionale di Astrofisica, le Università Parthenope di Napoli e di Bologna, Politecnico di Milano e Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ di Sesto Fiorentino.

“Siamo riusciti a deviare un asteroide spostandolo dalla sua orbita”, dice Tony Farnham, che ha guidato il gruppo. “La nostra ricerca dimostra che, mentre l’impatto diretto della sonda Dart ha causato questo cambiamento, i massi espulsi hanno dato una spinta aggiuntiva quasi altrettanto potente. Questo fattore – sottolinea Farnham – modifica la fisica che dobbiamo considerare quando pianifichiamo questo tipo di missioni“.

Grazie alle immagini di LiciaCube, gli autori dello studio sono riusciti a tracciare 104 massi rocciosi mentre si allontanavano da Dimorphos, raggiungendo anche i 52 metri al secondo. Hanno così notato che erano raggruppati in due insiemi ben distinti. Secondo i ricercatori, forse alcuni sono stati frantumati dai pannelli solari della navetta subito prima dell’impatto vero e proprio.

Fonte Ansa.it

8 Agosto 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/07/1-asteroid-illo.webp 576 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-08-08 13:23:402025-07-26 15:36:49Missione DART: la deviazione dell’asteroide Dimorphos complica la difesa planetaria
Rassegna Stampa

Golden Dome: lo scudo spaziale USA si rafforza con Bae Systems e nuovi intercettori in orbita

Il Golden Dome, nuova frontiera della difesa spaziale statunitense, è il più vasto e tecnologicamente avanzato scudo orbitale e anti-satellitare nella storia degli Stati Uniti. Per il suo sviluppo il 2 giugno la Us Space force ha assegnato alla Bae Systems un contratto da 1,2 miliardi di dollari per la realizzazione di dieci nuovi veicoli spaziali

Lo sviluppo di missili ipersonici da parte di Russia e Cina aveva da tempo indirizzato in orbita lo sguardo del Pentagono, portando gli Usa a puntare forte sullo scudo spaziale e progettando così uno scudo aereo anti-missile che potesse proteggere l’intero perimetro nazionale statunitense. Dall’annuncio dell’avvio operativo del 22 maggio, il programma Golden Dome, scudo missilistico e sistema di difesa spaziale con un costo stimato tra i 161 ed i 542 miliardi di dollari,  vede oggi il colosso Bae Systems protagonista  nell’assegnazione dei primi contratti.

L’architettura del sistema

Strutturato come una rete multilivello integrata e coordinata dalla US Space force, Iron Dome si articolerà su tre componenti principali: sensori orbitali multispettrali, capaci di rilevare lanci missilistici in fase iniziale; intercettori cinetici, per colpire i vettori ostili durante il volo; infrastrutture terrestri di comando, controllo e comunicazione che possano garantire l’interoperabilità con gli altri sistema di difesa Usa e Nato. Il sistema, che mira a garantire la copertura integrale del territorio statunitense, ha come scopo primario la neutralizzazione delle minacce aree avanzate, come i missili balistici intercontinentali a traiettoria variabile (Icbm), i vettori ipersonici manovrabili e i sistemi d’arma anti-satellitari (Asat). Strumento di difesa e di deterrenza, l’Iron Dome, il cui costo finale si aggirerà intorno ai 500 miliardi di dollari, coinvolge l’industria dell’aerospazio in maniera massiccia, in particolare SpaceX, Lockheed Martin, RTX e, oggi, anche Bae Systems.

La collaborazione US Space force – Bae Systems

Il contratto da 1,2 miliardi di dollari assegnato alla Bae Systems tramite un accordo Ota (other transaction authority), prevede la realizzazione di 10 veicoli spaziali Epoch 2, per lo sviluppo di una rete di tracciamento missilistico in orbita terrestre media (Meo). La costellazione di difesa aerea di Bae Systems contribuirà così al contrasto contro le minacce missilistiche più evolute, come le armi ipersoniche. I veicoli spaziali saranno destinati ai satelliti Resilient Missile Warning Tracking, progettati per rilevare e tracciare una vasta gamma di minacce, dai grandi e luminosi lanci di missili balistici intercontinentali ai deboli missili ipersonici in manovra, integrando così l’architettura tattica dell’intera difesa aerea e missilistica nazionale.

La svolta per la dottrina militare made in Usa

Lo sviluppo di Iron Dome e le sinergie tra settore privato e pubblico dietro ad esso, garantiranno maggiore resilienza per i satelliti di allerta e miglior sistema di tracciamento dei missili, mettendo così a disposizione delle piattaforme di difesa aerea inedite quantità e qualità di dati e informazioni per i sistemi di allerta e di puntamento rapido. La collaborazione tra Bae Systems e l’US Space force si inserisce così in un progetto di estrema trasformazione della postura statunitense, che oggi si proietta – per ambizioni e potenzialità capacitive – in orbita, dando così il via ad una corsa globale allo spazio.

 

Fonte Formiche.net

8 Luglio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/US-plans-space-shield-to-destroy-nukes-before-they-reach-Earth.jpg 673 1200 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-07-08 11:11:282025-06-21 11:53:07Golden Dome: lo scudo spaziale USA si rafforza con Bae Systems e nuovi intercettori in orbita
Rassegna Stampa

Esercitazioni NATO sulle autostrade di Finlandia e Svezia: flessibilità e deterrenza

Gli alleati della NATO hanno condotto esercitazioni operative sulle autostrade in Finlandia e Svezia, mostrando le tattiche Agile Combat Employment (ACE) che migliorano la flessibilità operativa e la resilienza in ambienti contesi. In Finlandia, l’esercitazione operativa di base dell’Aeronautica Militare Finlandese, o JPH 1/25, tenutasi dal 26 al 30 maggio, ha coinvolto oltre 20 aerei della NATO e quasi 2.000 tra coscritti, riservisti e personale in servizio attivo.

Per la prima volta, l’esercitazione biennale JPH ha incluso anche l’esercitazione sulla pista autostradale di Baana. Caccia finlandesi F/A-18 Hornet, addestratori Hawk e altri tipi di velivoli hanno operato da un tratto della Highway 4, o strada europea E75, vicino alla base aerea di Tikkakoski a Jyväskylä.

Anche l’aeronautica militare olandese ha partecipato per la prima volta all’esercitazione Baana, con i suoi F-35A Lightning II che hanno effettuato atterraggi e decolli touch-and-go sul tratto autostradale, testando il concetto di operazioni di volo disperse. Inoltre, gli F-35A olandesi si sono integrati con gli F/A-18 Hornet finlandesi durante il loro dispiegamento in Finlandia, rafforzando ulteriormente la cooperazione tra i caccia alleati di quarta e quinta generazione.

L’esercitazione fa parte del concetto finlandese di combattimento e dispiegamento mobili, progettato per garantire che gli aerei possano operare da basi stradali remote in caso di compromissione delle piste convenzionali. Le operazioni su strada sono state una caratteristica regolare dell’addestramento militare finlandese fin dagli anni ’60, fornendo preziose competenze e istruzioni per l’obiettivo dell’Alleanza Atlantica in materia di Agile Combat Employment.

“La prontezza a operare da una rete di basi disperse fa parte del concetto di combattimento mobile dell’aeronautica militare finlandese, e operare sulle piste autostradali fa parte dell’addestramento al volo per tutti i piloti da caccia finlandesi“, afferma il colonnello Tomi Böhm, vice capo di stato maggiore dell’aeronautica militare finlandese.

Nel frattempo, in Svezia, i velivoli C-130 Hercules delle forze aeree svedesi e norvegesi e l’unità dello Squadrone di Trasporto Aereo Binazionale Germania-Francia (BATS – Binational Air Transport Squadron) hanno effettuato brevi atterraggi su strade pubbliche chiuse al traffico. L’addestramento si è concentrato sulla capacità degli equipaggi di volo di decollare e far atterrate i gli aerei della NATO da piste temporanee in contesti “disagiati“.

Queste esercitazioni sottolineano l’impegno della NATO nell’ambito dell’Agile Combat Employment: un approccio operativo che promuove il rapido movimento e il ridispiegamento delle forze per complicare il targeting avversario e aumentare la resistenza operativa. Operando da località inaspettate e rafforzando i legami regionali, le forze alleate migliorano la loro deterrenza e prontezza operativa.

aerei della nato in autostrada
aerei della nato in autostrada

“Agile Combat Employment è una capacità chiave, che utilizzeremmo per difendere l’Europa in qualsiasi conflitto ai sensi dell’Articolo 5“, ha sottolineato l’importanza del concetto di Agile Combat Employment nella guerra moderna l’Air Marshal Johnny Stringer, Vice Comandante del Comando Aereo Alleato della NATO.

“L’Agile Combat Employment riunisce le forze aeree di tutta l’Alleanza Atlantica e le fa operare da numerose basi aeree, garantendo la credibilità e le capacità che sostengono la nostra strategia di deterrenza“, ha aggiunto. Le esercitazioni finlandesi e svedesi di maggio dimostrano la capacità collettiva della NATO di adattarsi e rispondere rapidamente alle minacce emergenti.

Immagini: Finnish Air Force, Royal Netherlands Air Force

Fonte Aviation Report

1 Luglio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/f35-su-strada.webp 614 768 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-07-01 11:06:412025-06-21 11:53:15Esercitazioni NATO sulle autostrade di Finlandia e Svezia: flessibilità e deterrenza
Rassegna Stampa

Il nuovo centro operativo ESA per la sicurezza cyber dei satelliti

L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha compiuto un passo importante per garantire la sicurezza continua delle sue infrastrutture in orbita e a terra, inaugurando un nuovo Cyber security operations center (C-Soc) nel suo European space operations center (Esoc) in Germania e nell’European space security and education center (Esec) in Belgio.

Monitoraggio e protezione

Il nuovo C-Soc monitorerà e proteggerà le risorse digitali dell’Esa: dai satelliti nello Spazio alle stazioni terrestri e ai sistemi di controllo delle missioni sulla Terra.

L’iniziativa nasce in un momento in cui le infrastrutture spaziali stanno diventando sempre più parte integrante dell’economia e della società europea e le minacce informatiche stanno diventando sempre più sofisticate.

“La cyber-resilienza è parte integrante del quadro di sicurezza dell’Esa e costituisce il fondamento della fiducia e della collaborazione in Europa e nel mondo”, ha affermato Massimo Mercati, responsabile dell’ufficio sicurezza dell’Esa.

Sicurezza speciale

I satelliti volanti richiedono misure di sicurezza informatica altamente specializzate e contestualizzate. Un centro di controllo missione come l’Esoc, che gestisce una flotta di satelliti unici attorno alla Terra e in tutto il sistema solare, presenta un panorama di minacce informatiche molto diverso rispetto a un ambiente IT aziendale tradizionale e richiede soluzioni diverse e più sofisticate.

Sfide odierne

Sebbene l’Esa abbia da tempo mantenuto capacità di sicurezza informatica attraverso l’Ufficio di sicurezza dell’Agenzia e il Computer emergency response Team (Esacert) dell’Esa nel suo Centro Esrin per l’osservazione della Terra in Italia, la portata e la complessità delle sfide odierne hanno reso necessaria l’istituzione di una nuova struttura dedicata.

Doppio sito

Il C-Soc è una struttura distribuita che opera in due siti Esa: l’Esoc in Germania e l’European space security and education center (Esec) in Belgio.

“Questa configurazione a doppio sito garantisce resilienza operativa e ridondanza – ha spiegato Markus Rueckert, responsabile delle infrastrutture IT per le operazioni di missione dell’Esoc -. Mentre l’Esec si concentra sui sistemi IT aziendali, come la posta elettronica e l’infrastruttura cloud, e l’Esoc protegge i sistemi mission-critical che controllano i veicoli spaziali ed elaborano i dati scientifici in downlink, ogni sito è pienamente in grado di supportare l’altro, se necessario”.

fonte spacEconomy 360

24 Giugno 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/06/EIwol43XsAAecxO.jpg 533 799 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-06-24 10:59:152025-06-21 11:53:21Il nuovo centro operativo ESA per la sicurezza cyber dei satelliti
Rassegna Stampa

Spazio, il nuovo paradigma pubblico-privato nell’era Trump 2.0

Negli Stati Uniti sta prendendo forma un nuovo paradigma strategico in ambito spaziale, fondato sull’integrazione sistemica tra capacità militari e soluzioni commerciali. La Space Force, recependo gli input politici di Washington, sta così accelerando l’affidamento di compiti strategici a soggetti privati, in un contesto in cui la rapidità, la scalabilità e la flessibilità commerciale diventano asset operativi tanto quanto i sistemi stessi. Un cambio di mentalità che potrebbe ridefinire la tradizionale dicotomia tra pubblico e privato e che impone riflessioni anche per l’Italia e per l’Europa

Nel lessico strategico, lo spazio non è più soltanto un dominio tecnologico. È, ormai da tempo, una dimensione politica, economica e militare a tutti gli effetti. Ma è con l’avvento della seconda amministrazione Trump che gli Stati Uniti sembrano voler ridefinire in maniera sistemica la postura nazionale nello spazio, imprimendo una direzione nuova ed elaborando una Spacepower Strategy meno centrata sulla supremazia tecnologica in senso tradizionale e più orientata a un modello ibrido, capace di coniugare innovazione privata, flessibilità commerciale e capacità di deterrenza orbitale.

In questo quadro, la seconda amministrazione Trump ha iniziato a imprimere un’accelerazione netta sul fronte spaziale, ravvisabile nei minori vincoli procedurali, nella centralità dell’industria privata e nella spinta alla trasformazione dello spazio in un dominio operativo pienamente integrato con la postura militare Usa.

È in questo contesto che va letta la recente accelerazione portata avanti dalla Space Force nel recepire le nuove linee guida promosse dall’amministrazione. Secondo quanto si può dedurre dalle mosse più recenti dell’ufficio per le acquisizioni della Space Force, l’obiettivo sarebbe quello di rendere sistemico il ricorso ai fornitori privati per servizi che fino a pochi anni fa erano esclusivo appannaggio della filiera militare, dalle comunicazioni alla sorveglianza, fino alle capacità di lancio. Una vera e propria rivoluzione nella mentalità del procurement tradizionale, traducibile in tre principi-guida: meno burocrazia, più rapidità operativa e maggiore permeabilità tra comparti civili e militari.

Si tratta di una svolta dottrinale che riflette l’approccio della seconda amministrazione Trump: minore centralizzazione pubblica, maggiore leva su capacità già esistenti nel mercato e riduzione dei vincoli normativi nei contratti per lo spazio. Un cambio di paradigma netto rispetto all’amministrazione Biden, più cauta nella formalizzazione dei rapporti pubblico-privati.

Parallelamente, il settore industriale sta rispondendo con iniziative all’altezza della nuova ambizione strategica. Boeing, uno dei contractor storici della difesa statunitense, ha manifestato l’intenzione di contribuire allo sviluppo di alcuni degli asset che potrebbero comporre la futura architettura del programma Golden Dome, lo scudo spaziale multi-strato che il Pentagono pianifica di mettere in servizio nei prossimi anni. L’azienda ha proposto l’impiego di piattaforme esistenti, come lo spazioplano X-37B, una piattaforma riutilizzabile e capace di effettuare manovre orbitali. Già protagonista di missioni sperimentali classificate, il suo impiego potenziale nell’architettura di Golden Dome potrebbe vederne l’utilizzo, ad esempio, per il rilascio rapido di piccoli satelliti in orbita, nonché per l’impiego di lethal measures nei confronti di altri assetti orbitanti.

Quella a cui stiamo assistendo non è una corsa allo spazio in senso classico, ma una ristrutturazione del complesso ecosistema pubblico-privato che da sempre ha costituito il motore della superiorità tecnologica Usa. L’elemento chiave, in questo caso, è la capacità di disegnare un’infrastruttura che sia al tempo stesso scalabile, interoperabile e sostenibile nel lungo periodo. Una linea, questa, coerente con la nuova postura americana, che privilegia flessibilità e prontezza rispetto alle usuali rigidità dottrinali. Resta da capire se – e soprattutto come – questo modello riuscirà a consolidarsi nel tempo, anche alla luce delle scelte che l’amministrazione Trump vorrà formalizzare nei prossimi National Security Memoranda sullo spazio, che potrebbero cristallizzare questa traiettoria in una vera dottrina orbitale nazionale.

In tutto ciò, l’Italia (e l’Europa in generale), osservano con attenzione. Perché la traiettoria americana rappresenta sì un modello potenzialmente imitabile, ma anche una sfida industriale e strategica. L’adozione di sistemi dual-use, la valorizzazione del know-how commerciale e la velocizzazione dei processi di acquisizione tramite l’impiego di soluzioni off-the-shelf sono infatti temi che toccano da vicino anche il nostro sistema Paese.

 

Fonte Formiche.net

12 Maggio 2025/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2025/05/231229-F-AF999-8083-scaled.jpeg 1440 2560 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2025-05-12 11:34:032025-05-10 11:38:12Spazio, il nuovo paradigma pubblico-privato nell’era Trump 2.0
Aereospazio, Rassegna Stampa

Strategia Spaziale del Pentagono: Il Futuro della Difesa con il Settore Privato

Strategia Spaziale del Pentagono: Il Futuro della Difesa con il Settore Privato

Il Pentagono ha reso nota la sua Strategia di integrazione dello spazio commerciale, il nuovo documento che mira a integrare le soluzioni spaziali commerciali nelle architetture per la Difesa a stelle e strisce, oltre che aprire alla possibilità di usare la forza militare per proteggere gli operatori commerciali

03/04/2024

Lo spazio svolge un ruolo cruciale per la sicurezza ed è essenziale per la Difesa che ogni giorno si affida ai servizi spaziali per svolgere la propria missione. Con queste parole il Pentagono ha reso nota la sua Strategia di integrazione dello spazio commerciale, il nuovo documento che mira a integrare le soluzioni spaziali commerciali nelle architetture per la sicurezza nazionale e apre alla possibilità di utilizzare la forza militare per proteggere gli operatori spaziali commerciali, oltre a ipotizzare un sostegno finanziario da parte del dipartimento della Difesa a favore degli appaltatori che forniscono servizi spaziali per le Forze armate. “Il settore spaziale commerciale sta guidando l’innovazione – ha detto l’assistente segretario alla Difesa per la Politica spaziale John Plumb presentando il documento – ma l’impatto sulla sicurezza nazionale si misurerà in base a quanto il dipartimento riuscirà a integrare le capacità commerciali nel nostro modo di operare, sia in tempo di pace sia in conflitto”.

La nuova strategia

Secondo il documento: “Il dipartimento farà leva su una serie di strumenti in tutti i domini per scoraggiare l’aggressione e sconfiggere le minacce agli interessi spaziali della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, compresi tutti i segmenti spaziali e, se del caso, le soluzioni spaziali commerciali”. Inoltre, la strategia afferma che “in circostanze appropriate, potrebbe essere diretto l’uso della forza militare per proteggere e difendere i beni commerciali”. Il nuovo testo chiede anche di migliorare le norme e gli standard per rendere lo spazio più sicuro per gli operatori del settore privato, la condivisione delle informazioni sulle minacce e la protezione finanziaria per le aziende che supportano le missioni spaziali militari.

Integrazione commerciale

La strategia è una chiara indicazione che il Pentagono vuole collaborare con le imprese commerciali in tutti i settori dello spazio, un segnale della presa di coscienza del fatto che se in passato era il governo l’unica entità abbastanza grande da assumersi il rischio delle operazioni spaziali, ad oggi sono le imprese private a gestire una gran parte di queste attività. La strategia del Pentagono, infatti, afferma che: “una più profonda integrazione delle soluzioni spaziali commerciali rappresenta un cambiamento concettuale rispetto alle pratiche tradizionali su cui il Dipartimento ha fatto affidamento; data l’espansione del settore spaziale commerciale e la proliferazione delle capacità spaziali, il Dipartimento trarrà beneficio rendendo le soluzioni commerciali parte integrante – e non solo complementare – delle architetture spaziali della sicurezza nazionale”.

Sfruttare la velocità dei privati

Come sostenuto da tempo dai leader della Space force e del Comando spaziale statunitensi, e come emerso con chiarezza dalla guerra in Ucraina, un uso maggiore e migliore degli appaltatori commerciali e della catena di approvvigionamento spaziale può contribuire alla resilienza dell’architettura spaziale di sicurezza nazionale complessiva. Secondo la strategia, quindi, l’obiettivo è trovare il miglior “equilibrio” tra capacità governative e commerciali. La strategia, pur riconoscendo che esiste un “rischio intrinseco” nell’affidarsi ai sistemi commerciali, che comporta compromessi tra velocità e sicurezza, sottolinea anche il rischio di non riuscire a sfruttare “l’innovazione e la velocità” commerciali.

Quattro priorità

La strategia di integrazione dello spazio commerciale evidenzia quattro priorità per raggiungere l’integrazione. In primo luogo, per garantire la disponibilità di soluzioni commerciali quando necessario, il Dipartimento utilizzerà contratti e altri accordi per delineare i requisiti. In secondo luogo, il Dipartimento realizzerà l’integrazione delle soluzioni commerciali in tempo di pace per consentire di utilizzare senza problemi le soluzioni spaziali commerciali durante le crisi e i conflitti. Terzo, le Forze armate Usa proteggeranno e difenderanno dalle minacce agli interessi spaziali della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nello spazio e a terra, e, se del caso, dalle soluzioni spaziali commerciali. Infine, il Dipartimento utilizzerà l’intera gamma di strumenti finanziari, contrattuali e politici disponibili per sostenere lo sviluppo di nuove soluzioni spaziali commerciali “che abbiano il potenziale per supportare le Forze congiunte”.

La strategia della Space force

Anche la Space Force dovrebbe pubblicare nei prossimi giorni la propria strategia commerciale. La nuova Forza armata ha intensificato negli ultimi anni le collaborazioni con l’industria e i suoi ufficiali hanno chiesto da tempo che il tema delle acquisizioni consideri le opportunità di acquistare servizi e sistemi dall’industria ogni volta che sia possibile. L’anno scorso, inoltre, è stato istituito un Ufficio per lo spazio commerciale con l’obiettivo di aiutare l’Ussf a integrare meglio queste capacità nelle sue aree di missione. L’impegno si è concentrato anche sulla creazione di una riserva spaziale commerciale (Commercial augmentation space reserve) per aumentare l’uso delle capacità del settore privato da parte della Forza spaziale durante una crisi o un conflitto.

Fonte Formiche.net

15 Aprile 2024/da Redazione
https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2024/04/DALL·E-2024-04-15-10.30.34-An-illustration-depicting-the-collaboration-between-the-Pentagon-and-the-private-sector-in-space-symbolizing-the-new-strategic-approach-to-space-defe.webp 1024 1024 Redazione https://kelvin273.it/wp-content/uploads/2022/10/Kelvin273-LOGO-negativo-1.png Redazione2024-04-15 10:34:262024-04-15 10:37:38Strategia Spaziale del Pentagono: Il Futuro della Difesa con il Settore Privato
Search Search

Articoli recenti

  • Starmind: la costellazione AI di SpaceX che porta i data center in orbita
  • Leonardo, Airbus e Thales: alleanza spaziale per rafforzare la competitività europea
  • MAVERIC: il progetto italiano per operazioni autonome di piccoli satelliti in orbita
  • SAFE, GCAP, Michelangelo Dome: la rotta di Mariani in Leonardo tra spazio e difesa
  • https://www.aviation-report.com/pilota-f15e-abbattuto-in-iran-ha-parlato-di-uno-sciame-di-droni-a-forma-di-medusa-la-nuova-frontiera-della-guerra-aerea/

Commenti recenti

    Archivi

    • Agosto 2026
    • Luglio 2026
    • Giugno 2026
    • Maggio 2026
    • Aprile 2026
    • Marzo 2026
    • Febbraio 2026
    • Gennaio 2026
    • Dicembre 2025
    • Novembre 2025
    • Ottobre 2025
    • Settembre 2025
    • Agosto 2025
    • Luglio 2025
    • Giugno 2025
    • Maggio 2025
    • Aprile 2025
    • Febbraio 2025
    • Gennaio 2025
    • Dicembre 2024
    • Settembre 2024
    • Luglio 2024
    • Maggio 2024
    • Aprile 2024
    • Marzo 2024
    • Febbraio 2024
    • Gennaio 2024
    • Dicembre 2023
    • Novembre 2023
    • Ottobre 2023
    • Settembre 2023
    • Agosto 2023
    • Luglio 2023
    • Giugno 2023
    • Maggio 2023

    Categorie

    • Aereospazio
    • Rassegna Stampa

    Kelvin 273

    Siamo specializzati nell’analisi strategica, sviluppo di soluzioni su misura, valutazione gestionale, crescita del bussiness e in generali delle operazioni nei settori dello spazio, aereospazio e difesa.

    L’Ufficio

    Via Carlo Poerio 86 | 80122 – Naples (Italia)
    Phone 081 18287110 – +393481178673
    E-mail info@kelvin273.it

    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto